Di Maria Scetta

Sono una brutta persona per gli standard del politically correct, me ne rendo conto. Finirò insieme agli ignavi o in purgatorio con gli accidiosi, ma almeno non avrò nessun rimpianto musicale.

Pecco di curiosità, ma ne vado fiera. Vi sfido a non andare a cercare una canzone di Burzum dopo aver letto la sua bio di Wikipedia. Riassumo qui in breve per i pigri come me: nasce, cresce, suona, viene incarcerato per l’assassinio di Euronymous (chitarrista dei Mayhem) e per aver dato fuoco a tre chiese, incide due album, viene scarcerato, si ritira in una fattoria con la moglie e i figli, muore. Ora, sinceramente, non siete neanche un po’ curiosi di sapere che genere suona quest’uomo? Di cosa parla nei testi delle sue canzoni? Se ha apportato innovazioni nel suo genere o se è un caso che il suo nome d’arte nel linguaggio nero di Mordor voglia dire “oscurità”? Io sì.

Peccato n°1: chiamiamolo “Curiosity killed the cat”

Ascolto Michael Jackson. Non mi piacciono tutte le sue canzoni, ma i grandi pilastri Billie Jean, Don’t Stop ‘Till You Get Enough, Thriller, Beat It, Smooth Criminal, Bad e pure quella supercarina di I want You Back… questi mi piacciono, questo è il Michael Jackson che ascolto e non smetterò solo per unirmi all’orda indignata di gente che senza nemmeno una sentenza di colpevolezza urla all’abuso di minori. Non sto dicendo che i ragazzi che l’hanno denunciato abbiano torto, ma neanche che abbiano ragione. Sto dicendo che non mi interessa in quanto non sta a me decidere chi è il colpevole, ma a chi di dovere: se avessi voluto fare l’avvocatessa mi sarei iscritta a Giurisprudenza.

Peccato n°2: lo chiamo “Agnosticismo musicale” ovvero l’idea che non ci sono prove certe riguardo la colpevolezza di un(‘)artista, ma neanche riguardo l’opposto, fino a quando non si trova dietro due sbarre (presupponendo che la Legge faccia il suo dovere quando le prove ci sono). E, in ogni caso, se finisce in prigione ciò non vuol dire che smetterò di ascoltarlo, finirà semplicemente nella categoria peccati musicali n°1.

Non conosco i nomi dei miei artisti preferiti. Prendiamo una band a caso che ascolto spesso in questi periodo (soprattutto perché il 5 aprile esce il nuovo disco e non sto nella pelle): Pinguini Tattici Nucleari. Ecco, dei Pinguini conosco solo Elio. So tutta la discografia degli Arctic Monkeys, ma a parte Alex Turner non mi viene in mente il nome di nessun componente, adoro gli AC/DC, ma non so il nome di neanche un membro della band. Mi ricordo i nomi di tre Beatles e due Rolling Stones, perché ormai sono diventati nozioni di cultura generale, ma non chiedetemi il nome del cantante dei Ramones.

Peccato n°3: Un po’ macchiavellicamente lo chiamerei “Non mi interesso della vita degli artisti, solo della loro musica” (che è più o meno il motivo per cui non mi faccio problemi a compiere i peccati 1 e 2).

Il punto è proprio questo: la musica. 3000 caratteri e non ho ancora parlato di musica. Si è parlato invece della vita di un artista, degli scandali di un altro, del gossip ecc… ma a me quando ascolto What a Wonderful World non me ne può fregar di meno di chi la canta o di quante fidanzate o arresti per droga ha avuto, ringrazio semplicemente il caso, il cielo o quel che pare a voi che esista e la mia vita procede bene lo stesso.

È un pensiero onestissimo e comprensibilissimo quello di chi decide di non ascoltare più un certo artista perché non vuole che questo guadagni dalle visualizzazioni, dalle riproduzioni su Spotify o dall’acquisto delle copie digitali delle sue canzoni, ma ciò, a mio parere, non vuol dire che quella musica debba morire. In ogni caso può avere qualcosa di importante da dire o apportare delle innovazioni pazzesche, no? E in questi casi, arriva in soccorso il bug di YouTube che non conteggia le visualizzazioni da cellulare e esistono innumerevoli metodi per usufruire di prodotti multimediali anche offline e chi vuole intendere intenda.

Un po’ meno sensato il pensiero di chi condanna chi ascolta, ad esempio, Michael Jackson (di cui, a scanso di equivoci lo ripeto, non è stata ancora provata la colpevolezza). Non capisco se lo facciano sempre per la questione dinero (ma, guardate che, se non ve ne siete già accorti, è già morto e LA BARA NON VA A MONETE quindi, in ogni caso, non gli servono i vostri soldi) o perché sono i soliti che preferiscono nascondere la polvere sotto il tappeto. Diversi, ancora, da chi dice di non riuscire ad ascoltare quella musica in quanto la ricollega al pensiero del reato che le disturba (comprensibilissimo).

In sintesi ascoltate la musica che vi piace, non ascoltate gli artisti.

Mi rendo conto, rileggendomi, che ci sia una falla nel mio ragionamento.

“Perchè se dici che non te ne frega nulla degli artisti, ma solo della musica sai vita morte e miracoli d Burzum (e non solo)?” mi chiedo a volte e mi rispondo che il motivo è più o meno lo stesso per cui non leggo mai biografie a meno che il tizio o la tizia di cui si parla non abbiano avuto una vita molto interessante che è lo stesso motivo per cui non guardo vlog a meno che a farli non sia Human Safari che ogni settimana si trova in un fuso orario diverso.

Pace e amore.

Comunque la risposta alla quarta domanda è no.