i, avete letto bene, mi son proprio rotto il ca22o.

In queste ultime settimane mi sono stancato di leggere e sentire una miriade di lamentele di ogni genere. Contro il governo, contro il vicino di casa che canta o corre, contro l’ultimo decreto, contro il 5G ecc… Basta, abbiamo capito.

Questa pandemia si è diffusa con una velocità impressionante, ovviamente siamo stati colti impreparati, nessuno si sarebbe mai immaginato una cosa simile. Abbiamo e stiamo facendo degli errori? Sicuramente si, com’è umano che sia del resto. Cosa serve quindi rimarcare il tutto con post in cui si inveisce contro qualsiasi cosa, diffondere mezze verità o fake news che peggiorano solo la situazione? A cosa serve tutto ciò? A nulla, NULLA. Anzi la peggiora solo.

Ci sentiamo sempre nel giusto, sempre più furbi degli altri, pensiamo che i nostri problemi siano sempre più gravi, siamo sempre bravi ad elencare tutti i diritti che spettano al cittadino. Io, io, io… Quando poi ci fanno notare che abbiamo anche dei doveri, siamo pronti a rifugiarci dietro mille giustificazioni. Ah, sia chiaro, se poi non riusciamo ad adempiere a tutto ciò che ci viene chiesto, non è mai per colpa nostra. E’ comunque colpa di qualcun altro. Sia mai.

Quindi. Cerchiamo di fare una cosa. Evitiamo di fare i leoni da tastiera. Facciamo qualcosa di buono per la società. Per fare questo non serve molto.

Per esempio a volte basterebbe pensare qualche secondo prima di postare qualcosa sulle nostre pagine o sui meravigliosi gruppi cittadini. Bisognerebbe verificare se ciò che si sta scrivendo corrisponde al vero. Bisognerebbe cercare di comprendere e aiutare chi sta lavorando per noi, magari agendo nel quotidiano semplicemente con un po’ di buon senso. Ecco le due paroline magiche: buon senso.

A puntare il dito siamo tutti bravi. Alla fine è facilissimo, a far le cose facili noi siamo i più forti, i migliori. Adesso però dobbiamo far qualcosa in più per migliorare la vita di tante persone. Come? Facendo qualcosa di concreto. E magari parlare meno.

Sì. Proviamo a starei un po’ più zitti. E a ragionare di più.

P.S. Ah, buon Primo maggio a tutti.