Facoltà di medicina senza numero chiuso. Aiutateci.

Sono uno dei più di 1800 che nel lontano 2009 tentò l’accesso a Torino per 350 posti. Solo uno, dei tanti conoscenti e amici che provarono quell’anno, riuscì a passare. Molti ritentarono, riuscirono ad entrare e alcuni di loro sono già in ospedale grazie a risultati ai vertici delle facoltà. Quel test cambiò la vita a tutti, io mi orientai verso altro e molti di quelli che provarono cambiarono strada.

Altri che puntavano tutto su quella strada li, riprovarono un anno dopo. Non è facile capire cosa si voglia fare nella vita, tantomeno a 19 anni circa. Se poi pensiamo quanto le generazioni dopo la nostra siano senza guida, salvateci proprio.

L’idea di eliminare il test di medicina – se sarà confermata, visto che il governo è riuscito nella strepitosa impresa di annunciarla senza avvertire il ministero dell’Istruzione, complimentoni! – è una cagata, a meno che non sia fatto un lavoro parallelo che aiuti le persone a indirizzarsi man mano che si cresce. Tanti ragazzi cominciano l’università e poi cambiano una, due anche tre volte indirizzo o addirittura facoltà. Ma non gli si può fare una colpa senza sostenerli dall’altra parte, soprattutto per com’è messa la scuola al giorno d’oggi.

Pare che in Francia ci si possa iscrivere e poi anno dopo anno ci siano i cosidetti sbarramenti per filtrare l’imponente numero di iscritti. Non so quanto sia meglio fermare qualcuno dopo 2-3 anni di percorso di studi rispetto a fermarlo prima di iniziare. Gli si fa perdere molto tempo e molte occasioni.

Va bene che mancano i medici, ma questo è legato a tutt’altro, non al numero chiuso di medicina. Sarebbe meglio invogliare le persone a fare un lavoro, non aprire le porte a cani e porci perché non si è in grado di trovare soluzioni migliori.