di Alessio Mason

Rabbia. Frustrazione. Impotenza. Sfiducia. E chissà quante altre. Credo siano queste le emozioni che stanno provando in questo momento i maturandi 2019. Questo perché proprio oggi il ministro all’Istruzione Bussetti ha annunciato i contenuti della seconda prova del prossimo giugno, generando una polemica, tra i diretti interessati e non solo, quasi impressionante. In questo pezzo, però, non parlerò di tutto ciò di cui ci sarebbe da discutere.
Non parlerò del fatto che la terza prova, unica vera prova interdisciplinare in buona parte corretta e preparata da professori esterni, sia stata mandata in archivio per direttissima. Non parlerò del fatto che la tesina, unico vero momento dell’esame orale in cui poter dimostrare la propria “maturità” nell’unire i vari argomenti e le varie materie e che serviva allo studente per parlare anche dei propri interessi e della propria persona, sia stata mandata nel dimenticatoio. Non parlerò del fatto che al suo posto sia stato introdotto un gioco a premi, evidentemente ideato da Maria De Filippi, in cui lo studente, per scegliere l’argomento con cui partire nel proprio orale, dovrà scegliere fra tre buste dalle mani dei professori.
Non parlerò di tutto ciò. Parlerò di altro. Perché tutte queste cose, bene o male, rientrano in un rinnovamento della maturità che diciamocelo pure, andava fatto. L’esame di stato, non è un mistero, non è mai stato perfetto. Rinnovarlo era sicuramente una cosa da fare, non c’è dubbio. Guardando però a QUESTO rinnovamento, qualche dubbio sorge. Qualche dubbio per cui, a differenza dei precedenti di cui sopra, non si può far finta di nulla. Per esempio, in ordine sparso: come si può pretendere che uno studente, dopo che si è allenato per 4 anni su specifiche tipologie di prima prova, possa adattarsi a nuove tipologie inventate di sana pianta l’altro ieri, e nonostante ciò scrivere qualcosa di interessante e corretto dal punto di vista della consegna? Come si può pretendere che i docenti di matematica e fisica preparino i ragazzi adeguatamente alla seconda prova se essi stessi non hanno la più pallida idea di come si possa presentare un problema di fisica all’esame, non essendoci mai stato? Come si può pretendere che gli studenti si preparino adeguatamente a nuove tipologie di prove, se i professori stessi non sono in grado di spiegare agli studenti i contenuti delle prove, non avendo ricevuto esempi o simulazioni adeguati per comprendere le fumose indicazioni ricevute dal Ministero? Come si può ridurre per il secondo anno di fila l’alternanza scuola-lavoro, esperienza estremamente impegnativa sia per i docenti che per gli studenti, a semplice raccontino di cosa ho fatto nelle vacanze? Come si può affermare di aver annunciato le materie “con largo anticipo”, quando quello che gli studenti vogliono sapere da mesi non sono tanto le materie, ma come saranno strutturate le prove in sé? Come si può pensare di promuovere le nuove simulazioni nazionali affermando di voler “sostenere il più possibile ragazzi e docenti nella preparazione del nuovo Esame”, quando gli stessi finora non avevano neanche idea di che tipo di esame avrebbero dovuto affrontare tra 6 mesi?
Ma soprattutto, come si può pensare di rinnovare un Esame di Stato durante l’anno scolastico stesso, partendo ad ottobre, definendo le modalità d’esame nel corso dei mesi, immaginando evidentemente che gli studenti inizino a prepararsi il giorno prima?
Io una risposta non sono in grado di darmela, sinceramente. Datemela voi, se potete.
In ogni caso, un in bocca al lupo a chi dovrà affrontare questa nuova Maturità. Anzi, un abbraccio, che mi sa che serve di più.