Benedetta o maledetta maturità. Crocevia di speranze, illusioni, stress, delusioni, lacrime, soddisfazioni. In sintesi, di momenti che resteranno, una volta superati, indelebili nei nostri ricordi di adulti. Nel bene o nel male, sempre. Nei giorni in cui gli studenti italiani si apprestano ad affrontare l’esame più temibile, IdealMentre offre una carrellata di spunti di chi quello scoglio è riuscito a superarlo. Ricordi, consigli, riflessioni: nella speranza possano servire a regalare un po’ di serenità e fiducia in questi giorni ad altissima tensione, facciamo un enorme in bocca al lupo agli aspiranti maturandi.

 

TRA VENDITTI E CARRA’ – La quinta superiore è forse il momento scolastico più bello che io ricordi. Sei il più grande della scuola, puoi trattare a pesci in faccia i primini, gli rubi i panini, ti fai offrire i caffè e ormai tu e la bidella formate ormai una squadra che metterebbe paura persino all’A–Team. Per il resto l’esame di maturità non è altro che un piccolo test dove i professori ti chiedono di essere un minimo serio e preparato in modo da poterti salutare nel più breve tempo possibile con la speranza di non vederti mai più.

Quindi niente ansia e niente paure, se arrivi all’esame vai tranquillo che ne uscirai vivo. Il trucco è essere brillanti. E’ ovvio che non potrai ricordarti tutti i paragrafi, le citazioni, le date e i nomi di 800 anni di storia ma tu devi fargli credere il contrario, non smettere mai di parlare. Sorridi sempre, fai battute con citazioni scolastiche, “Eilà prof complimenti per i gemelli della camicia eh, la fan somigliare a Cavour”, “Cos’è questo spiegamento di forze avverse, siamo mica a Waterloo?” e via dicendo. Nei giorni di studio invece è FONDAMENTALE NON STUDIARE TROPPO e alternare momenti seri a momenti trash. Studiate secco senza staccare gli occhi dal libro per 45 minuti, dopodichè PAUSA, mettete a tutto volume Raffaella Carrà, cantate a squarciagola Maracaibo correndo per casa, rotolatevi per terra, datevi schiaffi e fate stretching.index

Dunque ripetere, 45 minuti di studio e così via… (come musica consiglio sempre una ferrea compilation di musica italiana degli anni 60 – 70, rafforzerà il vostro spirito patriottico senza farvi prendere una deriva leghista. Non esagerate con Venditti). Infine il giorno della prima prova, ovvero il tema, siate felici come bambini, immaginatevi sia un gioco. Io quel giorno mi ero auto convinto di essere il protagonista di “Notte prima degli esami” e quindi, dato che il protagonista ce l’aveva fatta, ero serenissimo, dopo l’orale vi sentirete invece come “Una notte da leoni” e lì non ce ne sarà per nessuno. E ve lo dice uno che si è presentato alla maturità con 4 di matematica. Se seguirete i miei consigli un giorno, potrete raccontarlo anche voi.

Tracklist: “E’ meraviglioso” (colonna sonora di “Lego Movie”) (Federico Cano)images

 

DECALOGO – #‎Maturiamo2015‬, 10 consigli per l’uso:
-Studia in compagnia e divertiti mentre lo fai, impari meglio;
-Non tralasciare i tuoi hobby, devi scaricare la tensione;
-Occhio all’eccesso di caffè, dormire la notte è fondamentale;
-Arriva all’esame con un discreto grado di forma fisica, mens sana in corpore sano dicevano i latini;
-Guarda l’esame come l’occasione per esprimere il meglio che hai dentro, comunque vada lascerai un segno;
-Evita categoricamente di fare scena muta, sbagliare è meglio del silenzio;
-Credi in te stesso, è l’arma migliore;
-Come va va, non ci sarà tempo per i rimorsi;
-Preparati a un’estate da paura, te la sei meritata;
-L’università è meglio, credimi. (Alessandra Mandarano)scritt

 

NESSUN RIMPIANTO – Si pensa alla maturità e viene in mente una commissione composta da ex gerarchi nazisti pronti a spararti appena alzi la testa, ma, per gli affezionati del bigliettino, basti sapere che al posto di dover fregare un prof, ce n’è solo qualcuno di più, niente che possa impedire di tirare fuori un mast in seconda prova (…per gli scientifici)!

Mi permetto poi di dare un consiglio sull’esame: godetevi, ma proprio godetevi finchè potete, l’estate appena finito l’orale. Se andrete all’uni sarà forse un pò più mitigato, ma se andrete a lavorare sarà l’ultima estate di libertà. Qualcuno obietterà dicendo che a settembre ci saranno i test d’ammissione, ma nella vita bisogna scegliere se rinunciare a tutto per qualcosa o se voler vivere al meglio ogni momento, senza poi avere rimpianti e restando coerenti, sempre. Ci sarà sempre quello che studia tutta l’estate e quello che invece lo fa cercando anche di riposare e divertirsi, magari faranno il test assieme e non passerà nessuno dei due, ed è successo ragazzi. “In medio stat virtus” diceva qualcuno di vecchio. Tanto poi alla fine ci pensa sempre il destino. Buona fortuna guys! (Roberto Moschietto)

 

I MIEI AUTORI PREFERITI? MATERAZZI, CANNAVARO E GROSSO – Un commento sulla maturità? Ragazzi rassegnatevi, non sarà mai come la mia… Era il 2006, era tempo di Mondiali in Germania, erano mesi ormai che pensavo che mi sarei diplomato con l’Italia Campione del Mondo.  Ad essere sincero non ho passato intere giornate e nottate sui libri. Una cosa, tra le tante che si dicono sulla maturità, credo sia sacrosanta: bisogna prepararla strada facendo durante l’ultimo anno di scuola. Inutile quindi impazzire nei giorni che separano l’ultima campanella dalla data della prima prova. Meglio trovare una distrazione. Ricordo poco le prove scritte. Ricordo perfettamente il giorno prima del tema: Italia-Repubblica Ceca 2-0. Eravamo costretti a vincere per evitare il Brasile negli ottavi di finale. Materazzi e Inzaghi ci regalarono il successo. Ero in estasi, impossibile pensare a Dante, Ungaretti e Montale…images

La sensazione post-scritti non è male. Sai che il più è fatto, ma c’è ancora l’orale a succhiarti energie mentali e nervose. La sera prima del mio orale (la famosa notte prima degli esami) il mio/nostro avversario si chiamava Ucraina. Erano i quarti di finale, la mia testa era con gli azzurri ad Amburgo. In quei giorni dormivo da un compagno di classe e finimmo a casa di un amico di quel mio amico a vedere la partita. Non conoscevo nessuno. Bastarono pochi minuti per scaldare la serata: Zambrotta con un gran sinistro e due volte Toni nella ripresa ci portarono in semifinale e quei nuovi amici mi traghettarono (ah il buon vecchio Caronte, Inferno III 82-111) in una notte di caroselli infinita prima di ritrovarmi, qualche ora dopo, di fronte alla commissione.

Mi presentai con la maglia di Emergency (quella che oggi uso come pigiama) e gli occhi gonfi. I professori mi conoscevamo bene e per rompere il ghiaccio commentammo Italia-Ucraina. In giro non si parlava altro che dell’Italia arrivata in semifinale e dell’ostacolo Germania. Io lo sapevo e loro lo sapevamo, non capitano spesso esami di maturità con questo clima e queste distrazioni a fare da contorno…Passai, fu rapido e indolore. Battemmo la Germania e, con il rigore decisivo di Grosso, la Francia e alzammo la Coppa al cielo di Berlino. A distanza di anni non posso che ringraziare quell’Italia Campione del Mondo che mi ha tenuto compagnia e che mi ha aiutato a scaricare la tensione. Io ho vissuto la maturità come una festa. Per quanto riguarda voi maturandi… beh… rassegnatevi! (Matteo Lavezzo)

DANIEL

STUDIO E BOTTE DI CULO – Consigli per i maturandi: se vi siete già ammazzati di studio durante questi cinque anni, lasciate perdere le ore di studio matto per la maturità: tanto la botta di culo arriverà solo a chi, alla faccia vostra, in questi cinque anni ha cazzeggiato maledettamente. E probabilmente uscirà anche con un punteggio più alto del vostro. E sicuramente troverà un lavoro o si laureerà prima di voi, pur continuando a cazzeggiare. Consigli per affrontare la sessione estiva universitaria: sperate nel maltempo fino alla fine della sessione, almeno patirete di meno vedendo la gente che vive libera, mentre voi siete reclusi in casa a studiare. Così poi non sarete gli unici ad essere color latte ad agosto. (Sara Martini)

 

BoyhoodTUTTO IL RESTO E’ NOIA – Il week end prima della mia maturità (correva l’anno 2003) andai al concerto dei Metallica (preceduti dai Placebo), quando ancora l’Heineken Jammin Festival si svolgeva all’interno dell’autodromo di Imola. E devo ammettere che ancora rimpiango di non essermi fermato altri due giorni a Imola per vedere gli Iron Maiden. Sinceramente è l’unica cosa che ricordo chiaramente di quell’esame, vissuto allo stesso modo di molti miei studenti oggi: tanta noia, la speranza che finisca il prima possibile, una tesina su un argomento che nessun prof conosce, e l’attesa dell’inizio dell’università, quando finalmente si può studiare quello che si vuole! (Carlo Gamna)

 

IL POTERE DEL “GRAZIE PUO’ ANDARE” – Finita la prova orale dell’esame di maturità andai al bar a festeggiare con gli amici. Si avvicinò un signore che mi disse: “goditi questo giorno, perché da domani la vita sarà una merda”. Non mi esprimerò sulla seconda parte di questa frase, ma appoggio in pieno l’inizio. Godevi questo giorno, perché vista con il senno di poi la maturità è uno dei momenti più divertenti dell’adolescenza.
– Studiate in gruppo. Soprattutto insieme a quelli che ogni tanto vi obbligheranno a ossigenare il cervello.
– Se ripassando un paragrafo vi viene da pensare “tanto questo non lo chiederà mai” sappiate che quello è proprio ciò che vi chiederanno.
– A meno che non vi piaccia farvi del male evitate tema storico e analisi del testo, nella maggior parte dei casi sono un biglietto di sola andata verso l’oblio.
– Nella prova di matematica sicuramente incontrerete un simbolo che non avete mai visto. Siate creativi, siate folli, disse Archimede.
– Ringraziate i professori per questi cinque anni e ditegli che vi mancheranno. Falsità che potranno tornarvi utili durante l’orale.
– Parlate a raffica, il segreto è sembrare convinti di quello che state dicendo.
– Quando descrivete un opera d’arte, usate parole difficili, citate a caso la “pregnanza della forma” e la teoria della Gestald, lanciandovi in frasi di cui ignorate il significato: “osservando questa composizione si coglie quanto ponderata sia la costruzione dello spazio rispetto alle impressioni evanescenti proprie della pittura classica”. (vedi punto precedente).
– Fatevi un sacco di bigliettini. Forse non li userete, ma alla fin fine quello è il modo migliore per memorizzare i dettagli essenziali.
Vivete questo periodo in funzione del momento in cui vi diranno “grazie, può andare”. Alzarsi da quella sedia e guardare la commissione dall’alto in attesa di percorrere quel lungo corridoio per l’ultima volta è un momento davvero potente. (Massimiliano Manzo)

 

RICORDO DI UN ESAME – L’ultimo anno di liceo, l’Ettore Majorana di Moncalieri, è stato tra i più belli dei miei 29 anni. Una classe tanto numerosa quanto variegata ma semplicemente unita nella sua semplicità. La mia 5F arrivò agli esami senza troppi pensieri perché sapevamo che ognuno poteva contare sull’altro e si affrontavano le piccole difficoltà con tante risate sui banchi: già, perché anche grazie a dei professori non troppo rigidi ci si preparava all’esame di maturità nel modo giusto ovvero in modo spensierato, genuino e leale.smurfs-140212_640

Io puntavo molto sulla seconda prova, quella di mate, sapendo che il tema era un po’ un’incognita e nella terza prova non avevo mai brillato. Così, grazie ad un mio amico, che già si destreggiava con analisi 1 al Poli, mi misi sotto sugli integrali e questo mi permise di risolvere l’intero problema. Al tema entrai molto sereno col mio vocabolario d’ordinanza, mentre durante la seconda prova mi concentrai a risolvere il problema e ci misi relativamente poco così lo trascrissi su un fazzoletto di carta e lo misi all’interno del formulario posto sulla cattedra per grazia della prof e del presidente di commissione. Qualche mio compagno riuscì così a beneficiarne. La terza prova fu, per me, lo scoglio più grosso ma limitai i danni per uscire con un 39 (se non ricordo male) dagli scritti. L’orale fu abbastanza rapido e indolore infatti ero molto sicuro di me stesso sentendomi molto preparato.Matura2005_ILOSzczecin

L’esito finale fu ottimo ma quello che sentii era la consapevolezza che una piccola epoca era finita e durante il viaggio di ritorno, sul mitico 81, parlai poco e pensai a molte cose, tra cui “chissà se con i miei compagni manterrò un rapporto o li perderò?”. Gli anni a venire non ci divisero, ovviamente qualcuno si è “disperso”, ma i migliori “amici di sempre” si formarono sia in quella 5F che in generale in quel Liceo Ettore Majorana di Moncalieri. (Roberto Tuninetti)

 

KEEP CALM – Avere un diploma ormai è diventato fondamentale, non lo è la valutazione finale. Quindi state tranquilli, fate quest’ultimo sforzo e preparatevi a passare l’estate migliore della vostra vita! (Danilo Rinaldi)IMG-20150527-WA0010-150x150

CUORE E BATTICUORE – Solo un anno fa a quest’ora ero in panico. Girare per casa in condizioni terribili ripetendo brani in quattro lingue diverse come un’ assatanata, mandare messaggi vocali di supporto alle mie amiche sull’orlo di una crisi di nervi (di cui neanche Almodovar potrebbe rendere l’idea in un film), la felicità nello scoprire che il presidente di commissione bastardo si è rotto una spalla, la commozione nel vedere che anche le prof che tutto l’anno ti hanno fatto penare – peggio dei dannati di Dante – hanno un cuore, le colazioni al bar prima delle prove scritte in cui ognuno diceva quel che sapeva su argomenti mai studiati, il panico di vedere Quasimodo nell’analisi testuale, l’ansia per l’orale, il batticuore del voto finale…

E infine il momento in cui ti  accorgi che tutto è finito, che quei compagni e quelle facce note, ma anche quell’edificio, che per cinque anni ogni mattina hai sopportato e ti hanno sopportato non saranno più la tua quotidianità: quella delle prove è la più difficile, ma da quel che ho capito è quella che ha reso la maggior parte di noi ex maturandi persone (un po’ più) mature! (Enrica Denasio)