Matura2005_ILOSzczecinLaura, 18 anni, affronta questa settimana gli esami di maturità.
Attilio, 34 anni, ha affrontato gli esami di maturità 16 anni fa, nel 1999.

ATT: C’è chi resterà sveglio a tatuarsi la vita di Ungaretti in ogni lembo di pelle libero, chi proverà a scacciare le paure sfondandosi di alcol, chi vedrà tutta la sua vita scorrergli davanti come in punto di morte, chi ascolterà Venditti. E tu? Come trascorrerai la tua notte prima degli esami?

LAU: Probabilmente la passerò a casa a mangiarmi le unghie e a consultare fogli, foglietti e libri vari. Per poi passare alla fase dove cammino avanti e indietro per la cucina, cercando cose che non esistono nel frigo, e finire poi nel letto con gli occhi sbarrati: un classico.

ATT: Io, la sera prima, avevo optato per una bicchierata tra amici. Lo decisi all’ultimo, dopo aver scoperto che Facebook non era ancora stato inventato e quindi non avrei trovato rivelazioni sulle tracce di esame. Purtroppo, la bicchierata (ai tempi si chiamava ancora così) sarebbe stata troppo lunga da organizzare: non avevano nemmeno inventato WhatsApp. Quindi, dovevo chiamare a casa di ognuno. Rispondeva la madre del mio amico e mi faceva il cazziatone perché non me ne stavo a casa a studiare. Rinunciai alla bicchierata e tornai a tatuarmi le poesie di Ungaretti sulle unghie dei mignoli nella speranza mi portassero fortuna. E tu, hai qualche talismano?

 LAU: No, non ne ho mai avuti in occasione di esami o verifiche importanti. Invece, tu cambieresti qualcosa di come ti eri preparato e posto agli esami? Hai rimpianti o rimorsi?

ATT: Come direbbe il filosofo Max Pezzali, nessun rimpianto. Anzi, forse solo uno: il look. Forse avrei potuto ingraziarmi qualche professore presentandomi in camicia e cravatta (c’è chi lo fece, con abbinamenti horror). Sicuramente, mi sarei messo in risalto visto che il mio vicino di banco indossava una t shirt dei Sex Pistols e la professoressa di Chimica e Scienze Naturali lo scrutava come un animale da laboratorio. E forse avrei potuto vivere quel periodo con meno ansia. Ma l’atmosfera da Giudizio Universale aveva contagiato tutti, compreso il mio compagno di classe punk che sudava sin dalla cresta. Come diceva quel tale: si vive insieme, si muore soli. Ed in quei lunghissimi momenti, ti senti, insieme alle persone accanto a te, come sulla Zattera della Medusa di Gericault. E forse è quella la tua fortuna.smurfs-140212_640

LAU: Io, una volta finito tutto, la prima cosa che farò sarà saltare, ballare e correre ovunque io mi trovi. La sera ci saranno i giusti festeggiamenti con gli amici. La prima persona che sentirò sarà sicuramente mia madre o mio padre. Non vedo l’ora di urlare: è finita! E tu? Come festeggiasti la fine degli esami?

ATT: Ricordo che fu una cosa irreale. Concluso l’esame orale, uscii dall’istituto come fossi in trance, come gli zombie di The Walking Dead. Non riuscivo a pensare a nulla. Non riuscivo a credere fosse finita. E dire che avevo sempre sognato di uscire dall’istituto gettando tutti i quaderni al cielo e rimanendo sospeso a mezz’aria. Intorno, sotto un sole cocente, non c’era anima viva: solo un vecchio ingobbito con uno zainetto, sullo sfondo una palla di polvere che rotolava come nei film western.

Per un attimo pensai di essere davanti ad uno specchio: quel vecchio, forse, ero io. Feci il viaggio di ritorno bus-treno fino a casa fissando con trasporto il mio zainetto Invicta poggiato sul sedile. Mi stava chiedendo il Tfr. Io gli dissi che non era ancora ora. I zainetti Invicta, come gli esami, non finiscono mai. Quel numerino che ti assegneranno alla fine è solo un livello superato, non credo sia la chiave che ti sblocca qualche arma segreta. A proposito di videogiochi: quando tornai a casa, feci una maratona di Tomb Raider così lunga che sfondarono la porta della mia stanza per vedere se ero ancora vivo.

LAU: Sinceramente non so se la maturità mi sarà utile nel mondo lavorativo. Penso che i cinque anni di liceo siano stati fondamentali per la mia formazione però anch’io penso che il voto finale rimanga un numero che avrà un’importanza relativamente bassa. È ovvio che aver portato a termine un percorso di studi è importante, soprattutto se si vuole continuare a studiare come farò io, ma per quanto riguarda il lavoro penso che, con o senza la maturità, basti l’impegno e la volontà di ognuno.

ATT: L’alternativa è fuggire dall’Italia…

LAU: Da “reduce di guerra”, che consiglio daresti ai maturandi 2015?

ATT: Io che dò consigli ai gggiovani? Fico! Così mi fai passare da intellettuale alla Saviano, il mio vero sogno segreto. Bé, in fondo anche se sono passati 16 anni, un’era geologica, ed in mezzo ci sono state le Torri Gemelle, l’avvento dei social e dei talent show, la crisi mondiale, credo che l’atteggiamento dei gggiovani che si apprestano a fare gli esami di maturità non sia cambiato. La perfetta coesistenza tra le percentuali di rassegnazione ed ottimismo sul futuro sono da sempre la cifra stilistica di chi si affaccia sul domani e non sa se i suoi figli vivranno in un’Italia in default. Se sei convinto che un giorno ti godrai la pensione, allora non sei un vero gggiovane di oggi.images

A parte tutto, il mio consiglio è di non affrontare questa battaglia al grido di “Nessuno mi può giudicare”, ma al grido di “Volete racchiudere la mia vita in uno squallido voto? D’accordo. Vi faccio io vedere di cosa sono capace, maledetti”. Il Sistema sarà per sempre brutto e cattivo, per carità; la buona scuola resterà forse per l’eternità un ossimoro; nel frattempo, però, c’è da sfidare una professoressa stronza che ti chiederà l’unico passo di Leopardi che non era nel programma. E questa si può, dopotutto, sconfiggere. E’ ovvio che lei abbia il coltello dalla parte del manico. Noi, però, possiamo e dobbiamo imparare come schivare i colpi, facendo le piroette alla Uma Thurman in Kill Bill… Dio, ora mi sento così vecchio. Ora prova ad immaginarti tra 20 anni.

LAU: Penserò sicuramente alla sensazione di liberazione del dopo-maturità. Anche se tutti quelli che ci sono già passati dicono che gli esami sono facili e che sono ‘cavolate’… io continuo a cagarmi sotto! Forse a distanza di anni dirò lo stesso ma ora come ora non riesco a vedere la facilità o la ‘cavolata’ in tutto questo.

ATT: Keep Calm eccetera eccetera, dicevano gli antichi. Non c’è coraggio, se prima non hai paura. In bocca al lupo.