La notizia del giorno è lo scoop (che scoop non è) che il programma ufficiale del Movimento 5 Stelle sarebbe cambiato dopo il voto. Un bravo giornalista de Il Foglio, che segue molto da vicino il M5S, si è accorto di alcune discrepanze tra il programma presentato a Febbraio (votato dagli iscritti) e quello pubblicato a Marzo. Apriti cielo.

Per qualche ora si è parlato di imbroglio, di democrazia negata e via dicendo. Tutte cose vere e condivisibili ma, come spesso accade, basate su una storia parziale.

E’ vero che i programmi sono differenti ma bisogna ricordarsi che quello presentato ad inizio Febbraio era, per stessa ammissione del movimento e riportato nei documenti, provvisorio. L’altro errore (salvo ulteriori prove) sta nelle date: quello provvisorio è di inizo Febbraio (il 2) e quello definitivo di inizio Marzo (il 7). Nel mezzo ci sarebbe stato il cambiamento e la definitiva approvazione prima del voto. Tecnicismi ma nemmeno troppo. Al momento (in cui scrivo) nessuno ha fornito la prova che il programma sia cambiato prima del voto (il movimento 5 stelle sostiene il 21) e in tempo utile per essere letto e compreso dagli iscritti.

Tutto questo apre ad alcune considerazioni sul “sistema 5 stelle”. Essendo un movimento che nasce e cresce su internet non mi stupisce che abbia mutuato anche una cosa tipica delle release internettiane: gli aggiornamenti alla versione base. Di solito servono a correggere dei bug e degli errori (come ad esempio in questo caso in cui si sono corrette delle forzature in ambito della politica estera) e a volte capita che invece se ne aggiungano.

Ricordiamoci poi che il M5S non è un partito tradizionale (o almeno non ancora) e che al suo interno convivono molte anime e idee, spesso contrastanti tra di loro (come il PD, tra l’altro), difficili da mettere insieme. Certamente è un sistema che porta (e ne abbiamo avuto la prova provata) molte possibili criticità. Se in questo caso le modifiche sono state “migliorative” – non tutti sono d’accordo, ovviamente – non è detto che possa essere usato come stratagemma per inserire passaggi loschi o peggio.

Allo stesso tempo fa un pò ridere che si rinfacci al movimento pentastellato di aver cambiato idea, cambiato programma, attaccato la buonafede degli iscritti quando questa è una pratica che i partiti politici e le coalizioni hanno sempre fatto. Attenzione, non voglio dire che poiché lo fanno tutti (“e allora il Piddì???!” cit.) è meno grave, anzi. Ben venga questo rinnovato controllo dei punti e delle virgole ma che si faccia sempre e con tutti. Anche perché molti giornali fanno gli stessi errori e vengono scoperti con gli stessi mezzi (si guardano negli archivi le varie versioni degli articoli contenenti errori e imprecisioni).

Insomma, anche oggi si è creato un caso un po’ sul nulla ma il M5S mostra il fianco ad alcune ingenuità intrinseche nel suo essere movimento/partito. Ingenuità che per chi vuole governare il Paese, possono essere pagate molto care.

(Immagine tratta da Socialisti Gaudenti)