2015-02-15 13.59.12Sono partita per Londra per fare un master in archeologia del Mediterraneo, con la speranza di continuare con un dottorato e lavorare in futuro come ricercatrice. L’idea di studiare all’estero mi ha sempre affascinato, per di più in una grande capitale multiculturale come Londra, piena di persone da tutto il mondo, che fanno le vite più disparate. Così mi sono lanciata in questa esperienza, con tanto entusiasmo e anche un po’ di paura… Finora il bilancio è decisamente positivo.

Londra è una città viva, in perenne movimento ed evoluzione. Ogni giorno ci sono migliaia di eventi, concerti e spettacoli; si possono assaporare cucine da tutto il mondo e si è sempre a contatto con culture diverse. L’antico convive col moderno: grattaceli e strutture contemporanee affiancano edifici storici e architettura tradizionale in un mélange che crea innovazione, ma non cancella il passato. L’università è una fucina di idee, con professori e ricercatori molto preparati e studenti internazionali che arrivano al Master avendo scavato in siti archeologici famosi come l’agorà di Atene, il foro romano, o le rovine di Teotihuacàn.

Tuttavia ambientarsi non è stato facile. La città è grande e caotica, la vita universitaria intensa e competitiva e gli inglesi molto cordiali, ma talvolta freddi nei modi di fare. Mi manca il sole, e soprattutto il calore delle persone. Qui non esiste la cultura della pausa caffè, che viene bevuto principalmente per stare svegli, dell’aperitivo o dello stare a tavola. In biblioteca sono tutti concentrati e, se ci si saluta, bisogna farlo con molta discrezione, facendo il minimo rumore; anche in metropolitana le persone sono tutte intente in qualche attività e non si incrociano gli sguardi degli altri.

La pizza buona esiste, l’espresso anche (è un po’ più difficile da trovare), ma non è il cibo che mi manca di più. Ci sono volte in cui ho profondamente bisogno di parlare la mia lingua e di potermi esprimere a pieno; di far “casino” e gesticolare a più non posso; di uscire tardi e non alle sei di sera; di santificare le feste, perché qui il Primo Maggio si lavora, Pasquetta molti non sanno cosa sia e si trova comunque una biblioteca aperta, e non ci sono feste nazionali per cui ci sia indetto giorno di vacanza. images

Garantire questo sistema efficiente e organizzato costa e il prezzo si paga con la serenità delle persone, i cui volti spesso esprimono tutto lo stress e la pesantezza di una vita cara e frenetica. Ci sono anche cose che in Italia mancano: la multiculturalità, la libertà di espressione e qualche speranza in più per il futuro. A Londra nessuno nota il tuo look; che uno sia bianco o nero, musulmano o ebreo ortodosso non fa davvero differenza e la diversità è solo ricchezza.

Vivere qui mi fa sentire cittadina del mondo e mi consente di costruire il percorso che più mi appartiene. Studiare il Mediterraneo, con uno sguardo globale e di interconnettività sul passato, ma valido anche nel presente, mi fa riscoprire il mio Essere profondamente umano, che ha bisogno di socialità e di quella spensieratezza e pizzico di follia che è tipicamente italiano.