Il 5 ottobre il New York Times ha pubblicato una lunga inchiesta su Harvey Weinstein – noto e potente produttore di Hollywood con la Winstein Company e la Miramax – e delle sue presunte (in seguito confermate dallo stesso Weinstein) molestie sessuali verso attrici e collaboratori. Le accuse sono molto gravi e coprono un arco temporale di oltre 30 anni. Alcune delle persone coinvolte sono molto famose come Gwyneth Paltrow, Rosanna Arquette, Mira Sorvino, Rose McGowan, Angelina Jolie e Asia Argento. Nelle ultime ore si è aggiunta anche Cara Delevigne.

Weinstein dopo l’uscita dell’inchiesta si è scusato, ammettendo di aver fatto quelle cose e sospendendosi dai suoi ruoli dirigenziali. Weinstein ha anche detto che è conscio del suo “problema” e sta facendo un percorso con una psicologa. In seguito ad ulteriori accuse la Weinstein Company l’ha licenziato e la moglie, che si è detta distrutta, l’ha lasciato. Seguiranno, probabilmente, processi e richieste di risarcimento.

Quello che ha lasciato un pò tutti stupiti è come abbia potuto molestare persone così importanti e famose, senza che venisse mai fuori nulla. Bisogna capire che Weistein era uno dei produttori più potenti di Hollywood e poteva creare o distruggere una carriera con una telefonata. Inoltre era uno dei grandi finanziatori del Partito Democratico e, ironia della sorte, molto presente agli eventi contro la violenza sulle donne. Questi due elementi, insieme al fatto che notoriamente Hollywood tende a coprire se stessa, han fatto si che ancora oggi le voci contro di lui da parte di persone famose e influenti di Hollywood, siano molto poche. Rose McGowan l’ha definito «un silenzio assordante» da parte di tutte quelle donne che non hanno mai denunciato.

Chi secondo me ha dato la spiegazione migliore è stato un attore uomo e ex giocatore di football, Terry Crews (noto per la serie di film “I Mercenari”). Lui ha denunciato di esser stato molestato anni fa da un altro produttore ma di non aver detto niente: «Chi ti crederà mai? (Pochi) Che ripercussioni ci saranno? (Molte) Vuoi continuare a lavorare? (Sì) Sei pronto a essere ostracizzato? (No). Amo quello che faccio. Ma è un peccato e il culmine della delusione quando qualcuno cerca di approfittarne. Lui sa chi è. Ma a volte devi aspettare e confrontarti con le altre vittime per ritrovare una posizione di forza. Capisco e sono vicino a quelli che sono rimasti in silenzio. Ma Harvey Weinstein non è l’unico colpevole. Hollywood non è l’unico posto dove accadono cose simili, e alle vittime di questo comportamento dico: non siete sole. Spero che raccontare la mia storia scoraggi un potenziale molestatore e incoraggi invece qualcuno che si sente senza speranza».

Una nuova macchia per Hollywood e soprattutto per la violenza di genere che non conosce limiti geografici e di classe sociale. Se questa storia deve servire a qualcosa, speriamo serva a far capire l’importanza per le donne di denunciare, nessun uomo è troppo potente o troppo in alto.