3542454246_72768e0677_bCome anticipato la scorsa settimana le cose da dire su Riace sono ancora molte e, purtroppo, meno rosee del previsto. Il paese dell’accoglienza è infatti scosso dalla pubblicazione della graduatoria SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che vede Riace collocarsi alla 237esima posizione con l’assegnazione di soli 15 posti per i rifugiati, contro i circa 200 che il Comune riusciva a garantire gli scorsi anni. In un video de Il Fatto Quotidiano il sindaco Domenico Lucano si definisce amareggiato per l’esito della classifica, in cui il paese dell’accoglienza per eccellenza della Locride (e non solo) è sprofondato più in basso rispetto ad altri che per il primo anno sperimentano il modello riacese.

Questo significa che decine di migranti improvvisamente devono esser trasferiti, secondo le disposizioni del Ministero dell’Interno, in altri comuni in tutta Italia. Adulti o ragazzini che siano dovranno interrompere ogni sorta di percorso intrapreso (scuola, lavoro, amicizie) per esser inviati in chissà quale altro paese. Gli sbarchi però continuano e Riace si trova nella difficile posizione di non poter legalmente accettare migranti, quando avrebbe invece tutte le possibilità di farlo. Ma come si può dire ad un uomo che arriva da mesi di viaggio per deserti e mare “No qui non possiamo ospitarti, se arrivavi prima eri più fortunato”?

Inoltre fra pochi mesi scadrà il mandato del Sindaco, che è stato eletto per la seconda volta a giugno 2009. Ma nel recente “decreto Delrio” è stata avanzata la proposta del terzo mandato per i comuni con meno di 3 mila abitanti e per Riace c’è ancora speranza. Sarebbe difficile altrimenti trovare una figura carismatica ed altrettanto attenta alla questione dei migranti che sia disposta a prendere le redini e proseguire nella direzione dell’attuale primo cittadino. Il rischio sarebbe quello di veder svanire un lavoro di anni ed anni che ha fruttato a Riace il titolo che si merita. Sarebbe un peccato.