nght-sky-1209124_960_720Quante batoste hai già preso e quante ne prenderai ancora prima di arrenderti all’evidenza? Sei più testarda di un mulo. Soffri, ti sale la pressione, ti lasci invadere dalla rabbia. E anche se fuori non si vede niente, solo felicità e cortesia, so che dentro c’è un fiume in piena che rischia spesso di rompere gli argini.

Ricordo quell’episodio di 5 anni fa, avevi 28 anni, eri vestita sportiva, avevi un libro in mano e aspettavi il pullman a metà mattinata. Stavi andando all’ennesimo lavoro/tirocinio sottopagato, eppure un vecchietto ti ha chiesto perché a quell’ora non eri a scuola. Dimostrare 16 anni ma averne 28 non è da tutti, i geni in famiglia a quanto pare sono buoni, e per fortuna passerà del tempo prima di iniziare a ricorrere alle creme antirughe. E anche ora che hai 32 anni continui a dimostrarne 7 o 8 in meno. Eppure sono 3 anni che la società ti fa sentire vecchia. Hai superato la data di scadenza dell’appetibilità contrattuale, per le aziende non sei più utile di un neolaureato qualsiasi senza esperienza e nessuno ti assumerà perché i 29 sono passati da un pezzo.

Perché non hai fatto ingegneria? Perché non hai fatto medicina? So che te lo chiedi troppo spesso da troppo tempo. Ricordi come è andata? I tuoi genitori ti dissero che avresti dovuto studiare ciò che più ti piaceva, perché non c’è niente di peggio che fare qualcosa che non è nelle nostre attitudini, a cui non siamo predisposti. Li hai amati per questo, mentre ora li detesti un po’ per il loro permissivismo. E poi hai detestato tuo padre, che non c’è più da troppi anni ormai, perché per tener fede alle sue volontà non ti sei fermata alla triennale, ma hai proseguito, non accontentandoti della specialistica ma facendo anche un master. Lui, che aveva iniziato a fare l’artigiano a 14 anni mollando la scuola, dava molta importanza allo studio, voleva per te un futuro migliore. Non ti aveva neanche insegnato il mestiere perché ti voleva intellettuale, ti voleva studiosa, ti voleva in una grande azienda, o a fare qualcosa che ti piacesse veramente.students-395568_640

Mica lo sapeva che ci sarebbe stata la crisi, che avrebbero tirato fuori i contratti peggiori della storia, che avresti lavorato in nero o con stage non retribuiti per farti un po’ di esperienza, e quando avresti raggiunto un discreto livello di esperienza non saresti stata più appetibile per il mercato del lavoro perché considerata vecchia non appena compiuti i 30 anni. Non avresti dovuto festeggiare quel traguardo, non c’era niente da festeggiare. Mica lo sapeva tuo padre che ora gli artigiani e i contadini vanno via come il pane, che se hai un mestiere in mano sopravvivi, mentre se hai una laurea quasi quasi sei fottuto. L’avesse saputo, te lo insegnava il mestiere.

Ti hanno detto che se volevi lavorare essendo “vecchia” l’unica soluzione alla sopravvivenza sarebbe stata la partita IVA. Ti sei rifiutata, e hai fatto bene, perché un Governo non può obbligarti a trasformarti in autonomo che vive vicino alla soglia di povertà perché non è in grado di fare il suo mestiere, ovvero leggi decenti che regolino il mercato del lavoro. Hai conosciuto troppe persone obbligate ad aprire partita IVA, persino tecnici radiologi di un ospedale e analisti di laboratorio, e sei stata più volte scartata a colloqui di lavoro proprio perché non ne eri in possesso. La tua è diventata quasi una crociata.Work_by_Chris_Brown_(7211166)

E poi ti sei aggrappata a tutto. Corsi motivazionali sul “credi in te stesso e ce la farai” dai quali sei scappata, agenzie interinali per le quali sei troppo qualificata perché loro cercano magazzinieri e badanti, innumerevoli articoli su come scrivere il curriculum perfetto, autoformazione su tutto ciò che ti viene in mente per restare sempre al passo coi tempi che cambiano. Smettila di guardare programmi di master, costano troppo, sai che non te li puoi permettere!

Inoltre devi accettare il fatto che non ci puoi andare all’estero, perché le tue condizioni familiari non te lo consentono. E non ci puoi andare anche perché non ci vuoi andare. Perché volevi creare valore per il tuo paese, renderti utile qui, perché ami il tuo paese e le persone che ci vivono e che ti circondano ogni giorno. Per questo sai che non ti puoi arrendere, perché non hai altra scelta.

E allora cosa fai? Studi, ancora, come una matta, passi l’esame di ammissione e ti iscrivi di nuovo all’università, quella più cercata, quella più spendibile. Ti iscrivi a economia, perché cerchi di contrastare l’età, la tua presunta anzianità, con una formazione sempre migliore, sempre più specifica, sempre più qualificata.14212107_10210597116908777_8194424060097985110_n

Quante persone ti hanno dato della pazza? Quante persone hanno pensato che stessi facendo una cosa inutile? Troppe, credo. Fregatene, io sono fiera di te, perché nonostante tutto quello che hai passato non ti arrendi mai, non ci riesci, è più forte di te. Ribadisco: sei più testarda di un mulo.

Quante persone hai conosciuto come te nell’Italia di oggi? Tante, vero? Troppe. Sì, davvero troppe. Questa cosa ti fa così incazzare che la resa per te non è contemplata, perché cambiare non è solo possibile, è assolutamente necessario.

Buona vita, so che come sempre farai del tuo meglio, in questa Italia che tutto sommato, se ci pensi, è messa molto più male di te.