Sono stato un sostenitore di Burioni fin dai primi tempi in cui aprì la pagina. Esordì sui social con una frase semplice quanto efficace e veritiera “La scienza non é democrazia.” Nulla di più sacrosanto. Se hai studiato ne sai di più di uno che ha passato due ore sul blog di qualche santone (la sezione scientifica di Wikipedia é troppo complessa per il pubblico medio).

Insomma, l’idea che stava (e sta) alla base del progetto di Burioni non é solo giusta, ma necessaria. Il problema é che ogni fenomeno si evolve nel tempo e il Burioni social si é evoluto in negativo. Sarà per l’avvicinamento a Mentana o per altre questioni ma Burioni sta diventando anche lui un bullo del web. E per quanto la maggior parte del pubblico meriti di essere bullizzata malamente c’é anche una percentuale che invece non lo merita.

Il problema di Burioni non sta nel messaggio, ma nei modi, nei toni. Probabilmente anche lui é entrato nel tunnel dei social e pare che, nel suo modo di porsi, voglia quasi cercare e desiderare lo scontro. Più che informare, forse desidera blastare. E questo suo desiderio di massacrare la gente basandosi sul presupposto (il più delle volte fondato) che lui ne sa più degli altri lo ha portato a scontrarsi recentemente in maniera aperta anche con delle sue colleghe (tra l’altro virologhe) altrettanto competenti come lui.

Viviamo in un’epoca di bullismo e ignoranza sfrenata sul web, dove gli asini e i tuttologi improvvisati si vogliono imporre come specie dominante. È giusto frenarli e mostrargli quanto siano inutili e insignificanti, ma bisogna farlo giocando in un altro campionato: in quello della cultura, dell’informazione, del rispetto, dove io che ho studiato insegno a te che non sai nulla. Perché se ci si abbassa allo stesso livello, sia nei toni che nei modi, e l’insulto diventa il primo termine di comunicazione si fa vincere loro: si sconfigge l’istruzione e si consente all’ignoranza di dilagare. (Mas. Man.)

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IL PROBLEMA DELLA COMUNICAZIONE. Il progetto di Burioni fu un progetto ottimo in partenza, ma che a breve tempo dal lancio già mostrò segni di egoriferimento come spesso succede quando ci si affaccia su queste “piazze” virtuali.

Burioni è passato dall’essere un’ottima arma contro l’ignoranza – che a differenza di quanto si possa pensare non è un vituperio, ma una semplice constatazione – a essere un bullo del web: la “soluzione” è diventata parte integrante del problema. Questo ovviamente non ha fatto altro che alimentare la spirale negativa dei webeti che oggi hanno un “professorone” in più da mettere alla gogna.

L’opera di Burioni, e il suo affermare il dispotismo scientifico, poiché basata sul metodo, è un’opera logicamente impeccabile e corretta, ma a questa sana logica avrebbe dovuto far seguito un altrettanto sano metodo comunicativo che mettesse al centro la bontà perentoria della scienza e dell’informazione al posto di un forte ego. (Fab. Tur.)