In questi giorni esce il nuovo film della saga di Star Wars. Questo evento mi ha dato l’occasione per riflettere su quello che le recensioni sono diventate: inutile spazzatura. Prima che qualcuno chiami l’avvocato, è meglio fare alcune precisazioni. Ci sono due tipi di recensioni: quelle meditate, scritte bene e motivate e tutte le altre.

Con le prime io mi troverò sempre bene. Posso a volte non condividere cosa c’è scritto, qualche giudizio un pò parziale, ma le accetterò sempre. Anche quando dicono che Mad Max: Fury Road, il miglior film di sempre, è un film brutto. Ci sta. Personalmente a me piace leggere opinioni diverse dalle mie, metti mai che imparo qualcosa di nuovo.

Di solito queste recensioni contengono al loro interno degli spoiler, più o meno velati a seconda della sensibilità (e della bravura) di chi le scrive. Anche quando l’autore scrive espressamente “senza spoiler”, in realtà qualcosa dentro c’è sempre. E non potrebbe essere diversamente: come si può parlare di una cosa qualsiasi senza parlarne?

Poi c’è il resto. Un oceano di resto. E fa schifo. Un esercito di opinionisti, influencer, youtuber e chi per loro, che “recensiscono” i film (ma potrebbe essere una cosa qualsiasi), rigorosamente senza spoiler. Incompetenti, arroganti e dannatamente pericolosi, utilizzano la scusa degli spoiler per fare meno fatica possibile, magari attraverso una instagram story. Le loro non sono recensioni, solo opinioni. Spesso di convenienza, magari perchè pagati per andare a quell’anteprima o perchè il loro personaggio che si sono creati gli impone di dire che quella tal cosa è bella o brutta. Il tutto infarcito con voli pindaraci su altre cose che con l’oggetto della recensione non c’entrano nulla.

Basta non leggerle, mi direte. No, non basta più perchè le leggono gli altri. Nell’epoca dei social, siamo tutti interconnessi e queste persone influenzano a tal punto chi li segue, da poter decidere cosa ti deve piacere e cosa no. Se uno di loro dice “questo film è brutto, noioso, non si capisce”, le pecore 2.0 non si pongono il problema di “recensire” a loro volta il film per sentito dire. L’opinione di pochi diventa quella di tanti e quella di tanti ha influenza nella realizzazione delle opere successive e così via. Forse è anche per questo che assistiamo a certi film indegni esaltati come gemme rare.

Lo stesso meccanismo crea situazioni paradossali, in cui anche uno bravo se si lascia scappare un “questo film non mi sta piacendo”, crea lo stesso tsunami di indignazione che porta a mettere le mani avanti, cancellare prenotazioni, ecc. Poi magari si scopre che c’è una ragione tecnica o comunque più o meno condivisibile, per cui un film non ha raggiunto le aspettative (perchè un film può essere un bel film ma non piacerti per qualche ragione). Si assiste allora ad un nuovo fenomeno di rabbia social, in cui si insulta l’autore reo di aver espresso una sua opinione che ha fatto credere una cosa non vera. Follia.

Isolarsi da internet e social non ha più molto senso ed è normale che se si è appassionati di una cosa la si segua anche attraverso vari personaggi che ne parlano. Ma non bisogna sostituire la propria versione, la propria curiosità e il proprio piacere nel vedere(o ascoltare) di persona. Non lasciamo che le opinioni degli altri ci influenzino così tanto. Sono pur sempre semplici film.