In molte città italiane ormai si sprecano le ordinanze contro questa tanto chiacchierata quanto odiata Movida, che pare essere diventata il vero male di questo paese.
Da Torino a Milano, da Piacenza a Carmagnola, ridente città della cintura sud di Torino in cui vivo da quando sono nata, i sindaci hanno deciso che – pur senza dati alla mano – i contagi da COVID19 che ci sono stati dalla fine del lockdown si sono diffusi solo ed esclusivamente tra i giovani che, udite udite, dopo due mesi e mezzo di quarantena hanno avuto la screanzata idea di uscire di casa. E aggiungo: in particolare la colpa è di quei giovani che addirittura consumano alcolici, perché evidentemente hanno un potenziale di contagio più alto rispetto a chi invece non beve. E quindi quale soluzione trovare, se non quella di proibire l’acquisto di bevande alcoliche da asporto e di limitarne il consumo solo al tavolino, pena sanzioni severe?
Al di là dell’ironia, tutte queste ordinanze mi fanno sorgere alcune perplessità:
– È molto facile prendersela con i giovani, siamo sempre il capro espiatorio di tutti i mali delle generazioni precedenti che, non contente di farci pagare tutti i loro sbagli, ci devono anche additare come se fossimo dei demoni, ma sinceramente in tutta questa situazione la nostra generazione è stata proprio quella che più ha rispettato le varie disposizioni, soprattutto durante la fase di lockdown. Cosa che non è successa, invece, tra le generazioni più anziane, che peraltro erano e sono ancora quelle più a rischio. Inoltre siamo anche la generazione che più pagherà le conseguenze economiche di questa crisi mondiale. Ma evidentemente tutto questo non basta, siamo e resteremo dei fannulloni che pensano solo a bere a cui non deve essere riconosciuto mai nulla;
– Questi sindaci lo sanno che così facendo vanno a mettere ancora più in difficoltà tutti quei proprietari di determinate attività che già si ritrovano in grave crisi dopo due mesi di chiusura? Lo sanno che per questi esercizi il take-away si era rivelata una buona soluzione momentanea e che ora invece dovranno inventarsi altro e ritagliarsi ulteriore spazio per aggiungere tavoli per far sì che i clienti possano consumare da loro? Lo sanno che non tutti hanno a disposizione tutto questo materiale e che quindi si ritroveranno per forza di cose a incassare nettamente di meno, proprio durante la stagione che a loro generalmente frutta di più? Lo sanno che così i proprietari dei locali devono umiliarsi ogni volta andando a pregare i clienti di tenere la mascherina e le distanze perché altrimenti rischiano la revoca della licenza?
La risposta è sì, lo sanno. Ma siccome nel 2020 viviamo ancora sotto questo insulto alone di perbenismo cattolico, chi se ne importa se un bar chiude? Anzi, meglio! Ci saranno meno casini, meno ragazzi in giro e tutti potranno dormire sonni tranquilli e sereni, perché si sa che gli unici problemi delle città sono i ragazzi che creano questo mostro chiamato Movida.
Meglio tutelare altri tipi di esercizi, i bar e i pub è giusto che passino in secondo piano;

– Questi sindaci hanno per caso dei poteri magici che medici e virologi non hanno e hanno dei dati sui contagi che non hanno gli scienziati? Perché a me sembra molto strano che gli unici untori si ritrovino solo al bar il sabato sera e non, per esempio, quando si ammassano al mercato (in alcuni casi anche durante la fase di lockdown, com’è capitato nella città in cui vivo), nei parchi quando portano i bambini a giocare, nelle fabbriche, nei supermercati e nei centri commerciali o quando partecipano ai cortei di estrema destra che proprio in questi giorni a Roma hanno fomentato tafferugli. Diciamo invece le cose come stanno: finalmente tante amministrazioni palesemente perbeniste e amanti del proibizionismo hanno una scusa valida per accontentare tutti quei cittadini che amano lamentarsi e che sfogano le loro frustrazioni su questi maledetti giovani che si divertono il sabato sera e questa scusa è ovviamente il COVID. Capita davvero a fagiolo, fortunelli! Mi chiedo allora per quanto tempo la useranno, a questo punto, e se non stiano facendo voti ai santi per far sì che questa situazione duri ancora a lungo;
– Questi sindaci lo sanno che il proibizionismo nella storia non è mai servito a nulla e lascia il tempo che trova? Lo sanno che così facendo non stanno assolutamente limitando i contagi e che noi giovani non siamo così cretini come pensano tutti e lo abbiamo capito che queste ordinanze sono solo uno specchietto per le allodole per far vedere che “qualcosa stiamo facendo” – e guarda caso facciamo cose sempre contro le generazioni meno anziane?
Un assessore del mio comune di residenza, quando ha diffuso sui canali social il comunicato sulla nuova ordinanza anti Movida, ha addirittura tuonato che per questa situazione “possiamo ringraziare per questo provvedimento tutti coloro che la sera e la notte fino al mattino schiamazzano scorrazzando per la città senza rispetto per gli altri.” Mi chiedo: ma i membri di questa amministrazione escono ogni tanto la sera? Oppure parlano solo perché sentono le lamentele di chi abita nella piazza centrale della città dove, chi l’avrebbe mai detto, la sera ci si ritrova e si organizzano eventi? Perché io ieri sera, come negli scorsi fine settimana, ero seduta al tavolino di un bar a consumare anche bevande alcoliche e attorno a me non c’erano né musica alta, né schiamazzi, ma semplice chiacchiericcio estivo. Queste amministrazioni lo sanno dove, invece, ho trovato ragazzi che facevano schiamazzi passata la mezzanotte? Udite udite, non davanti ai locali, bensì per le strade in generale, sotto i portici, per i viali e, orrore, non avevano nemmeno bicchieri di alcolici in mano! Cosa faranno a questo punto le amministrazioni? Si appelleranno di nuovo alla scusa del COVID19 per instaurare, questa volta, un coprifuoco con tanto di sirene che parte dalle 18.30 fino alle 7.00 rivolto solo ed esclusivamente agli under 30?

L’astensione dal voto tra i giovani quando ci sono le elezioni purtroppo è sempre molto alta, per cui mi viene spontaneo appellarmi alla fascia di età di cui faccio parte: ragazze e ragazzi, la prossima volta che dovremo votare andateci e ricordatevi di queste ordinanze, di queste amministrazioni e di chi, come sempre, ha preferito accusarci addirittura di diffondere un virus, limitandoci e additandoci, pur di avere un tornaconto che con la pandemia c’entra ben poco. Ricordatevi delle fasce di età più grandi che non tengono a mente chi sarà a pagare le loro pensioni, quando noi probabilmente nemmeno ce le godremo. Ricordatevi di chi ci rema sempre contro perché “diamo fastidio”.
A chi invece non fa parte della mia generazione non mi resta che dire: smettetela di sfogare il vostro malcontento, il vostro perbenismo cattolico e la vostra fame di proibizionismo su di noi.