Quando mi è stato chiesto di scegliere una canzone rappresentativa dei miei 35 anni, un pò per scherzo nominai questa canzone.

Non pensavo avrei mai dovuto un giorno scriverci davvero un articoletto. E non è facile farlo per diversi motivi: non credo che la propria (breve) vita possa essere rappresentata da una sola canzone. Soprattutto se la canzone in questione è una canzone minore di una band praticamente sconosciuta al di fuori degli amanti del genere street punk/oi!/ska. Talmente minore da esser stata pubblicata solo nel 1999 all’interno di un EP di 4 canzoni. Mettiamoci poi che dura meno di 2 minuti e che il testo è composto da 12 versi (ripetuti) compreso il ritornello.

Però se mi guardo indietro,e lo faccio spesso, penso davvero che mi rappresenti in gran parte. Non tanto per il contesto sociale da cui nasce e di cui si fa rappresentante ma per il significato. La canzone dice una cosa molto semplice: non importi un leader ma si il leader di te stesso, ragiona con la tua testa sempre anche quando sei insieme ai tuoi amici. Punto, basta. Semplice, diretto e immediato.

Non c’è molto da dire su questa canzone. Potrei fare un resoconto di cosa sono stati gli anni 90-2000 per un ragazzino di provincia, cosa significava la controcultura di quegli anni, l’oi!, l’anarchia e via dicendo. Ma già so che suonerebbe per lo più patetico vedendo quello che siamo (sono) diventati.

Ma più ci penso, più capisco di come questa canzone mi abbia in qualche modo influenzato in tutta la mia adolescenza e ben oltre. Il voler sempre farmi la mia idea, ascoltare tutti ma non seguire nessuno, rispettare le altre idee ma non accettarle aprioristicamente. E non è una linea facile da seguire. Crescendo ci si scontra inevitabilmente con tante storture di questo triste mondo malato e ti viene da pensare che sarebbe davvero più facile far parte del branco, seguire la strada indicata da qualcuno che pensa al posto tuo. Stando ai sondaggi politici lo fanno oltre il 30% degli italiani, chi sono io per fare diverso?

E invece no. Ostinatamente per la mia strada. Che tanto se è la scelta giusta lo capiamo alla fine, con buona pace di tutti. Soprattutto la nostra.