babbo-natale-rissaIl Natale. Le decorazioni sulle case che illuminano i tetti ammantati di neve. Il profumo di cannella nella tiepida cucina di casa, l’albero verde addobbato a festa, anche minimalista con una sola pallina rossa. Tutto bellissimo. Davvero? Bellissimo un cazzo. Il Natale è il periodo peggiore dell’anno, falso, ipocrita, squallido. Ve lo dimostro.

Il Natale dovrebbe essere una festa religiosa, principalmente cristiana ma ha origini pagane. Fondamentalmente è una festa indie che c’è l’ha fatta, è diventata pop e si è venduta l’anima alla Coca-cola per fare soldi. Adesso vive in una villa con piscina con vista su Holliwoo, distruggendosi di eggnog.

Tutto il suo immaginario fatto di rossi sgargianti, di uomini anziani in sovrappeso che accarezzano bimbi davanti a genitori sorridenti, festosità compulsiva ha fracassato le palle. Anche se ti piace tutta quella roba, ogni anno inizia prima. A novembre ti ritrovi la buca delle lettere invasa da cataloghi di giochi e cibo per Natale. All’inizio del fottuto novembre. Mancano due mesi!! Io non ci voglio pensare per due mesi. Mi mette l’ansia pensare che bisogna fare i regali. Ecco, i regali. Veniamo al vero punto focale della questione Natale: gli aspetti pratici. Che senso ha scambiarsi i regali con gli amici? Nessuno. È solo un modo per mettersi in imbarazzo a vicenda. Devi comprare un regalo a qualcuno che, nei migliori dei casi, vedi 10 volte l’anno. Non puoi sapere cosa gli piace veramente, non puoi sapere cosa ha già e soprattutto se gli fai un regalo di merda farà quello che hai fatto tu quando lui ti ha regalato un paio di guanti: penserà che sei un amico di merda. Come quel regalo.index

Non parlo dei regali obbligati a genitori e parenti. Tutta gente che cerchi di non vedere mai ma sei così scemo da vederli a Natale così gli devi fare il regalo. Idiota. È vero, da bambino forse ti piaceva ricevere giocattoli e qualche soldino. Però sei cresciuto, adesso ti arriva robaccia – libri a caso, magliette di misure incompatibili, cd musicali del peggior gruppo di sempre, kit per la pulizia del viso – e pochissimi soldi, di solito da quegli ingrati parenti anziani che sei andato a trovare ben una volta negli ultimi 6 mesi. Se sei sfortunato ricevi uno di quei box con le attività. La cosa peggiore si possa ricevere. È scientificamente provato che l’unica attività che farai è perdere 3 ore a cercare un’attività che non sarà comunque disponibile. L’ultima categoria di regali è la più terribile: il regalo al partner. Se sei un uomo devi farti perdonare 365 giorni di stronzate. Le volte che hai mentito per non vederla, le volte che eri a fare lo scemo nelle docce post-calcetto invece che con lei, le volte che l’hai vista solo perché volevi farci sesso, le volte che l’hai tradita, le volte che te ne sei vantato per farti chiamare “bomber”. Pensi davvero che un unico regalo, fatto una volta all’anno, faccia andare in prescrizione il fatto che sei un coglione? Se sei donna invece il problema è diverso. Molto probabilmente non hai idea di con chi stai. Se devi pensare più di 10 secondi a cosa vorrebbe ricevere c’è un problema. Se chiedi ad un suo amico una mano, il problema è ancora maggiore. Se gli regali la cosa che tu pensi lui dovrebbe volere… bè amica mia, la vostra relazione è fottuta. In ogni caso, basta mettersi un fiocchetto sul fondoschiena e vedrete cosa vuol dire “la magia del natale negli occhi di un bambino”.

Tutta la questione regali si svolge tra l’altro nel momento più stressante del tuo anno: il pranzo/cena coi parenti. È un campo minato che windows97 può accompagnare solo. Non puoi toccare nessun argomento senza scatenare una rissa verbale. In qualche caso anche fisica, ma li ci metti della malizia. La politica è fuori discussione, lo sport pure, il cibo anche. Non puoi parlare di qualsiasi cosa vagamente culturale, ne cinema, ne tv, ne musica. Rimane solo il tempo atmosferico. E la voglia di morire.

La colpa però è della famiglia italiana, la famiglia più stereotipata del mondo. Così stereotipata che quella dei Soprano è niente. C’è sempre una madre ansiosa, un padre alticcio che vuole litigare con un figlio, 2-3 bambini urlanti che vogliono vedere a ripetizione i dvd della Disney, un parente “speciale” single da sempre ma con un “amico speciale” che pare brutto invitare, una zia eccentrica che dentro di se morirebbe per un po’ di normalità, un cugino tossico. Non può mancare un parente grillino (ma va bene una qualsiasi setta), un parente che ascolta solo musica jazz, uno che ha SEMPRE la reflex in mano (fateci caso: impostata su automatico e fa solo foto brutte), uno che chatta su watsapp con amici (è l’amante) e, dagli ultimi 3 anni, un vegano pasdaran della soia. E poi ci sei tu. Guardati intorno, vedi chi manca all’appello e probabilmente è il tuo ruolo.christmas_tree_bauble

La cosa terribile è lo spirito natalizio. L’ipocrisia è talmente evidente che si taglia col coltello. Nelle cene aziendali, nelle cene con gli amici, nei negozi, per le strade. Innanzitutto non è vero che “ci si vuole più bene”. Grazie allo sdoganamento del senso negativo del “buonismo” il Natale è diventato un’occasione di divisione. Basta la parola “presepe” per scatenare una rivolta popolare. Una parola e tutti i disoccupati nullafacenti di intere città si riversano sui social per ore e ore a insultarsi e insultare. Auguri per gli amici, “buon natalissimo” su facebook e “tornate nel tuo paese negro del cazzo” per gli altri. Però alle 23.30 del 24 dicembre tutti in chiesa a far gli auguri al don. L’unico che ospita all’insaputa della brava gente qualche rifugiato. I peggiori, infatti, sono tutti quelli che “a Natale bisogna dare una mano”. Ecco, fatelo magari. Non vi vedo nelle mense dei poveri, a distribuire coperte ai senza tetto, a regalare vestiti alle famiglie che ne hanno bisogno. Gli unici onesti sono i ricchi. Loro lo sanno di essere stronzi e non gli importa. Non danno la tredicesima ai dipendenti perché “bisogna tirare la cinghia” e poi un bel selfie dalle Maldive con l’iPhone 7. Ciaone povery.

Ma sapete cos’è la cosa davvero schifosa del Natale? Gli articoli come questi. Davvero, non li trovate insopportabili? Vi ho appena fatto perdere 5 minuti della vostra vita che non vi verranno dati indietro. A partire dal titolo, come vi è venuto in mente che fosse davvero una guida? Per sopravvivere al Natale per giunta. Le prime 3 righe sono letteralmente la descrizione di foto prese da Google immagini ricercando “natale” e “pathetic christmas”. Poi ho detto che vi “avrei dimostrato” che il Natale fa schifo – che è la cosa più banale di sempre – ma in realtà ho fatto tutt’altro. Ho citato costantemente serie tv (la villa di Bojack Horseman), pagine di facebook, blog idioti, tormentoni social (non ho messo gli hashtag se no era troppo facile). Il tutto con il taglio più alla Vice possibile, cercando le frasi ad effetto e buttando dentro le peggio banalità. Nemmeno cose tanto originali, ho anche pescato da altri articoli natalizi e stravolto il senso. Se siete arrivati fin qua complimenti, io avrei smesso quasi subito.tombola

La mia motivazione? Il vero senso del Natale. In questi mesi (da quando ho iniziato a scrivere) ho ricevuto complimenti (immotivati) e critiche (giuste). Mi hanno migliorato. Il Natale questo è, condividere e migliorarsi. Ci sono mille possibilità: parlate coi parenti che vedete poco, conoscete meglio chi non conoscete abbastanza, andate a trovare chi avete “evitato”. Per un weekend provate a non pensare a tutto lo schifo che vi circonda. Provate ad aiutare gli altri, basta poco. Non servono regali a volte basta anche solo ascoltare. Soprattutto fate scelte. Fatele controverse se serve, affrontate le conseguenze senza paura. Soprattutto divertitevi, in fondo è Natale.

Fateci anche un regalo: cercate di evitare di dare views a tutta l’immondizia di internet che poi condiziona a cascate tutti i blog e i giornali online. Davvero, volete leggere anche qua articoli sui meme? Oh, aspetta…