Io ero pazzo per Il Gioco dei 9 con Vianello prima e poi con Gerry Scotti e poi (almeno nei primi anni) della leggendaria Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno, della quale avevo anche il favoloso gioco in scatola. E ovviamente, Mai dire Gol, quello serio del lunedì sera alle 22.30, non le scialbe rivisitazioni degli anni Duemila. (Att. Cel.)

Vorrei rivedere Solletico, perchè è stato un simbolo della mia infanzia. Vorrei rivedere Mai dire gol perchè era quella comicità a tratti anche scorretta che ora non si fa più. Ma soprattutto vorrei rivedere giochi senza frontiere, perchè era geniale, pazzesco e mi esaltava come nient’altro in tv, anche se nel 2019 finirebbe sicuramente in rissa. (Massimiliano Manzo)

Adoravo i giochi senza frontiere. Li guardavo anche in montagna senza antenna, col “baffo”, in bianco e nero, con quelle fantastiche righe orizzontali che non ti facevano capire se era l’italia o la francia a vincere. L’albero azzurro, solletico e art attack ci insegnavano qualcosa tra cui il culto per il vinavil. Sarabanda è forse l’unico programma sulla musica che abbia avuto un minimo di successo. Baywatch e pacific blue mi hanno insegnato che in America anche se eri sfigato è relegato a un lavoro più scarso dei tuoi colleghi, potevi comunque essere veramente figo. E poi cartoni come Esplorando il corpo umano o Gli animali del bosco rimarranno unici e inavvicinabili per sempre. (Roberto Moschi)

Vorrei dover di nuovo aspettare con trepidazione le 16:00 per guardare i cartoni animati su Bim Bum Bam e su Solletico, oppure la domenica su Go kart Mattina. Il “momento cartoni” era bello proprio perché non ci era concesso sempre, a qualsiasi ora. Era bello perché dovevi aspettare di tornare da scuola per godertelo. Ora, invece, con i canali tv dedicati interamente ai cartoni animati, questo magico momento non c’è più. L’incantesimo dell’attesa si è rotto nel momento in cui sono nati i vari Raiyoyo o Boing, dove trasmettono cartoni in qualsiasi momento della giornata. Che gusto c’è a guardarli così? (Sara Martini)

La tv degli anni ’90 non era meglio o peggio di quella di oggi, era diversa. C’era più spazio per la sperimentazione, ci si prendava dei rischi. Penso a programmi come Giochi Senza Frontiere che andava in onda il sabato sera su Rai 2 e faceva degli ascolti incredibili ma aveva dei costi di produzione altissimi e per questo non è andata avanti dopo il 1999 (l’Italia ha partecipato a 30 edizioni e ne ha vinte solo 4). Oppure pensiamo a cos’era Mai Dire Banzai della Gialappa’s Band (ma ve la ricordate la poesia della sigla finale con la Madama Butterfly e le immagini di giapponesi privati di ogni dignità) e a tutti i comici arrivati alla ribalta con Mai Dire Gol. Per i cultori dei videogames non si possono dimenticare gli esperimenti con la commistione di generi tra tv e videogioco con Stellaris durante Solletico ma, soprattutto, il Lion Trophy Show su Telemontecarlo. Erano anni in cui anche le reti minori non trasmettevano solo pubblicità o vecchi film minori ma si potevano trovare anime giapponesi del calibro di Mazinga, Goldrake, Kenshiro, Dragonball, Dr. Slump e Arale, I cavalieri dello zodiaco, I cinque samurai e potrei andare oltre. Sulle reti Mediaset venna mandata in onda quella perla di Batman: The Animated Series, l’opera televisiva migliore di sempre dell’universo di Batman (oltre alla caterva di premi vinti baterebbe ricordarla per aver creato Harley Quinn) e che rivista oggi, da adulti col cuore giovane, è incredibile sia andata in onda integralmente. E taccio su tutto il materiale che andava in onda dopo le 23 e che, nel bene e nel male, hanno segnato una intera generazione. (Federico Garabello)

A me manca “quelli che il calcio”, le prime edizioni, con Fabio Fazio e Marino Bartoletti. Le partite erano ancora quasi tutte la domenica alle 15, per chi non aveva tele+ quello era il massimo! Si parlava di sano sport, con i commentatori tifosi in diretta dai vari stadi, non potrò mai dimenticare da tifoso crociato la signora Buffon, per i gobbi Idris, per i diavoli un meraviglioso Teocoli, per i laziali suor Paola e molti altri. Era un altro calcio, più equilibrato ed eravamo ricchi di campioni, quel programma mi faceva avvicinare a quel mondo, si, mi mancano davvero quelle domeniche pomeriggio. (Danilo Rinaldi)

Anche io ricordo le estati al mare quando eravamo piccoli e io e mia sorella guardavamo alla sera giochi senza frontiere condotto da Claudio Lippi. I primi Mai dire…da Mai dire TV, Mai dire Banzai e naturalmente Mai dire Gol che introdussero non solo un nuovo modo di fare tv divertente ma che scoprirono una vagonata di nuovi comici che ora sono famosissimi, e poi Tira e Molla condotto da Bonolis primo quiz trash che tuttavia manteneva ancora una dignità rispetto al Bonolis degli ultimi anni. Mi manca in generale quella tv generalista, che sapeva divertire senza finire nel volgare di oggi, leggera, semplice e senza fronzoli. (Igor Stasi)

Credo che difficilmente potrò scordare BAT-ROBERTO, uno degli appuntamenti che mi ha fatto innamorare di Bim Bum Bam. Una simpatica riproduzione per bambini di Batman che mi faceva stare attaccato alla tv durante la merenda dopo scuola. Per non parlare del gioco dei Lion, The Lion Trophy Show, in cui per partecipare dovevi raccogliere 3 carte dello snack Lion e poi chiamare il numero: a quel punto dovevi cimentarti in un percorso con trappole e tranelli che dovevi schivare schiacciando i tasti giusti del telefono. Commovente. In ultimo ricordo sempre volentieri Junior Tv sul 16, con una giovanissima Giorgia Surina, in cui si parlava di tecnologia e c’erano cartoni clamorosi come DragonBall. Non ce la faccio, troppi ricordi. (Simone Pecchio)