indexDi pochi giorni fa è la notizia dello scettiscismo di Papa Francesco su Medjugorje, nessuno lo dica a Brosio poveraccio. Ma il ‘caso’ sul quale vorrei indagare oggi è tutto Made in Italy. Il caso di Padre Pio, il santo con le stigmate.

Al secolo Francesco Forgione, Padre Pio nasce nel 1887 a Pietralcina (Benevento). Già da piccolo mostrava segni di fanatismo: autoflagellazioni, visioni e soprattutto ore di preghiera. A 16 anni entrò in convento e già aveva la fama, tra i suoi concittadini, di possedere doti soprannaturali. Ricordiamo che il tasso di analfabetismo rasentava il 90% in quegli anni. Terminato il noviziato, il santo si ‘ammalò’ un po’ di volte per sfuggire alla leva obbligatoria e alla vita del convento, solo l’aria di casa lo faceva ‘guarire’. Nel 1916 fu costretto a trasferirsi in convento e decise di andare a San Giovanni Rotondo, dove la popolazione era pronta a credere ad ogni cosa, proprio come nella natia Pietralcina. Infatti, subito accorsero molti fedeli per vedere il sacerdote dai grandi poteri. Nel 1918 iniziò l’era delle stigmate sul corpo del santo, come lui stesso attestò. Iniziarono a giungere centinaia di pellegrini e con loro il denaro, che Padre Pio gestiva attraverso prestanome (Ciccillo Morcaldi, ex sindaco fascista del paese, ed Emanuele Brunatto).

Papa Benedetto XV inviò medici per appurare la verità sulle presunte stigmate di Padre Pio. Papa Pio XI invece gli fu ostile avendo saputo che le stigmate erano prodotte da tintura di iodio e acido fenico. Ebbene sì, come lo stesso Morcaldi confermerà nel 1963 in tribunale, le stigmate erano autoprodotte dal santo, cito il professor Amico Bignami, ordinario di Patologia alla Regia Universita’ di Roma, incaricato di esaminare le stigmate di padre Pio nel 1919: “Possiamo pensare che le lesioni descritte siano cominciate come prodotti patologici (neurosi, necrosi multipla della cute) e siano state inconsciamente e per un fenomeno di suggestione completate nella loro simmetria e mantenute artificialmente con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio. Ho notato una pigmentazione bruna dovuta alla tintura di iodio. E’ noto che la tintura di iodio vecchia, per l’acido iodidrico che sviluppa, diventa fortemente irritante e caustica“.

E ancora, relazione del dottor Vincenzo Tangaro: “Le stigmate sono superficiali e presentano un alone del colore caratteristico della tintura di iodio. Capziosa e artifiziosa mi sembrò la spiegazione della presenza nella cella (di padre Pio) di una bottiglia di acido fenico commerciale nero (ricorda il colore delle stigmate) che secondo il frate guardiano padre Pio verserebbe per attutire, a scopo di umiltà, il suo odore di santità“.papa-avnt1

Il Santo Padre era anche stato informato delle visite di ‘devote’ nella foresteria del convento anche di notte. Molteplici furono i richiami sia al frate sia ai credenti, ma gli interessi non permisero mai alla Santa Sede di esercitare un’azione incisiva, sebbene fosse stato dichiarato come un impostore e i suoi miracoli fossero considerati fasulli, Padre Pio continuò a predicare. Più volte, vere e proprie ribellioni popolari a favore del frate (o almeno dei soldi che portava alla città) impedirono di fare chiarezza su questa vicenda.

All’interno del convento le cose andavano molto male. La clausura era costantemente violata dai pellegrini e dalla non retta condotta del frate e dei suoi amici. I carabinieri dovettero anche intervenire a sedare le risse scaturite tra i frati per la spartizione di denaro e oggetti preziosi accumulati dal frate.

Nel 1939, Pio XII, simpatizzante di Padre Pio, impose di ‘lasciare in pace il frate’ diciamo, che così ebbe una preoccupazione in meno, un nuovo impulso si ebbe tra i pellegrini verso S. Giovanni Rotondo.  Nel 1958 poi Giovanni XXIII cercò di ristabilire l’ordine nel convento, infatti quasi tutti i frati cappuccini possedevano ormai un’automobile, compreso Padre Pio che con le sue fortune aveva fatto costruire l’ospedale di cui era proprietario, infrangendo il “voto di povertà”. Il padre venne espropriato dunque di tutti i suoi beni. Paolo VI poi rese inapplicabili questi espropri, ma finì poi con l’impossessarsi di tutti gli averi del povero frate.RICORDATI-570x300

Questa più o meno è la storia del Santo Pio, tralasciando molte cose per rimanere brevi, potreste saperne di più leggendo il libro: ‘Santo impostore’ di Mario Guarino. Ovviamente se di casi del genere ne è pieno in mondo, pochi sono riusciti a costruire però una fortuna così grande come Padre Pio. Certamente aiutato dall’ignoranza e dalla credulità di un tempo, ancora oggi prosegue l’adorazione di un frate molto furbo e poco santo. Il vero miracolo è stato non farsi scoprire dal popolo, ma come sappiamo, a quello basta dare qualcosa a cui credere.

Nella prossima puntata, ‘Come fare il tuo sangue di San Gennaro’.