Dopo aver percorso brevemente e velocemente la storia del movimento dei QAnon e del messaggio all’interno del gruppo, è ora di fare un salto agli scorsi mesi in cui un fatto di cronaca ha riportato Q e QAnon in auge: l’arresto e la morte pochi mesi dopo di Jeffrey Epstein.

VITA E MORTE DI JEFFREY EPSTEIN

Epstein era un famoso imprenditore e immobiliarista miliardario neworkese, uno dei tanti selfmade man che rendono l’America orgogliosa. Negli anni ‘80 lavorò come consulente economico e si fece strada nel mercato azionario, spesso con modalità particolarmente aggressive e investimenti ad alto rischio. Oltre ai soldi, questo gli portò diverse attenzioni del governo, soprattutto per evasione e tasse non pagate. Allo stesso tempo fu uno dei grandi e influenti finanziatori del partito Democratico (senza disdegnare anche quello Repubblicano). Da qui il suo legame con molti politici e imprenditori americani, tra i quali spiccano la famiglia Clinton e la famiglia Trump.

Nel 2005 iniziarono i suoi problemi con la giustizia per accuse molto gravi di pedofilia e abuso di minori. In seguito ad una operazione lunga 13 mesi, venne accusato di aver molestato e fatto prostituire decine di donne e ragazzine. Si scoprì che aveva creato un giro di prostituzione (anche minorile) per importanti e ricchi personaggi politici e della finanza a livello globale. Addirittura aveva ribattezzato la sua isola privata “l’isola delle orge” e il suo aereo privato il “Lolita Express”.

Nel 2008 arrivò la prima condanna che però fu molto controversa: gli vennero affidati solamente 18 mesi di servizi sociali e la libertà vigilata con ampi spazi di manovra personale, oltre al pagamento di una multa e al risarcire alcune delle sue numerose vittime. Il caso ebbe molto risalto perché l’imprenditore era riuscito ad avere sconti di pena incredibili rispetto ai reati commessi e, soprattutto, ci fu il forte sospetto che fosse tutto stato organizzato per evitare che facesse i nomi delle altre personalità coinvolte.

Mentre alcune cause civili continuavano a procedere, a inizio luglio di quest’anno venne nuovamente arrestato ma stavolta con l’accusa di traffico internazionale di esseri umani, specialmente donne minorenni. Questa volta le prove erano decisamente forti e vedevano un suo possibile coinvolgimento fin dagli anni ‘80. Messo nuovamente in un carcere di lusso per ricchi, nonostante fosse sotto sorveglianza per un tentato suicidio, pochi giorni fa è deceduto in circostanze ancora non chiare.

La figura di Epstein e soprattutto gli squallidi crimini che aveva compiuto sono, all’interno della storia di QAnon, la pistola fumante delle loro teorie complottiste. Il nome di Epstein era venuto fuori più volte nei discorsi di Q, proprio come membro di quel “deep state” sfruttatore di minori tanto odiato. Inoltre Epstein era collegato ai Clinton e a altri politici famosi (tra cui anche Trump in realtà) membri perversi di quella società segreta.

Non solo: Q aveva anche parlato di elementi incredibilmente precisi, nello specifico l’isola in cui avvenivano gli incontri sessuali e l’aereo privato che portava i minori a destinazione. Due elementi realmente esistenti e che appartenevano davvero a Epstein. Addirittura, il famoso aereo, fu realmente utilizzato da Clinton per alcuni voli.

Non è un caso dunque che in occasione del secondo arresto di Epstein, QAnon abbia ripreso forza e, in parte, visibilità. Come non è un caso che Trump abbia condiviso a piene mani tutti quelli che “unendo i puntini” hanno gridato allo scandalo globale.

La sua morte, poi, non ha fatto che avvalorare tutte le tesi del complotto, comprese quelle spicciole e semplicistiche che nascono in questi casi controversi: suicidato dallo stato, fatto morire perché sapeva troppo, ucciso direttamente da Bill Clinton e Barack Obama. Tutte queste coincidenze, insieme a tante altre minori ed accessorie, hanno portato anche diverse testate mainstream a chiedersi se Q non avesse avuto ragione fin dall’inizio, donando ulteriore credibilità al movimento.

C’è però da guardare i fatti con la giusta prospettiva. Dello stile di vita e dei crimini di Epstein sappiamo dal 2005 e nel 2008 sono arrivate le prime condanne. Ben nove anni prima che comparisse sulla scena Q. E’ molto probabile che sia stato proprio il caso Epstein del 2005 a creare il terreno fertile per le varie rivelazioni a sfondo sessuale sui vari politici democratici. Dal Pizzagate al QAnon il filo conduttore è sempre la pedofilia e l’abuso sui minori ad opera della ricca elite, di cui Epstein è il caso e l’ispirazione più emblematica.
Quello che preoccupa maggiormente, e che probabilmente ha fatto preoccupare anche l’Fbi, e che a breve tempo dal nuovo arresto di Epstein e il conseguente rinfocolarsi di QAnon, sia successe due sparatorie di massa da parte di due seguaci di QAnon.

C’è da dire che ufficialmente non si può accusare il movimento di essere il mandante delle stragi e i due assassini erano seguaci di Q tanto quanto migliaia di altre persone. E’ altrettanto vero che i due ragazzi, ma soprattutto Patrick Crusius per quanto riguarda la strage di El Paso, abbiano trovato terreno fertile alle loro idee malate negli ambienti online relative a QAnon.

Tutta questa storia è, se vogliamo, una delle tante prove di come il complottismo sia oggi sempre più dentro alle nostre vite, in modi che forse nemmeno conosciamo o di cui ci accorgiamo.

QANON E LE CONSEGUENZE NEL MONDO

QAnon non è un fenomeno solamente limitato agli Stati Uniti. Essendo nato e cresciuto nel web, quindi facilmente raggiungibile, è a disposizione di tutti. Alcuni suoi capisaldi come l’odio verso i poteri forti, i miliardari filantropi alla Soros e i legami con l’estrema destra, li troviamo quotidianamente anche nella politica italiana. Alcune teorie del complotto che vengono spesso citate dai QAnon sono riprese, cambiando contesto geografico e politico,spesso e volentieri da Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle: signoraggio bancario, il Franco CFA, l’ossessione per i bambini degli avversari politici.

Se a Hillary Clinton sostituiamo Angela Merkel avremo lo stesso mare di fango e falsità utilizzato da Q nei suoi post in usa e da certi siti di destra italiana. Cambiano i soggetti ma la narrazione è sempre la stessa.

Una delle più grosse differenze tra le due situazioni è la maggiore facilità nel poter avere un arma negli Usa e la maggior divisione di movimenti presenti in Italia. Tutti i movimenti d’opinione basati sui complotti in Italia, hanno tanti elementi comuni con QAnon che però, in America,li racchiude al suo interno. Il caso più eclatante è forse il movimento NoVax italiano, che sembra “copiaincollato” da quello interno a QAnon, promuovendo le stesse deliranti tesi di controllo della popolazione.

Probabilmente non sapremo mai chi è (o chi sono) Q. Non sapremo se è sempre stato tutto uno scherzo epico finito male o se invece c’è un preciso disegno politico e sociale. Quello che è certo è che questa storia dimostri ancora una volta come sia semplice far credere alle persone storie inverosimili, senza prove e dalle conseguenze pericolose.

Basta una buona narrazione, un po’ di mistero e lasciare unire i puntini agli altri. Ognuno ci leggerà quello che vuole ma soprattutto continuerà a porsi la domanda: e se Q avesse ragione?