skyE’ risaputo: il maggiore difetto del popolo italiano è non essere in grado di sfruttare il grande potenziale di cui dispone. Lo sanno bene le centinaia di nostri ricercatori emigrati all’estero, così come gli innumerevoli individui che lavorano nel mondo dello spettacolo. Luigi Gubitosi, direttore generale della RAI, ha affermato che serie tv di successo come Romanzo Criminale e Gomorra non andranno mai in onda sulla principale rete nazionale. Il motivo, sostiene Gubitosi, è che i criminali non devono essere mitizzati e rappresentati come eroi. La vera ragione, probabilmente, è che la RAI è ancora troppo legata a valori vecchi, moralisti e bigotti che hanno caratterizzato, e in molti casi caratterizzano, il nostro Paese.

Viviamo un periodo in cui il piccolo schermo sta prendendo il sopravvento sul cinema. Negli ultimi dieci anni la televisione statunitense ha prodotto ed esportato decine di serial che hanno rivoluzionato il modo di concepire i telefilm. L’Italia ha saputo cogliere la sfida in grande stile producendo, grazie a Sky, Romanzo Criminale e Gomorra, la prima definita “la serie tv dell’anno” quando uscì in Spagna e Francia, la seconda venduta in oltre 40 paesi ancora prima della messa in onda.

Ma evidentemente Gubitosi non ha visto nessuna della due serie. O se le ha viste non le ha capite (il che sarebbe particolarmente imbarazzante per il direttore generale del quinto gruppo televisivo europeo). Perché se ad un occhio molto superficiale i boss della banda della Magliana potevano apparire come eroi, soltanto un aspirante criminale può esaltarsi osservando le gesta dei camorristi di Sky. In ogni caso il successo delle serie dirette da Stefano Sollima non è dovuto esclusivamente all’utilizzo della violenza, ma bensì ad un modo nuovo di girare, di sperimentare e di osare, in linea con quello della televisione americana degli ultimi anni. È questo che piace al pubblico. Ne è testimonianza il clamoroso successo di Boris, la prima serie (o fuoriserie) italiana che si è distaccata da quello stile televisivo anni ’90 a cui siamo ancora ampiamente legati.

Investire in cinema e tv di qualità da poter esportare, oltre  all’intrattenimento di milioni di spettatori e nuovi posti di lavoro, significa farsi pubblicità e creare ricchezza. Ma forse ai vertici della RAI questo non è ancora chiaro. C’è tuttavia qualche speranza: dopo aver riconfermato Un posto al sole per la prossima stagione, Rai3 trasmetterà in seconda serata Il Candidato, la nuova web-serie degli autori di Kubcick- una storia porno con Filippo Timi protagonista. Questo è un ottimo passo per la RAI e potrebbe essere un perfetto stimolo per cambiare mentalità. Altrimenti non resta che rassegnarsi all’impossibilità di creare una televisione diversa e continuare quindi ad applaudire la classica fiction italiana o, come la chiamano in Boris: la merda.