Devo fare molta attenzione a cosa scrivo. Ciò che penso davvero è un po’ più colorito, diciamo. Con diplomazia e rispetto per l’opinione altrui, vorrei rivolgermi a chi è stato “colpito” dalle parole di un consigliere 5 stelle del Lazio, il signor Davide Barillari, sulla questione vaccini. Beninteso: mi rivolgo ad altri, perché so che queste parole non giungeranno mai a chi vorrei che le leggesse. E se comunque lo facesse, non sarei comunque preso in considerazione, si sa. (Abito in un paesino piemontese che fa meno di 2000 abitanti, molto Mainstream).

Tralasciamo il fatto che chi ha una memoria più lunga di quella di una lepre investita da un tir, potrebbe imputare all’autore del post, che ha condannato tutto quello che ha fatto il movimento 5 stelle prima di essere al governo, e anche dopo, facendo un’insalata ben condita di “cattivi e potenti” che adesso fa un sacco figo e non impegna. Se mi mettessi a urlare contro i potenti, le case farmaceutiche o altro, in una piazza sono sicuro che almeno 100 persone mi applaudirebbero, senza neanche bisogno che io mi riferisca ad un nome in particolare o a qualcosa, basta che mi scagli contro i famosi “altri”, “loro”. Però…

…però i potenti non erano anche i politici quando si faceva campagna elettorale? Ma i politici non sono del suo partito? No! I potenti sono solo quelli della vecchia politica. Loro non sono potenti, saranno gli impotenti? Mah. Quindi gli alleati di governo? No! Eh no. Loro non inciuciano. Ah.

Passiamo oltre. Io capisco che si debba dare valore alla voce di tutti, ma se un cretino pensa ancora che la terra sia piatta, non è il caso di farlo ministro dell’istruzione solo perché ha una sua opinione. Non ci basta. Siamo stufi di avere incompetenti a libro paga. Non voglio che ci siano ignoranti come me a governare un paese di 60 milioni di persone. Vorrei avere persone integerrime, di cultura smisurata, intellettualmente sane ed evolute.

Chi sostiene che i vaccini siano legati ai “potenti” ricorda un ubriaco la mattina che se la prende con chi lo caccia dai gradini di casa propria. Ma viste le grandi ricerche che costoro citano nei loro interventi – una volta un blog, un’altra volta la zia che da piccoli li portava dai malati per immunizzarli – ecco, costoro dovrebbero conoscere perfettamente le differenze tra il costo del vaccino e il costo di mantenimento delle migliaia di malati di polio ante 1950.

Se una malattia è quasi scomparsa, non vuol dire che sia meno terribile del tumore, la malattia senza vaccino più diffusa degli ultimi anni. Fatevi questa domanda: se ci fosse un vaccino contro i tumori, preferireste evitarlo? È morendo di malattie quasi debellate che si lotta contro le case farmaceutiche? Dov’è l’intelligenza politica in questo? E visto che la politica viene prima della scienza, come sostiene l’amico Barillari, e che quando non si era al governo la politica non doveva venire prima del bene dei cittadini, siamo sicuri che non siamo poi solo tutti quanti dei gran opportunisti per non dire altro?