Le elezioni di Marzo avranno, si spera, un vincitore più o meno chiaro. Chi però ha già vinto, in maniera subdola e nascosta, è il partito dei memers. Solo che non ve ne siete ancora accorti.

Può suonare come una provocazione, uno scherzo – un meta-meme! – ma è ora che vediate la realtà. Ovviamente non è un “partito” reale ma è un termine che indica una certa predisposizione, una forma mentis, a vedere la farsa e l’ironico in tutto. Specialmente nelle cose serie. Specialmente quando le cose serie, ad esempio la politica, offrono così tanto materiale.

L’esempio degli ultimi giorni sono i cartelloni pubblicitari a sostegno della famiglia tradizionale ad opera della candidata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Per un partito di destra, la battaglia sulla famiglia tradizionale è una di quelle cose imprescindibili. Ci sono due problemi:1) siamo nel 2018 e il termine “tradizionale” legato alla famiglia – che sottintende uomo e donna sposati con figli – è totalmente anacronistico. 2) Giorgia Meloni non è sposata ma ha una figlia dal suo compagno. A questi due punti, si unisce il fatto che i suoi alleati principali (Berlusconi e Salvini) non hanno nemmeno loro una famiglia tradizionale. Anzi.

Tutto questo ha portato il famigerato “popolo del web” a produrre una infinita quantità di meme, in cui il manifesto viene cambiato sostituendo la Meloni con altri personaggi, più o meno reali, simbolo di famiglie per nulla convenzionali. Dalla regina Cersey di Game of Thrones (madre di 3 figli avuti dal fratello gemello), a Shrek passando però per figure come Pacciani (che della sua famiglia ha abusato). Sulle prime fa ridere ma allo stesso tempo manda in vacca qualunque discorso serio sui problemi delle famiglie “reali”. Se il discorso si fermasse ai meme, al web, andrebbe tutto bene. Invece la farsa continua anche nella realtà, coprendo i problemi e soprattutto le soluzioni.

Capita così che la giornalista Giulia Innocenzi faccia un post su Facebook assolutamente legittimo, contro una pagina di meme a sfondo politico che ne ha pubblicato (e poi rimosso) uno che la riguardava. Il meme insinuava che, nonostante la Innocenzi sia di sinistra, vegana, femminista, ecc è una donna sessualmente appetibile. Ovviamente in maniera molto più grezza. Il post di condanna è sacrosanto (ma avrei voluto vedere prese di posizione simili anche per altri meme rivolti ad altre persone) e la Innocenzi ha scelto di pubblicare gli screenshot ai commenti del meme per denunciare pubblicamente chi la insultava. Però pubblicandoli tutti ha messo anche quelli che in realtà non hanno fatto commenti volgari o sessisti ma ironici. Il risultato è che gli stessi commenti prendevano i like e commenti di approvazione anche dai suoi lettori, in un cortocircuito mediatico incredibile. La farsa che diventa tragedia che si ritrasforma in farsa.

Di nuovo, se sulle prime può far ridere (e forse non dovrebbe), l’alimentare una farsa perpetua ha il solo risultato di rendere tutto una cazzata da social. Anche argomenti importanti e pressanti come il sessismo e la disparità di genere. Si è già data troppa importanza ai meme, almeno non facciamoci dettare l’agenda da loro.