La Doyenne é la corsa più antica che ogni anno si svolge fra Liegi, Bastogne e nuovamente Liegi.
Tanti sono i ricordi legati a questa classica, ma queste due ultime edizioni sono pregne del ricordo di Michele Scarponi (soprattutto quest’anno che si disputa nel giorno dell’anniversario della morte). Perché il pelotòn non dimentica i suoi protagonisti, che sono uomini ancor prima che campioni. L’Astana, il team di Michele, si è impegnata per rendere omaggio a Scarponi, soprattutto al Tour of Alps, dove Michele trionfò per l’ultima volta.
La domenica prima della Liegi, Valgren ha conquistato l’Amstel Gold Race, con una stoccata di classe ed un attacco talmente decisivo da lasciare tutti di sale. Tutti tranne Gasparotto, che é riuscito a conquistare un onorevolissimo terzo posto nonostante sia rimasto senza compagni.
Sul Mur de Huy, invece, si é decisa la Freccia Vallone. Protagonista indiscusso è stato Alaphilippe che é riuscito ad avere la meglio sull’embatido Valverde (lui di Frecce ne ha già vinte cinque).
La Settimana delle Ardenne si conclude, infine, con la Doyenne in cui Valverde era e sarà l’uomo più controllato. Ma é la forza del “dream team” da classiche, la Quick Step Floors, che, sulla cote de Roche aux Faucons, ha tirato fuori dal mazzo l’asso vincente: Bob Jungels. L’elegantissimo lussemburghese ha messo in scacco tutti i grandi favoriti gestendo la gamba sulla cote de San Nicolas e andando a tutta nei tratti dove ha potuto sfruttare le doti da chronoman.
Ora é tempo di grandi Giri, del Giro d’Italia che, l’anno scorso, Michele Scarponi avrebbe dovuto correre da capitano.