donne e calcioLe donne e il calcio. Due mondi paralleli. O no?

Nel nostro Paese, si sa, il calcio riveste un suo ruolo e quando si vuole abbinare questo sport ad una donna è facile che i più storcano il naso:  se sei donna, in Italia, quasi sicuramente non capirai nulla dell’arte del pallone.

Per scansare qualsiasi dubbio fin da piccolina ti viene detto che il calcio è uno sport da maschio e che “è meglio se vai a danza con le tue compagne di scuola così ti fanno amica” (al massimo ti viene concesso il nuoto, se proprio il tutù e le punte ti disgustano). Quando poi sei più grandicella e assisti a qualche partita con fidanzati, fratelli maggiori, zii, la storia non cambia: “Allora, religioso silenzio, eh! Che tanto  tu guardi solo i tagli dei capelli dei giocatori e i loro tatuaggi”, “Amore, ci vai a prendere due birrette per favore?” e via di seguito.

Poi c’è il grande dilemma femminile: il fuorigioco. Questo sconosciuto.

Puntualmente durante una partita, al fischio dell’arbitro per un fuorigioco, una povera donna spaesata si chiede: “Perché il fischio? Rigore? Fallo? Mah” .

Io sono stata fortunata e previlegiata: il fuorigioco mi è stato spiegato a otto anni da mio fratello, che mi faceva seguire tutte le partite con lui e poi alla sera religioso appuntamento con le pagelle dei giocatori (“Zambrotta, voto 8: audace!”).

Sembrerebbe vero: donne e calcio, due mondi paralleli.

Spesso, però, è anche vero che siamo noi donnine a non volerci avvicinare a questo universo tutto maschile di 90 minuti e lo facciamo per gelosia, per pura gelosia, perché il calcio allontana il partner da noi.

Consiglio: donne, siate più flessibili e anche solo per guardare il nuovo improponibile taglio di El Shaarawy, non dite sempre no al calcio (se il vostro lui vi invita, ovvio): una partita insieme può essere, ad esempio, un’occasione per conoscere i suoi amici in un’atmosfera informale e, quasi sempre, rilassata.

Nell’ ipotesi arrivi un invito ad una partita, però, fate attenzione a:

Non vestirvi come se doveste andare a ballare: è una partita! Meglio jeans e maglietta.

Non chiamare per un’ora la vostra migliore amica per raccontargli quanto vi annoiate: a quel punto state direttamente a casa.

Non fare le esperte se non lo siete: meglio il religioso silenzio.

Non fare trecentomila domande al secondo: tanto il fuorigioco non ve lo spiegano!

Il calcio può essere anche un po’ donna (e non mi riferisco alle avvenentisignorine che animano le trasmissioni sportive in televisione): basterebbe che gli uomini si fidassero di più e che noi donne ci impegnassimo a farci piacere, almeno un po’,  questa “cosa da maschi”. E comunque, quello lì non era assolutamente fuorigioco.