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Non era successo nemmeno nelle barzellette che il tedesco riuscisse a fregare l’italiano, il francese e l’inglese, anche se si può dire che stavolta l’abbia fatta franca per qualche anno, cioè fino a quando se n’é accorto l’americano!

La Volkswagen ha immesso sul mercato migliaia di automobili  – e c’é chi afferma che siano milioni – inserendo  un software collegato alla centralina, il “cervello” della vettura. Le automobili hanno un loro consumo e devono rientrare in determinati parametri per le emissioni. Questo programma faceva si che il conducente potesse circolare sentendosi “tamarramente orgoglioso” della propria golf, mentre questa gli stava svuotando serbatoio e bancomat inquinando l’aria americana con circa 40 volte la quantità di emissioni consentita. É facilmente immaginabile con quale spirito Obama & co abbiano appreso la notizia, infatti si parla di una richiesta di risarcimento pari a 18 miliardi di euro per circa mezzo milione di vetture ritirate dal mercato americano.

Ciò che ora preoccupa di più, sono però le possibili ripercussioni che stanno avendo il settore automobilistico in generale e i diretti lavoratori della Vw mentre nessuno sembra pensare al danno ambientale che questo trucchetto ha causato. C’è chi ritiene che la casa tedesca sia addirittura a rischio fallimento ed era una possibilità che fino ad oggi non mi aveva preoccupato. Le ultime notizie allargano la questione anche al mercato europeo, dove il diesel rappresenta circa la metà del mercato anche se allo stesso tempo i controlli sono meno rigidi che sulle motorizzazioni a benzina. Paradosso dei paradossi. Pare che ci siano altrettanti casi riscontrati in Spagna: El Pais ha dichiarato che circa 500.000 esemplari della Seat, anch’essa di proprietà Vw, montano il simpatico software birichino. Gru e i Minions stanno prendendo appunti: come intossicare il mondo – parte 2.

Battute a parte questo potrebbe voler dire altrettanti miliardi da tirare fuori anche qui in zona, per non parlare delle varie class action che stanno venendo fuori col passare dei giorni. Nello scenario che mi ero immaginato, il tutto si sarebbe risolto con un gran bel favorone della Merkel a Obama più la cospicua multa, ma con l’avanzare delle inchieste e dell’indignazione – per non dire altro – che aumenta nelle persone truffate, questa possibilità sta man mano scomparendo.600px-Volkswagen_logo.svg

Questo scandalo arriva in un momento troppo azzeccato per non farmi pensare a un mega complotto per “distruggere” il vecchio mondo automobilistico. Si, lo so, la teoria della cospirazione lascia un po’ il tempo che trova, ma in questioni così enormi, a volte le teorie ad ampio raggio trovano un giusto fondamento. Da anni ormai le questioni petrolifere stanno distruggendo ciò che si è riusciti a costruire e con tutte le guerre ad esse connesse, far perdere valore proprio a questi territori potrebbe, molto ottimisticamente, portare ad un completo ribaltamento delle egemonie. Circolano ormai diversi tipi di automobili ibride, senza contare tutte quelle elettriche che non vengono nemmeno considerate. Usare una situazione del genere, nella quale si è inquinato a dismisura- e sottolineo a dismisura- per anni la nostra atmosfera per il puro profitto, per scuotere gli equilibri ormai fermi da tempo sarebbe quasi troppo semplice.

Più che una vera teoria questa è soltanto una chiacchiera da bar trascritta, assieme a quelle che sostenevano la svendita dei modelli di punta della “macchina del popolo” al miglior offerente o che di colpo nessuno più avrebbe comprato la Golf o l’Audi A3.

Siamo realistici: esiste la reale possibilità che Volkswagen uscirà da questa storia pesantemente colpita, ma i tedeschi sanno come rialzarsi e la casa di Wolsfburg ne è la prova vivente. Tuttavia se già prima non erano proprio dei simpaticoni, dopo questa storia parecchie persone in ogni parte del mondo potrebbero avere un motivo per ricordarsi che ci sono momenti in cui in quella zona d’europa i valori etici e morali vengono messi in ultimissimo piano. E’  ora che questa storia non si ripeta più.