Puntuale come il carnevale è arrivata l’attesissima lista annuale di Forbes sulle persone più ricche del Mondo. Mentre ai primi posti troviamo sempre i soliti noti (SPOILER: io non ci sono) la novità è rappresentata dalla posizione 2.057. Sebbene sia tra gli ultimi dei ricchissimi, in questa posizione troviamo la più giovane miliardaria “self-made” di sempre a soli 21 anni: Kylie Jenner.
Per farvi capire ha battuto Mark Zuckerberg che ci era entrato a 23 anni, anche se lui adesso è stabilmente nella top 10.
Kylie Jenner, a dispetto dei titoloni che si leggono un po’ ovunque, non è propriamente una ragazza che arriva dal nulla. E’ infatti la sorella minore delle famosissime sorelle Kardashian.
Breve recap per i professoroni che leggono e non si occupano del frivolo mondo televisivo/popolare: le sorelle Kardashian sono 5 ragazze che hanno raggiunto la fama globale per il loro reality show “Al passo con i Kardashian”. Le 3 maggiori (Kourtney, Kim e Khloè) sono figlie – per correttezza di informazione va aggiunto anche l’unico fratello Rob – del famoso Robert Kardashian, avvocato americano noto soprattutto per il caso OJ Simpson. La madre, Kris, si è risposata con l’ex atleta Bruce Jenner (ora diventato donna e con il nuovo nome di Caitlyn) e ha avuto due figlie: Kendall (famosa modella) e, appunto, Kylie.
Il reality show mostrava questa particolare famiglia di super ricchi che vivevano una vita dorata piena di problemi tra gravidanze inattese, film a luci rosse, scandali, ritocchi estetici, abusi, violenze domestiche, ville, lusso, cattivo gusto, ecc. Per i temi trattati è superfluo dire che ha avuto un successo clamoroso e che, soprattutto Kim Kardashian, ha contribuito a introdurre nel mondo la figura dell’ influencer. In realtà ha anche contribuito anche a tanto altro ma non voglio perdere il focus della storia.
Kylie era la sorella più piccola, quella più normale in una famiglia costantemente sopra le righe e quindi la più anonima. Anche il suo aspetto differiva dalla prorompente sensualità delle sorelle ma per fortuna (sua) a 17 anni ha posto rimedio la cosa facendosi gonfiare tette e soprattutto le labbra. Il ritocco alle labbra in così giovane età le è costato un lungo periodo di sberleffi social ma anche una maggiore notorietà social. A questo punto lei decide di sfruttare la cosa e lancia una linea di kit per il trucco delle labbra in edizione limitata e ad un costo esiguo. Li vendette TUTTI in 60 secondi. Questo portò la madre Kris (vera mente geniale e imprenditoriale dietro il successo di tutte le persone della famiglia) ad aiutare la figlia (dietro lauto compenso) a creare una azienda di cosmetici che nel corso di 3 anni le hanno fatto fare abbastanza soldi da diventare miliardaria.
Casi come questo pongono sempre l’accento su una questione molto dibattuta: è giusto considerare questi soggetti, persone che “si sono fatti da sé”?
Dare una risposta non è esattamente semplice perché è innegabile che la visione della cosa cambia a seconda della propria esperienza ed estrazione sociale. Una persona che nasce e cresce in una famiglia medio povera non può considerarne un’altra come “fatta da sé” se questa arriva da una famiglia facoltosa. I punti di partenza di entrambe sono troppo diversi e troppo a vantaggio di chi nasce nel benessere. Al contrario è ovvio che chi ha avuto la fortuna di nascere nella famiglia giusta veda comunque come meritato il proprio successo.
Nel caso specifico di Kylie c’è un ulteriore elemento: i primi kit, quelli che le hanno regalato il primo grande successo, sono stati un investimento di suoi fondi personali, derivati dal suo lavoro come modella, 220mila dollari che lei si era guadagnata. Allo stesso tempo è innegabile che senza la fama che il suo cognome si portava dietro, lei la modella difficilmente l’avrebbe fatta. Quando ha poi creato la sua azienda di cosmesi è vero che è stata aiutata dalla madre e dalla sue rete di contatti ma è stata sempre Kylie fare il grosso del marketing sfruttando la sua persona. Di nuovo, l’ambiente famigliare e che la circonda ha aiutato ma non sarebbe corretto dare il merito solo quello. Va anche specificato che, di fatto, l’azienda della Jenner è un’azienda che gestisce solamente il marchio e la pubblicità e impiega meno di 15 persone. La scelta lungimirante è stata quella di subappaltare la creazione materiale delle linee di trucchi ad aziende altamente specializzate, guadagnando meno ma aumentando la qualità. Questo per ribadire che a volte condurre una vita frivola e piena di agi non vuole dire essere degli scemi; allo stesso tempo lei non da da lavorare a 500 persone come si legge erroneamente ovunque.
Come sempre in questi casi la verità sta sempre nel mezzo e forse la vera domanda da porsi è: se Kylie fosse nata da un’altra parte, con altra famiglia, a parità di idee e scelte, avrebbe riscosso la stessa fortuna? Una risposta non c’è ma possiamo tranquillamente pensare male.