renziCaro Matteo, parto ringraziando te e il tuo Governo per aver messo nuovamente al centro della discussione politica il tema del lavoro. La mia giovane memoria non è in grado di suggerirmi altri interventi così corposi ed aggressivi come questo. Esageratamente aggressivi aggiungerei.

Ricordo con entusiasmo quando hai tirato fuori, in una delle settemila campagne elettorali, l’ipotesi di un contratto unico, suggerito da Tito Boeri. Progetto ambizioso capace di irritare la Camusso (fino a qui tutto bene) e di trovare ampio consenso all’interno della minoranza Pd, persino nella compagine che ruota attorno a quel Pippo Civati, nemico&amico di sempre. Un tipo di contratto in grado di superare lo spettro e totem ideologico dell’articolo 18, un inquadramento che prevede tutele progressive, un contratto che rende felice lavoratori (giovani soprattutto) e imprese, cosa non da poco, insomma. Ora mi trovo in difficoltà. Mi chiedo se sono affetto da un disturbo bipolare della personalità, perché non è possibile che il mio entusiasmo per la #svoltabuona sul lavoro #cambiverso così, tutto d’un colpo.

12 marzo 2014, CdM. Sotto forma di decreto legge proposto da te, caro Matteo, e dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, viene approvata la prima parte del Jobs Act, annunciato la prima volta l’8 gennaio a questo link (date un’occhiata al punto 2 della parte C). In tre mesi hai trasformato il progetto ambizioso di Boeri in qualcos’altro, criticato duramente dallo stesso. Dall’idea di ridurre le forme di contratto, e quindi la precarietà del lavoro giovanile, hai creato uno strumento che aumenterà senza freni la flessibilità tra i giovani. Con le nuove regole sull’apprendistato, un giovane rischia di entrare in una porta girevole senza alcuna via d’uscita.

Italiani, popolo di poeti e mammoni. E ci credo. Dove la trovo la sicurezza e il coraggio di uscire fuori di casa, magari con una compagna, costruendo un nuovo nucleo familiare (al momento il Jobs Act penalizza fortemente l’universo femminile annullando di fatto le tutele per la maternità)? Potrei avere la bipolare, o forse ho cantato vittoria troppo presto.

Scusa Matteo, forse sono troppo choosy.