11914017_980293415361458_4620764712187512098_nPerché un viaggio da soli?

Domanda difficile, postami non so più quante volte. Per rispondere ho scelto di raccontare la mia esperienza -un’InterRail di quindici giorni- senza soffermarmi su cosa ho visto e visitato, ma su sensazioni ed emozioni provate.

È stato un qualcosa di semplicemente unico: mi sembrava di vivere un’altra vita, ai confini della normalità alla quale tutti siamo tristemente abituati. Mi sentivo libera, viva. Passeggiare per quelle strade sconosciute o viste solamente in foto, sognate, perdermi per poi ritrovare un punto di riferimento, è forse ciò che più ho amato fare. Il più delle volte passeggiavo senza un motivo o una meta precisa, prendevo la via che più mi ispirava e lasciavo che mi guidasse per quella città sconosciuta.

Osservavo tutto con attenzione, con il naso all’insù alla ricerca di particolari da notare, da ricordare. Sembravo un bambino che per la prima volta vede qualcosa e i suoi occhi si fanno grandi. Da soli si ha sufficientemente tempo per permettersi di vagabondare per la città, si ha tempo per fermarsi a pensare, seduti sulle vecchie mura di Varsavia o all’ombra nel parco del castello di Copenhagen, osservare le altre persone, incrociare sguardi e scambiare sorrisi e, perché no, attaccare discorso con la persona seduta accanto.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma, nonostante fossi sola, non mi sono mai sentita così in compagnia. Ero costantemente circondata da gente, a chiunque potevo chiedere informazioni e ricevere risposte gentili. Forse è anche per questo motivo che mai ho avuto paura. La preoccupazione del giorno prima di partire era svanita subito dopo essere salita sul primo treno, aver trascorso qualche ora nella prima stazione.11990650_980290962028370_7989833501225591530_n

Il fatto che volessi compiere questo viaggio da sola ha preoccupato molte persone e in molti hanno cercato di dissuadermi, ma sono felice di non aver ceduto e di essere riuscita nel mio intento.

Si è trattata di una vera e propria sfida, ho voluto mettermi alla prova e, vi assicuro, alla fine si scopre di avere più capacità di quanto si pensasse; si torna con un sottile strato di autostima in più. Esempio banale? Ho sempre pensato di avere un pessimo senso dell’orientamento, invece, trovandomi da sola, ero costretta a fare molta più attenzione e a memorizzare punti di riferimento e quasi mai ho dovuto ricorrere all’uso della mappa. È stata una piacevole sorpresa.

Altra domanda molto frequente era quella riguardante l’aver paura; a questa con tutta serenità rispondevo che sì, c’era un po’ di preoccupazione, ma che ero talmente felice di realizzare questo viaggio tanto sognato che non ci pensavo più di tanto. Inoltre, contrariamente a quanto ogni giorno leggiamo e sentiamo in giornali e telegiornali, al mondo ci sono molti meno pericoli e malviventi di quanto vogliano farci credere. Non bisogna assolutamente lasciarsi frenare da tutto ciò, altrimenti si starebbe sempre chiusi in casa e si rischierebbe di rinunciare a magnifiche esperienze di crescita.

10985497_980291725361627_9204737396590152328_nDa questo viaggio mi sento arricchita sia culturalmente, sia moralmente e penso che sia grazie alla scelta di stare sola: sono convinta che diversamente non avrei ricevuto tanto.

Vorrei chiudere con un invito a fare lo stesso: trovate il coraggio, la voglia e il tempo di girovagare con voi stessi e non abbiate paura delle persone che incontrerete; d’altronde, il nostro mondo è composto da uomini e donne, tutti appartenenti alla stessa razza, l’Uomo, quello con la “U” maiuscola. E io, malgrado tutto, ho fiducia nell’Uomo.