Nel weekend dal 29 Settembre al 1 Ottobre 2017, si è svolto nella cittadina di Carmagnola, in provincia di Torino, la terza edizione di Carmacomics, fiera del fumetto, cosplay, gaming e retrogaming. Uno degli ospiti era il giovane disegnatore e illustratore Capitan Artiglio (il nome arriva dal videogioco anni ‘90 Claw). Classe ‘93, ha iniziato a farsi conoscere realizzando alcune copertine di album musicali per Rancore & Dj Myke, Max Zanotti e Murubutu proseguendo con illustrazioni di locandine tributo e storie brevi. Nei prossimi mesi uscirà per Bao – importante casa editrice italiana – il suo primo volume Kids with Guns. Ci siamo fatti una chiacchierata a riguardo le sue origini, le sue influenze artistiche e il mondo del fumetto.

Hai iniziato in maniera indipendente e underground, come illustratore di copertine di album musicale e autoproducendoti i tuoi fumetti. Quanto ha influito e quanto influisce questo sulla tua arte e nelle tue storie?

Non è una domanda facilissima, però ti direi che sicuramente ha influito tanto. Quel mondo, autoprodursi delle cose, ti aiuta a conoscere quello che poi sarà il mondo del fumetto. Anche il lavoro di un futuro grafico che dovrà aiutarti, tu lo conosci già e sai come accorciargli il lavoro, avendolo fatto per conto tuo. Il discorso con Rancore e Murubutu è nato circa 3 anni fa, io facevo parte di un’associazione che si occupava dell’organizzazione di concerti. Loro hanno suonato e poi mi han contattato per la realizzazione delle copertine dei dischi. Quello sicuramente mi ha aiutato a livello di visibilità e anche a crescere artisticamente.

Il tuo stile è abbastanza peculiare. Io ci vedo un po’ di Toryama e anche un po’ di Jacen Burrows. Quali altre influenze, prettamente artistiche hai?

Sicuramente quelle che hai detto tu e poi possiamo aggiungere Brandon Graham (Popgun, Prophet), Taiyō Matsumoto (Sunny, Ping Pong). Per quel che riguarda la regia, la composizione della tavola io studio molto Inio Asano (Buonanotte Punpun) che può sembrare lontanissimo dal mio mondo ma alla fine torna tutto. Direi loro principalmente. Poi anche Kenji Tsuruta (Spirit of Wonder, The sky Crawlers) che è tra i disegnatori giapponesi che seguo di più e poi mille altri che adesso non sto ad elencare.

Artisti prettamente giapponesi.

Sì, le mie influenze sono prettamente orientali però ho acquisito anche roba da materiale americano e dal suo ambiente underground. Se si scava bene si vede.

Nella tua carriera hai realizzato molte illustrazioni, spesso con temi contemporanei (penso ai pokemon ma non solo). Da un pochetto collabori con la Bao e a breve uscirà il tuo primo fumetto (Kids with gun). Com’è stato passare ad una grande casa editrice?

È una grossa responsabilità, la Bao è la casa editrice più venduta nelle librerie di varia. Io ho studiato bene il mezzo quindi non è proprio un passaggio brusco da illustratore a fumettista completo, sono abbastanza tranquillo su questo. Rimane una responsabilità con il pubblico e con la casa editrice.

Sono nuove pressioni.

Pressioni nemmeno tanto, io mi sto trovando molto bene a lavorare con Bao, loro sono molto tranquilli con le consegne e le scadenze. È più un carico emotivo personale.

Oggi i disegnatori, anche in Italia, iniziano ad essere considerati come delle “rockstar” penso a Zerocalcare, Makkox, Roberto Recchioni. Tu sei all’inizio ma come vedi questa cosa?

È difficile da dire. Io in realtà sono poco social, la mia faccia non la mostro sui social e quell’aspetto dovrei migliorarlo. Senz’altro fa piacere che il fumetto acquisisca sempre più dei meriti e personalità di spicco come possono essere appunto Zerocalcare o Recchioni. Sono cose che fanno bene all’ambiente fumetto. Io però non sono famoso, non posso dirti di conoscere quell’ambiente.

Consiglia un fumetto, graphic novel, serie, manga. Oltre al tuo ovviamente.

Recentemente è uscito Aiuto!Fratelli di Isaak Friedl e Yi Yang, questo lo consiglio assolutamente. Un altro che mi piace consigliare è Lastman di Vivès, Balak e Sanlaville e ovviamente Asano!