immigrati“Non esiste al mondo un problema tanto complesso che non possa essere risolto da un idiota”. Così tuonava, in un memorabile albo di Dylan Dog dal titolo Tre per zero, Groucho, il bizzarro assistente – qui in un’insolita versione ‘seria’ – del celebre Indagatore dell’Incubo. In quella storia, Groucho sfoderava le sue soluzioni agli eterni problemi del mondo, sostenendo che tutto può essere risolto in maniera semplicissima. “Basta prendere il denaro ai ricchi e distribuirlo ai poveri. Le bombe atomiche? Sono pericolose, buttatele via! L’Aids? Tutti i soldi spesi per gli armamenti e le pubblicità delle merendine d’ora in poi vanno alla ricerca scientifica! E così via”.

Pensieri assolutamente condivisibili e che in un mondo ideale sarebbe bello poter applicare alla lettera. Pensieri che in un mondo reale, suddiviso in circa 200 nazioni e popolato da oltre 7 miliardi di abitanti che nemmeno riescono a mettersi d’accordo in una riunione di condominio, sono tuttavia destinati a restare utopia. La storia ci insegna che ogni conquista dell’umanità – così come ogni ideale di progresso – è frutto di un lunghissimo e faticoso processo che comporta discussioni e confronti, compromessi e sacrifici, sconfitte e vittorie, prese di coscienza.lamp

Abbassandoci in volo e riportando i piedi alla nostra scialba quotidianità, l’idea che la soluzione a certi problemi sia facile e veloce come uno schiocco di dita, al tempo dei 140 caratteri di Twitter e del ‘mi piace’ su Facebook, avviluppa la gran parte dei pensieri e degli slogan dei nostri politici impegnati a domare e contenere il popolo bue, stremato da decenni di promesse non mantenute e ovviamente desideroso di risposte immediate. Sarà per questo che indossare una felpa che inneggia alle ruspe in televisione funziona meglio che citare il Freeman Clarke di ‘Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione’. Anche se, va detto, le parole al vento non sono certo un’esclusiva della politica dell’annuncite: per dire, Arnaldo Fornani, uno dei pilastri della storica Dc, si vantava di parlare per ore senza dire nulla. Una virtù raccolta ed applicata in modo impeccabile, negli anni successivi, da molti suoi seguaci.

Il vero problema è quando si spaccia come soluzione al problema una soluzione che tale non è. L’esempio più attuale e ricorrente riguarda la tormentata questione migranti, core business di ogni talk show televisivo e ormai argomento unico di molti politici di area centrodestra (e non solo). La ‘pancia’ del Paese non ha dubbi: ci troviamo di fronte ad un’invasione barbarica, ad una iattura per le martoriate casse dello Stato, alla causa di ogni possibile atto di delinquenza. In sintesi, per i militanti, l’input perfetto per avviare una battaglia politica.Bandiera_italiana

L’immigrazione nelle nostre città è tema popolare, immediato, trasversale, ‘facile’: mica come lo scontro Tsipras-Juncker che in fondo sono cazzi della Grecia, mica nostri. E’ un problema che ‘sente’ il giovane che non trova lavoro, la casalinga che ha paura ad andare a fare la spesa, il lavoratore incazzato per l’aumento delle tasse, il nonno nostalgico del Ventennio. Cacciamo i migranti e risolveremo buona parte dei nostri problemi: è la soluzione-tweet, la sintesi suprema e perfetta del fare giustizia laddove il Palazzo non arriva, l’atto concreto e visibile a tutti i cittadini. Altro che le leggi incomprensibili emanate dal Governo, in vigore solo dopo anni. Questi sono i “fatti, non pugnette” evocati dall’indimenticabile assessore Cangini di Zelig. Cacciamoli, qui in Italia non li vogliamo. E subito.

La caccia allo straniero invasore è la crociata ideale per raccogliere un’ondata di consensi e provare a lanciare la scalata al potere, al grido di ‘Non sono razzista, lo faccio perché prima di tutto viene il mio Paese’. Poco importa se il nostro militante-crociato ama così tanto l’Italia da non ricordarsi la data della Breccia di Porta Pia o da dove partirono i Mille di Garibaldi. E, soprattutto, se dopa i suoi discorsi con dati errati e notizie così fumose da far rabbrividire persino Libero. Tutto va bene, tutto fa brodo, per raggiungere il consenso: dalla disinformazione più sfrenata alla diffusione della paura, passando per l’accurata creazione di un Nemico. Perché ogni sistema di potere si fonda, soprattutto, sulla difesa da un Nemico invisibile: che si chiamino terroni, comunisti, africani, rom, gay.african-immigrants_998807c

Più che i politicanti costretti per convenienza ad interpretare e cavalcare, furbescamente, il ruolo di giustizieri della strada alla Charles Bronson (ma non lo ammetteranno mai, ovviamente: non sapranno la grammatica, ma non sono mica scemi. E comunque la grammatica oggi non serve più), facciamo tristezza noi cittadini. Ancora una volta, piegati nel nostro pensare ed agire agli istinti più bassi e miserabili: ignoranza, invidia, ira, egoismo, esaltati e rinvigoriti nell’anomimato garantito dalla tastiera. Pronti, come sempre nella storia di questo disgraziato Paese, a dare retta all’uomo nuovo e forte di turno, a colui che promette di risolvere tutti i problemi con un colpo di bacchetta. Ciechi di fronte all’inefficienza di una classe dirigente che prova a nascondere le proprie malefatte dietro gli scippi di un immigrato. Pigri a tale punto da non distinguere più un’inchiesta giornalistica da un post del vicino di casa su Facebook.

Pronti a credere che “non esiste al mondo un problema tanto complesso che non possa essere risolto da un idiota”. Incapaci di rassegnarci al fatto che per risolvere alcune questioni serve tempo, pazienza, lungimiranza, capacità e soprattutto apertura mentale, non la giostra dei calci in culo. Pronti a sostenere con le bandierine e gli striscioni la salita al potere di chi, una volta poggiato il deretano su una poltrona che non mollerà nemmeno sotto tortura, si lascerà trascinare dagli eccessi del potere, rivelandosi il piccolo uomo che è e rifugiandosi, alla prova dei fatti, negli astrattismi tipici della politica, nel tentativo di nascondere la vera essenza del suo pensiero: il vuoto. Fino a quando arriverà un altro uomo nuovo, che ci indicherà il nuovo nemico da combattere. E tutto ricomincerà da capo. 2bdbeee092f5d09ae57f66e5541c6851

Nell’attesa, preghiamo Dio che la sonda New Horizon non trovi vita su Plutone: altrimenti ci toccheranno le felpe ‘fuori gli alieni dal nostro Sistema Solare’.