14(1)  Giovedì 25 giugno, sono stata all’Agri-Fornace di Carmagnola, cittadina a 30 km da Torino, ed ho assistito ad un bello ed emozionante spettacolo. I protagonisti della serata sono stati la musica e la terra e a dar loro voce i ragazzi delle comunità terapeutiche per minori Mulino Piccolo e Mulino Grande di Moncalieri, gestite da Terra Mia, la cooperativa sociale onlus che dal 1984 lavora sulla prevenzione e intervento sul disagio e sulla marginalità.

Per qualche mese i ragazzi sono stati impegnati in un esperimento musicale, ispirato al nuovo libro di Don Domenico Cravero “Cantare la terra”, insieme a Zuli, noto rapper torinese, con l’originale obiettivo di avvicinare i ragazzi al tema della terra attraverso la musica. A ciascuno dei ragazzi, grande o piccino, è stato assegnato un frutto o un ortaggio, con il compito poi di scrivere alcuni versi in rima in prima persona. Sul palco, all’interno della tensostruttura situata nell’ampio spazio verde della Fornace, si è quindi esibito ciascuno dei ragazzi recitando i propri versi per poi concludere con l’esibizione di Zuli, che sinceramente commosso, ha messo insieme le diverse strofe e creato una canzone rap, il cui ritornello recita così: La natura ci piace per quel che da/ ci vuole amore per questa felicità/ innaffiamo le radici di quest’orto/ perchè alla terra portino conforto.

A seguire anche i ragazzi più grandi si sono esibiti in una scenetta e in un brano musicale da loro scritto e interpretato insieme a Zuli, con l’accompagnamento dei ballerini di breakdance e i calorosi applausi del pubblico.58(1)

Terra Mia nutre da sempre una grande attenzione per il valore sociale e umano del lavorare la terra, tanto che investe molto sull’agricoltura biologica (rivende i suoi prodotti presso la Bottega dei Mestieri che si trova all’angolo di Via Tiziano e Via Foà a Torino). Anche il luogo in cui lo spettacolo ha preso vita non è da meno, l’Agrifornace infatti è una cascina in restauro e un grande spazio verde in cui condividono il terreno l’agricoltura e lo sport (sono infatti presenti la piastra per il basket, il campo da calcio e la pista per il bike trial).

E’ stata una serata esemplare dell’innovativo connubio tra sociale, terra e musica, a dimostrazione che la terra la si può davvero cantare e forse proprio cantandola la si impara ad amare e rispettare. La musica, in particolare il rap, è un ottimo strumento che permette a grandi e piccoli di parlare e comunicare con un linguaggio vicino a ciò che sentono dentro, mettendo in rima sogni e desideri, ma anche delusioni e sconforto. In questo modo ragazzi con storie più o meno difficili alle spalle e con problematiche di vario tipo nella loro vita presente, riescono a trovare un modo per esprimersi con musica e parole, divertendosi, imparando, e sperimentando. Fare rap quindi per cantare la terra e cantare la vita.