Parlare di Youtube e di tutto ciò che gli sta intorno – dai personaggi ai contenuti – senza sembrare qualcuno che descrive dei fenomeni da baraccone non è sempre semplice. Un po’ perché molto spesso la galassia di persone e fenomeni che girano intorno a quel medium sono i primi a non prendersi sul serio con contenuti davvero miseri, un po’ perché nel pensare comune lo “youtuber”, ovvero colui che crea contenuti per/su Youtube, è visto come qualcuno che perde tempo o non sa che fare della sua vita. Per questa volta mettiamo via i pregiudizi.
Yotobi (vero nome Karim Musa) è un ragazzo di Torino che è diventato famoso per i suoi video creati e poi pubblicati su Youtube. Se all’inizio faceva video molto semplici, negli anni ha raggiunto una notevole popolarità con video-recensioni di film trash o serie Z, spesso molto più belli e divertenti dei film stessi. Per come funziona il mondo di Youtube, e vista la sua bravura e popolarità, avrebbe potuto continuare su quella strada a tempo indefinito. Invece si è saputo rinnovare iniziando a creare nuovi contenuti: alcuni più pop come le sessioni di gioco con alcuni videogame, altri più strutturati come i suoi monologhi comici. Proprio la stand-up comedy è una delle sue passioni ed è riuscito a realizzare alcuni (non pochi) spettacoli in vari locali e teatri, di fatto “uscendo” dal mondo virtuale. Nell’ultimo anno, anno e mezzo ha iniziato a realizzare una specie di “late night show” dove, ad ogni puntata, affronta un qualche argomento sempre con il suo stile ormai molto identificabile e definito. Definirlo, quindi, uno youtuber in senso stretto sarebbe scorretto: i suoi contenuti, infatti, sono considerati tra i migliori in Italia e se dal lato tecnico qualcosa lascia ancora per strada, la sua capacità di scrittura degli stessi è innegabile, anni luce avanti a migliaia di altri contents creators (perlomeno tra quelli che producono contenuti originali e non “critiche” di prodotti, tutorial, unboxing, ecc).
Ne è la riprova il fatto che il suo “ritorno” (per 5 mesi non ha pubblicato video per lasciarsi del tempo per la produzione di nuovi contenuti) sia stato celebrato non solo dai suoi fan ma anche dalla stampa generalista. Un po’ come se fosse il primo episodio della seconda stagione di una serie tv molto attesa.
In questo nuovo video Yotobi parla di rinnovarsi per continuare a crescere e/o sopravvivere nel mondo di Youtube. Per farlo usa l’esempio di Chiara Ferragni e di come si sia “evoluta” lei nel corso del tempo fino ad arrivare ad essere quello che è oggi. Parlare della Ferragni è sempre un ottimo modo per ricevere visualizzazioni e click (anche nel nostro piccolo su Idealmentre i numeri parlano chiari)ma Yotobi, lasciando la strada più semplice, parte da una cosa per arrivare da un’altra parte e lanciare un paio di stoccate al mondo social e di Youtube. Non dico altro per non spoilerare, nel caso andatevi a vedere il video. Il video è estremamente intelligente, riesce ad essere divertente, piacevole, far riflettere e coglie l’occasione per mostrare il suo nuovo studio di Milano (ma senza dimenticare Torino che “non si infama”).
C’è però un’altra cosa. All’interno del video Yotobi parla di come il rapper Fedez abbia conquistato la Ferragni con un messaggio semplice e diretto: «Chiara, limoniamo?». Lui prova a fare lo stesso facendo “in diretta” una Instagram story dove chiede la medesima cosa all’attrice Matilda De Angelis. L’attrice poco tempo dopo gli risponde con un classico due di picche (“Sono malata, non ti bacio perché non voglio attaccarti qualcosa”). Sarebbe potuto finire qua, invece è successo qualcosa.
I fan di Yotobi hanno iniziato a inondare i social di Matilda con la richiesta di “limonare Yotobi”. Centinaia e centinaia di richieste. Alcune anche carine, moltissime banali e altre un po’ (tanto) fastidiose: “Limonalo alla svelta”, “Zitta e limonalo”, “Hai la fortuna di poter limonare uno come Yotobi e fai la difficile”, “P*tt*n* limonalo”, “Non sarai mai nessuna se non lo limoni”, ecc.
La cosa ha “costretto” la De Angelis a rispondere nuovamente a Yotobi mostrandogli come avesse i suoi social intasati dai messaggi e che forse per far smettere tutte quelle persone avrebbe dovuto davvero baciarlo. Yotobi le ha risposto con un “Mi hai rifiutato una volta, ora non sono più interessato”. Qui per me sta un pò il nocciolo della questione. La risposta di Yotobi – che personalmente voglio pensare in totale buona fede – è sembrata un po’ come un “mi hai rifiutato e ora sono cazzi tuoi”, io so di avere una “potenza di fuoco” social tale da infastidirti il più possibile, se ci stai bene, se no ne paghi le conseguenze. Forse è solo il clima di maggiore attenzione ad alcune tematiche riguardanti sessismo e molestie ma la risposta di Yotobi mi ha infastidito. E non me l’aspettavo. Anche in un video comico, ben fatto e del tutto innocente, si possono nascondere i semi di cose ben più gravi e pesanti.
O forse il problema è un altro. Forse il problema è il rapporto da “posse” che si instaura tra youtubers/creatori di contenuti e i loro fan/seguaci. E soprattutto il totale non controllo che i primi hanno sui secondi. Basta pensare ad altri fatti simili capitati di recente su Youtube, come ad esempio il video di Favij (altro famosissimo youtuber) in cui ha espresso delle critiche ai video di Tia Taylor (youtuber americana che da anni vive in Italia e fa video sull’italian lifestyle). Dopo la pubblicazione del video i fan di Favij hanno inondato le sezioni commenti dei video di Tia con insulti, molto spesso a sfondo sessuale e razziale.
A differenza della televisione, i contenuti su Youtube subiscono molti meno controlli (e di solito riguardano aspetti sessuali “visivi” più che di contenuti) e raggiungono un pubblico molto spesso giovanissimo che non filtra più nulla. Ne consegue così che i creatori di video hanno le potenzialità di influenzare migliaia di persone facilmente influenzabili (combo perfetta) ma, allo stesso tempo, non gli si può imputare la responsabilità di non essere capiti o travisati. Una volta si diceva: “Se un tuo amico si butta giù da un ponte, lo fai anche tu?”. Oggi se lo facesse uno youtuber, probabilmente qualcun altro che si butta lo troviamo. E pure facilmente. E’ un fenomeno pericoloso e difficilmente controllabile, figlio della nostra società e del nostro tempo e che meriterebbe una maggiore attenzione.
Forse gioverebbe una maggiore responsabilizzazione di chi crea contenuti, non solo su Youtube ma su tutte le piattaforme, senza scadere pericolosamente nella censura preventiva. O forse non c’è scampo, servono solo dei pretesti per vomitare odio e bile sui social. E un pretesto lo si trova sempre.