spacciatoriLo sconcerto mi pervade e la tristezza mi attanaglia. Leggo con l’umore di chi ha tra le mani una delusione del ragazzo neanche sedicenne di Lavagna. Un ragazzino sorpreso da un blitz della Guardia di Finanza a scuola, che ammette di possedere dell’hashish in casa e, successivamente, si suicida. Nei tanti articoli che si trovano, viene riportato che è stata la stessa madre ad avvertire la Guardia di Finanza. “Non sapevo più come dirgli di smettere” e, ovviamente, chi poteva immaginare che quel blitz l’avrebbe fatto smettere non solo di fumare, ma anche di andare a scuola, di giocare a calcio, di vivere.

Non sono arrabbiato con la madre, essere genitore è il lavoro più complicato del Mondo, tantomeno c’è da prendersela con le forze dell’ordine, nell’esatto svolgimento del loro lavoro. Ce l’ho con me stesso, ce l’ho con te che stai leggendo e ce l’ho con tutti noi, popolo ipocrita e bigotto. Già perchè questo ragazzino non l’ha ucciso la droga, non l’ha ucciso la mafia, non l’ha ucciso la madre e non l’ha uccisso l’agente delle fiamme gialle. L’ha ucciso la nostra morale. La nostra stupida e bigotta morale.

Legalizzare? Non è questo il discorso. Il problema va analizzato prima. Perchè c’è la droga, perchè la si utilizza? Ci si droga perchè a volte la vita sembra che non ci basti, che non dia gli stimoli richiesti, oppure semplicemente a volte la vita ci sembra troppo pesante e vogliamo mollarla a terra solo per qualche istante. Con l’erba (o il fumo, in questo caso) ci si può sballare per qualche ora, si può ridere per le scemenze, si può tirare un bel calcione ai problemi di tutti i giorni. Non scompaiono nè i problemi e nè le paure, quelle per farle scomparire bisogna affrontarle e risolverle, però per tirare il fiato per un po’ di tempo, perchè no? canna

Dicevo che l’abbiamo ucciso noi, e lo ribadisco. Se incontro un mio conoscente di sera che ride a crepapelle, fatica a camminare, mi avvicino e ci parlo. La cosa mi diverte. Poi guardo bene, e ha le labbra violacee. Un alito che puzza di vino e digestivi. Rido di nuovo, magari gli offro l’ennesimo bicchiere e la sera successiva lo prendo il giro facendogli rivivere gli strafalcioni che la sera precedente mi ha regalato.

Ma se mi avvicino e le labbra non sono viola, comincio ad insospettirmi. Ad ogni movimento la sua giacca a vento emana zaffate di fumo, un odore strano, forte ed un po’ amaro mi entra nelle narici. Lo guardo ed ha gli occhi arrossati, le pupille un po’ dilatate e mentre mi parla confusamente dalla tasca gli cade un vecchio biglietto del treno, strappato in un angolo. Stai a vedere che questo è così perchè si è fatto le canne. 

E’ lo stesso ragazzo, ha la stessa età di quello che era ubriaco, probabilmente ha fumato per gli stessi motivi, e domani starà nello stesso stato del suo compare. Ma lui domani lo saluterò da lontano, farò finta di dover scrivere un Sms e devierò, perchè lui è un tossico. 

Cosa distingue veramente un eccesso dall’altro? Cosa rende un ragazzo simpatico e un altro tossico? Mi voglio rispondere da solo: la mia cultura (se così si può chiamare). E’ da quando ho memoria che vedo i miei genitori bere vino rosso durante i pasti, mai gli ho visti arrotolare della carta e darle fuoco, e già lì il dubbio che fosse qualcosa di sbagliato mi è venuto. Poi sono arrivato alle scuole medie, dove degli educatori mi hanno insegnato che se ti fumi una canna comprometti la tua salute ed il tuo futuro. Ti sveglierai la mattina tutto magro ed emaciato, vagabonderai per le vie in cerca di una dose, ruberai la pensione a tua nonna per pagartene una, niente avrà più importanza, oltre alla droga. Il tempo passa ed arrivano le superiori. Un ragazzo che conosco, più grande di me, mi confessa che lui ogni tanto una canna se la fa, e tutto sommato mi sembra un tipo a posto. Un sabato sera mi dice di provare, e provo. spin

La mattina mi sono svegliato come tutte le mattine precedenti. Non ero in giro a saccheggiare le casse dei negozi di alimentari, nè la mia figura nello specchio era più brutta di quanto mi ricordassi. Avevo sfatato un tabù, avevo scoperto che per anni mi avevano preso in giro e che quella storia delle canne non era niente di così malvagio e pericoloso. Da quel giorno non ho più fumato canne. Non ne sentivo il bisogno e non mi piaceva neanche il gusto. Non fumandone più, ho perso confidenza con quel “mondo”, ed ora eccomi qua a guardare come un tossico colui che anni prima pensavo fosse un “tipo a posto”. 

Quel ragazzino l’abbiamo ucciso noi facendo confusione tra le droghe. Ci sono quelle che basta un poco per diventarne succubi, ma ci sono anche quelle (hashish, marijuana, mdma, ecc..) che non possono essere demonizzate, non devono esserlo. Se spiegate male a dei ragazzini, queste diventeranno quella cosa proibita e pericolosa, e quindi intrisa di un fascino buio, che mai ammetteresti, ma che poi è sempre lì a tentarti. hashish

Continuando a leggere articoli sulla vicenda, tuttavia, credo di intuire che questo ragazzino facesse un uso abbastanza assiduo di hashish, non era solo uno sballo da sabato sera. Ecco dunque che c’è l’altra questione: si ritorna al “perchè” uno si droga. La madre forse ha sbagliato il metodo, ma non l’ha ucciso lei. L’abbiamo ucciso noi, con la nostra moralità da due soldi, con i nostri vizi che sono giusti e quegli degli altri che sono sbagliati. 

Giochiamo a fare gli alieni, con frigoriferi che ci ordinano automaticamente la spesa, cellulari che ci risolvono la vita e automobili che ci proiettano nel futuro. Ma abbiamo dimenticato di aggiornare la cosa più vecchia, immobile e obsoleta che abbiamo: noi stessi.