gianni-morandiIeri sera, tornata dal lavoro, in un momento di relax ho aperto Facebook e ho dato una veloce occhiata ai post pubblicati dagli altri utenti durante la giornata. Scorrendo tra le svariate notizie, sono incappata nella foto pubblicata dal Gianni nazionale dalle mani grosse che, a quanto pare, ha portato una larga parte degli utenti del celebre social network a gridare alle scandalo. Perché? Cosa avrà mai fatto di male? Semplicemente, con quel post il cantante ha voluto raccontarci che ieri mattina – che era domenica – è andato a fare la spesa con sua moglie Anna. Tutto qui. Io, detto sinceramente, quando ho visto la foto non ho nemmeno pensato al giorno della settimana in cui è avvenuto il fatto, ho invece pensato che sarebbe stato epico se lo avessi incontrato io in quel supermercato mentre facevo la spesa. In più ho pensato che non è una cosa da tutti i giorni vedere un cantante fare la spesa e che sia lodevole da parte sua, dato che i vip di oggi sono più inclini a non fare nulla di “casalingo” e a pagare altre persone che lo faccia per loro. Ma poi come si fa a insultare un uomo così buono come Gianni Morandi?!

Evidentemente non tutti, anzi, direi ben pochi, l’hanno pensata come me. In men che non si dica, infatti, è partita una violenta polemica contro il caro cantante (e non è nemmeno la prima: per saperne di più, vi rimando a questo articolo del 2015), una polemica che più volte mi è capitato di commentare e che, sinceramente, inizia a stancarmi. Di che polemica si tratta? Della famosa polemica secondo la quale i centri commerciali, in particolare i supermercati/ipermercati, e i negozi in generale (da quelli di abbigliamento a quelli di elettronica) dovrebbero rimanere chiusi la domenica, perché è un giorno festivo e tutti i lavoratori hanno il diritto di riposarsi almeno in quel preciso giorno della settimana. Per carità, il riposo dal lavoro è sacrosanto, chiariamoci subito, ma trovo veramente eccessiva e soprattutto anacronistica questa polemica. E lo dico da lavoratrice domenicale in un supermercato. Perché è vero che è decisamente deprimente alzarsi alle 6:30 per andare a lavorare mentre gli altri ragazzi stanno rientrando a casa dopo aver fatto serata, è vero che vorresti mandare a quel paese tutti i clienti che, durante i mesi estivi, vengono a dirti che stanno comprando il pane per fare i panini perché stanno per andare in piscina/al mare/ in montagna, è vero che è frustrante, soprattutto alla mia età, dover rinunciare a fare le ore piccole proprio il sabato sera, è vero che la domenica è la giornata ideale per poltrire sul divano mentre tu fino alle 21:00 sai che non uscirai da quel centro commerciale, è vero che è fastidiosissimo vedere la gente che entra a fare la spesa alle 9:00 spaccate non appena vengono tirate su le saracinesche – neanche dovessero timbrare il cartellino, loro – tutto ciò che ho appena elencato sono le grandi verità con cui chi lavora nei weekend si ritrova a fare i conti, però, cari miei, ricordiamoci anche di un’altra grande verità: se i supermercati, i centri commerciali e tutti i negozi di qualsiasi tipo rimanessero chiusi la domenica, tantissime persone, soprattutto giovani (me compresa), non avrebbero la possibilità di lavorare e, quindi, di guadagnare quel che basta per evitare di tendere la mano a nostro padre ogni sabato sera, per togliersi qualche sfizio e per sopperire, almeno in parte, alle spese universitarie per chi studia. Se tutti quelli che, come il buon Gianni, vanno a fare la spesa  di domenica smettessero di farlo, tantissimi giovani che vengono assunti per lavorare proprio nel fine settimana rimarrebbero a casa. Quindi chi parla di dover chiudere i grandi centri commerciali durante i festivi, forse dovrebbe riflettere un attimo prima di parlare, perché è vero che ci sono lavoratori che lavorano tutta la settimana e a volte si ritrovano a dover coprire anche un turno domenicale, ma è anche vero che tantissimi giovani, soprattutto studenti, vengono assunti per lavorare solo la domenica o al massimo nel fine settimana e, lasciatemelo dire, per noi studenti questo tipo di contratto è una manna dal cielo, perché ci permette di frequentare le lezioni in settimana e di guadagnare qualcosa nel weekend, evitandoci l’umiliazione di dover ancora chiedere soldi ai nostri genitori, che non è cosa da sottovalutare. Poi diciamocela tutta, questa polemica è del tutto anacronistica: più volte mi capita di leggere commenti che recitano più o meno così: “Fino a vent’anni fa i negozi stavano chiusi la domenica, il sabato pomeriggio e un giorno durante la settimana, eppure riuscivamo a fare tutti la spesa senza il pericolo di rimanere senza cibo nel fine settimana”. Vero, vent’anni fa era così, anche meno di vent’anni fa, lo ricordo persino io: nella città in cui vivo, per esempio, non si faceva la spesa il giovedì, oltre che la domenica. Ma si parla, appunto, di vent’anni fa e, qualora non ve ne foste accorti, sono cambiate un po’ di cose nel corso del tempo, tra cui abitudini, modi di vivere e contratti lavorativi. Al giorno d’oggi, grazie a dio, tante più donne – che di solito si occupano della spesa – lavorano tutta la settimana e quindi, a rigor di logica, mi sembra normale che la spesa la facciano di domenica oppure in tarda serata e il discorso vale anche per gli uomini, ovviamente, per cui evitate frasi come quella citata prima, perché ci azzecca come i cavoli a merenda con la situazione attuale. In più la trovo un insulto verso i disoccupati che si leccherebbero le dita di mani e piedi se potessero lavorare la domenica.

Parliamo poi un attimo di coerenza, che in questo preciso caso mi sembra fondamentale: perché vi battete per i diritti di chi lavora anche nei giorni festivi, se siete i primi che la domenica vanno a mangiare da Mc Donald’s, da Burger King o in qualsiasi altro ristorante? Pensate che i camerieri e i cuochi siano contenti di dover lavorare la sera del 24 dicembre o il giorno di Natale? La risposta è no, però lo fanno perché ne hanno bisogno, così come ha bisogno di lavorare chi lo fa di domenica. Eppure voi non fate a meno di usufruire di questi servizi e non vedo lamentarvi di questo, né battervi per loro. Perché vi sentite in dovere di criticare queste politiche aziendali che portano a tenere i supermercati aperti la domenica e gli altri giorni festivi, se siete i primi che a Ferragosto vanno a farsi un giro nei grandi centri commerciali per fare shopping?  Non vi ho mai nemmeno visti amareggiati perché nelle fabbriche ci sono operai che lavorano anche nel fine settimana, sono lavoratori di serie B per caso? No, non lo sono. Semplicemente si tratta di fasce di lavoratori che operano durante le feste e nei fine settimana da decenni e quindi non vengono “notati” dall’indignazione comune. Ma proviamo a cambiare gli orari e le giornate di apertura dei supermercati e boom, scoppia la polemica.

Non capisco davvero dove sia il problema, a parte le noie da me sopraccitate: se la gente va a fare la spesa anche la domenica, vuol dire che ci sarà bisogno di più lavoratori e quindi ci saranno più persone che guadagneranno, è abbastanza elementare direi. Il vero problema, dunque, è che a noi italiani piace lamentarci sempre: se non c’è lavoro e  se c’è crisi, ci lamentiamo – in questo caso giustamente – se invece la gente inizia di nuovo a comprare e quindi ci si allinea alle abitudini europee e non solo e si inizia a tenere aperti i negozi anche la domenica e la sera, facendo guadagnare qualche soldo in più ai dipendenti, ci lamentiamo comunque. Dove vogliamo arrivare se ci lamentiamo per qualsiasi situazione? Piuttosto battiamoci per quelle aziende che non pagano adeguatamente i dipendenti che lavorano anche di domenica e durante le feste, questo è un vero problema legato a questa vicenda. Battiamoci per quelle aziende che fanno lavorare i dipendenti il giorno di Natale, di Pasqua o la sera del 31 dicembre – perché no, in questi specifici giorni non c’è davvero bisogno di andare a fare la spesa o di fare shopping e il cenone si può fare anche in casa, senza dover andare per forza al ristorante – anziché per i supermercati aperti nei fine settimana.

Che poi se Gianni Morandi fosse venuto a fare la spesa nel supermercato dove lavoro io, sarei stata solo contenta di servirlo. Di sicuro non sarebbe stato come quei clienti che nemmeno ti salutano, anzi, probabilmente ci saremmo anche fatti un selfie insieme.

P.S: Dottori, infermieri, farmacisti, agricoltori, allevatori, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, operai della FIAT o di tantissime altre aziende, assistenti di volo e hostess di terra, controllori di treni, bus, e tram, macchinisti, autisti, tassisti, casellanti autostradali, panettieri, pasticceri, bagnini, dipendenti di McDonald’s, Burger King, Ikea, Leroy Merlin, di ristoranti, pizzerie, paninoteche, hotel, B&B, cinema, piscine, stazioni sciistiche, stabilimenti balneari, zoo, parchi tematici e di muse, giornalisti, giornalai. Certamente ne ho dimenticati tanti altri, ma questo elenco basta già a far capire quante persone lavorano anche di domenica  DA SEMPRE. Eppure non vi ho mai visti lottare per il loro riposo domenicale. Pertanto armatevi di coerenza e finitela con questa polemica, se tutte queste persone lavorano di domenica, non vedo perché anche i dipendenti di un supermercato non possano farlo.