Una delle parole chiave di tantissimi comizi e/o discorsi politici degli ultimi 5-7 anni in Italia è sicuramente “politicamente corretto”, aggettivo sostantivato che ha ormai (a dispetto del nome!) una valenza totalmente negativa. Nel 95% dei casi è riferito in contrasto al “politicamente scorretto” che invece viene sbandierato come un valore, soprattutto da una certa parte politica più incline a mostrare il petto.

Molto spesso questo concetto viene poi anche dibattuto nei vari talk shows e segmenti televisivi di approfondimento politico. Molto spesso se ne parla totalmente a caso.

Il termine “politicamente corretto” nasce all’inizio degli anni ‘80 in America e sta a significare un modo di fare politica (ma non solo) che rispetti le idee, volontà e identità di tutti. Nel corso degli anni è poi diventato un termine dispregiativo che vuole identificare chi non ha il coraggio di dire certe cose quando vanno dette.

Questo è un preambolo necessario per parlare dell’oggetto del titolo. Infatti la concezione del “politicamente corretto” nasce in risposta all’ondata di razzismo, antisemitismo e violenza dell’America di quegli anni e che faceva, invece, del “politicamente scorretto” la propria bandiera.

Ma cos’è il “politicamente scorretto”? Anche qua, per rispondere, bisogna fare un passo indietro. Questo termine nasce, sempre in Usa, molto tempo prima, negli anni ‘40, e, fondamentalmente, allora come oggi è una grande paraculata. E’ sempre stato un modo per cercare di difendere il proprio razzismo e dotarlo di un valore altro, uno scudo da poter usare a proprio piacimento. Bisogna infatti capire che quando un politico o una persona usava (o usa oggi) il “politicamente scorretto” lo fa sostanzialmente perché vuole poter usare parole come “neg***, “froc**”, “finoc****”, ecc. Oppure per poter dire parole comuni (ad esempio “ebreo”, “zingaro”, “immigrato”, “buonista”, ecc) dandogli un significato totalmente negativo.

Di solito il concetto che si vuol far passare è: “non sono razzista, non odio i neg*** ma penso che i neg*** siano pericolosi, incivili, ecc e non li voglio qua o almeno non voglio che godano dei miei stessi diritti”. Potete sostituire la parola “razzista” con “omofobo” e la parola “neg***” con “froc**” ma il discorso non cambia. Questo è alla base, alla nascita del concetto in sé. Ovviamente al grande pubblico è stato e viene venduto, come già detto, come se fosse un valore: essere politicamente scorretti equivale a dire la verità per quanto faccia male.

Solo semantica? Non proprio. La questione del “politicamente scorretto/corretto” è molto più impattante nella nostra vita di quello che sembra.

Innanzitutto va ricordato che essere politicamente scorretti, principalmente in modo “elevato” culturalmente, era cosa comune già ai tempi di Greci e Romani, quando l’oratoria, soprattutto in campo politico era sì cosa alta e raffinata ma non risparmiava bastonate che oggi varrebbero la querela. Nessuno si è inventato nulla, insomma.

Bisogna anche ricordarsi che tutta la questione nasce negli Stati Uniti, dove nella politica (ma non solo) è abbastanza normale, soprattutto tra i Repubblicani, essere molto scorretti. Pensiamo a Nixon, o più recentemente a Trump, due pesi massimi in quanto a scorrettezze e colpi bassi. Citerei anche Roger Stone, uno dei massimi teorici contemporanei (insieme a Steve Bannon) di cosa vuol dire politicamente scorretti. In Italia non è possibile non citare Salvini che, anche grazie alla sua “macchina social”, è forse uno degli esponenti moderni migliori.

Lui è esattamente l’incarnazione perfetta del politico politicamente scorretto. Ogni suo tweet o post riesce ad essere scorretto quanto basta per far arrabbiare migliaia di persone e diventare virale. Se non fosse ministro ma sponsorizzasse qualche prodotto (oltre a se stesso) sarebbe milionario. Anche la Meloni spesso e volentieri prova ad esserlo ma a volte inciampa in qualche argomentazione o frase fuori fuoco.

Essere politicamente scorretti, però, è sempre un gran bel rischio. Un po’ perché bisogna sporcarsi le mani (e saperlo fare) un po’ perché è sempre una scommessa. Passare da “stronzi” con una eccezione positiva a “stronzi” con l’eccezione da “figlio di mignotta” è veramente un attimo. Tornando agli esempi americani di cui sopra, lo sa molto bene Nixon che verrà per sempre ricordato come un personaggio disgustoso e il cui nome ormai è un insulto. Lo sa anche bene Trump che rischia di passare come uno dei peggiori presidenti di sempre e che, quando finirà il suo mandato da presidente, rischia di dover affrontare enormi conseguenze personali. Un po’ come Roger Stone che rischia svariati decenni di galera.

Questo perché non basta solo dire cose politicamente scorrette per essere credibile, bisogna anche farle. E bisogna averci il fisico per farle e sopportarle.

Infatti una delle conseguenze peggiori di questa ondata di “scorrettezza” è che un po’ tutti se ne fanno bandiera, dai politici locali al vicino di casa, ma, mooooolto spesso, è solo una boutade, una paraculata. E facile spargere odio e bassezze varie ma se non si ha il coraggio e la forza di sopportare quelle ricevute si fa una figura barbina. Non c’è nulla di peggio di un bullo che si offende facilmente e si mette a frignare.

Lo sa bene una wannabe politicamente scorretta di “fascia alta” come Alessandra Mussolini che si è vista raffigurato il nonno Benito penzolante e a testa in giù in un disegno dell’attore comico Jim Carrey. Il buon Jim è solito pubblicare spesso disegni satirici (alcuni davvero scorretti) a sfondo politico, soprattutto contro Trump e le destre. Ne è nato un alterco virtuale con la Mussolini che prima l’ha insultato e poi è andata a lamentarsi con Trump. Tutto via Twitter, nel 2019. Che epoca meravigliosa!

Il problema (oltre all’inglese non proprio perfetto) per la Mussolini e che facendo così, ha “perso” il dibattito in partenza: lei si è sempre vantata di essere contro il politicamente corretto ma, messa veramente alla prova, ne è uscita male. Lo dimostra il fatto che è immediatamente diventata, per l’ennesima volta, un meme vivente.

Tralasciando la politica e i personaggi famosi, potete provare voi stessi a fare i Jim Carrey della situazione con qualche conoscente autoproclamatosi politicamente scorretto: conoscete qualcuno che ha posizioni omofobe? Sotto ogni foto in cui è con qualche amico dello stesso sesso scrivetegli un commento omofobo e vedrete la reazione; conoscete qualcuno che si lancia spesso contro la sinistra? Ditegli che quando ci sarà la rivoluzione pasteggerete coi suoi figli; Conoscete un cinquestelle? Chiedetegli le foto della Sarti per farvi una sega.

Capite bene dagli esempi che tutto questo ha un costo altissimo. Non solo in termini di valore del dibattito che, se possibile, diventa negativo ma anche perché si innesca un circolo vizioso dove si scende sempre più in basso per colpire l’avversario. In un epoca di avvocati e denunce facili, se non siete con le spalle coperte, il giochino al ribasso è davvero rischiosissimo. Perchè è facile fare i leoni da tastiera ruggendo, lo è molto meno leggendo. Pensate a quanti hanno dato della malata di mente all’attivista sedicenne Greta Thumberg come se fosse una cosa da dire così, con leggerezza.

Peccato che se agli stessi dite la medesima cosa dei loro figli sedicenni, vanno in escandescenza. Essere davvero politicamente scorretti è per pochi, tutti gli altri non se lo possono permettere.