Nell’ultima gara della MotoGP si è assistito all’ultimo “scontro” tra due grandi piloti: Valentino Rossi e Marc Marquez. I due non si stanno simpatici e pure le loro due tifoserie. Uno il campionissimo italiano ormai agli ultimi anni di carriera (potrebbe provarci in altri ambiti e/o sport) e l’altro il giovane spagnolo arrembante, affamato di vittorie e mondiali.

Marquez si è sempre attirato addoso critiche e complimenti in egual modo per la sua aggressività al limite del regolamento nel contesto di uno sport regolato ancora da atteggiamenti signorili e di solito molto sportivi. Durante il Gran Premio di Argentina, Marquez ha buttato fuori pista Rossi (dopo aver colpito altri 3 piloti). Ovviamente sono scoppiate le polemiche e le risse social tra tifosi: per alcuni i contatti sono intenzionali e per altri sono episodi di gara, cose che possono succedere.

La gran parte delle persone sembrano propendere per la parte di Rossi e della gratuità e scorrettezza premeditata delle azioni dello spagnolo. Forse è così, forse no. Non lo so. Quello che so è che a Rossi abbiamo sempre perdonato molto, sia per fatti di pista che per fatti al di fuori delle moto. Vedere spallata a Gibernau nel 2005 o la spinosissima questione delle tasse non pagate nel 2007.

Rossi è un campione simpatico, con il suo sorriso, il suo dialetto, le sue vittorie e i suoi dopo-gara. Ha portato il motomondiale ad avere visibilità sconosciuta prima e ha fatto godere milioni di tifosi e appassionati. Marquez invece riesce a risultare antipatico qualunque cosa faccia. Spesso ci mette molto del suo ma a volte penso che si prenderebbe gli insulti anche aiutasse una suora ad attraversare la strada. Rossi è un buono, Marquez uno str****. Poco importa che molti addetti ai lavori ci vedano più somiglianze (sportivamente parlando) che differenze.

Ma Rossi non è il solo. Provate a parlare male di Buffon e delle accuse di scommesse illecite, di Conor McGregor e del suo pessimo controllo della rabbia, di Gascoigne e della sua vita sregolata. Persino di Lance Armstrong (ma il ciclismo è tristemente pieno di esempi), nonostante abbia frodato per anni un intero sistema sportivo, si preferisce non parlarne che parlarne male.

I campioni, soprattutto se sono simpatici, acquisiscono una speciale immunità. Quando diventano il simbolo di uno scontro tra nazioni, non parliamone. Rossi vs Marquez, Italia vs Spagna, come nelle migliori tradizioni. Pensate solo se al posto del pilota spagnolo ci fosse un collega francese.