rugbySabato sera è calato il sipario sul Mondiale inglese, con un avvincente atto finale che ha visto gli All Blacks imporsi per 34-17 sui Wallabies.

Le attese di tutti sono state soddisfatte, con una partita giocata a ritmi elevati, un tasso tecnico molto alto ed entrambe le squadre a giocarsela senza paura. La differenza l’ha fatta la perfezione dei tuttineri, capaci di portarsi sul 21-3 a inizio secondo tempo, subire la rimonta australiana e sul -4 piazzare l’allungo decisivo che spegne le speranze australiane e gli consegna la seconda Coppa del Mondo consecutiva.

Come Nigel Owens fischia il calcio d’inizio, si capisce subito che entrambe le squadre, nonostante la posta in palio, vogliono giocare la partita come meglio sanno fare, attaccando e muovendo il pallone. Viene fuori un primo tempo molto bello, dove a 3 punizioni di Carter risponde una di Foley ma con i tuttineri che stazionano nella metà campo australiana in maniera stabile. Pur avendo due terze linee come Pocock e Hooper, in grado di rallentare (o rubare) buona parte dei palloni neozelandesi, gli attacchi degli ABs sortiscono il loro effetto con la meta di Milner-Skudder segnata al ’40; squadre che vanno così al riposo sul 16-3.

Il gap è di quelli importanti e a inizio secondo tempo aumenta ancora, con Nonu che va in meta dopo pochi minuti di gioco e risultato che passa così sul 21-3. Australia che potrebbe capitolare, è una marea di punti da recuperare in un solo tempo di una finale mondiale, ma questo non accade. I Wallabies si buttano all’attacco e iniziano a guadagnare metri, mettendo sotto pressione gli avversari, che rispondono bene ma che si prendono un giallo per placcaggio pericoloso.

All Blacks in 14 per 10 minuti e Australia che produce il massimo sforzo, concretizzando alla grande e mostrando di essere una grande squadra. Due mete nel giro di 10 minuti li riportano a soli 4 punti dai neozelandesi. Partita nuovamente aperta ma nessuno ha ancora fatto i conti con Dan Carter, che infila un drop perfetto da quasi metà campo e riporta così gli ABs avanti di 7, a distanza di sicurezza. Poco dopo si ripeterà con una punizione, aumentando il vantaggio e facendo così entrare la sua squadra con un confortevole vantaggio di 10 punti negli ultimi ’10 di partita. Non a caso, a fine match, Dan Carter si prenderà meritatamente anche il titolo di Man of the Match.Sonny_Bill_Kriel

Wallabies che attaccano con la forza della disperazione e sono costretti all’errore per forzatura. Neozelandesi che recuperano il pallone, lo calciano in avanti e il più veloce di tutti è Barrett, che sigla l’ultima meta dell’incontro, poi trasformata per il 34-17 finale. Il fischio finale sancisce l’entrata nella storia di questa squadra, composta da atleti e uomini quasi perfetti.

Dal 2011, dopo aver vinto la RWC in casa, questa squadra ha vinto più del 90% delle partite giocate, mettendo in mostra delle capacità impressionanti, con cifre da urlo che non si erano ancora viste nell’era moderna del rugby. Questa squadra ha battuto quasi ogni record, stabilendone di nuovi e alzando sempre l’asticella. Con questa vittoria ne fissano un altro ancora, diventando la prima squadra a vincere due RWC consecutive.

Questi risultati sono stati possibili grazie a grandi giocatori come Mc Caw, Carter, Nonu, Smith e tanti altri..ma anche dalla competenza e dalle capacità dello staff che gli sta dietro, dalla federazione e dalle capacità di pianificazione che hanno portato il movimento neozelandese a diventare quello che è.

Per chi avesse dubbi, non preoccupatevi…hanno già pronti i giocatori che sostituiranno nei prossimi anni questi campioni e non ci sono dubbi, saranno all’altezza di tutto questo.