di Irene Ghia

Con un occhio aperto e l’altro chiuso scrollo la home di Facebook. Quante volte mi sono ripromessa di non iniziare così la giornata? Troppe. In ogni caso, me ne pento quasi subito perchè mi imbatto in una notizia, che recita:
“Cartello anti – Salvini alla marcia di Milano, il ministro posta la foto della ragazza: parte la gogna social’.

Apro l’articolo, ma già a ‘ministro posta la foto della ragazza’ mi sale una carogna pazzesca e quindi prima di aprire ci penso due volte.

Salvini posta l’ennesima foto fuoriluogo sulla sua pagina Facebook e fin qui tutto nella normalità. Nella foto c’è una ragazza che ad una marcia per i diritti sventola un cartello su cui c’è scritto: ‘meglio buonista e putt… che fascista e salviniana’. Tralasciando il fatto che vedo poco professionale un vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno che posta con la costanza che io nel farmi tutte le sere la tisana al limone e zenzero, mi sono chiesta se fosse uno scherzo. In un epoca in cui è sempre più sentita e appoggiata la causa femminile, con tutti gli argomenti che la riguardano, dagli stipendi non uguali agli atti di violenza, lui che fa? Prende una ragazza e la espone pubblicamente: ‘che gentil donna’. Da li in poi in 43 mila ebeti insulteranno, minacceranno e derideranno Giulia, la Giulia che potevo essere io, la Giulia che poteva essere una nostra amica o figlia.

La cosa davvero ironica è che Giulia quel cartello l’aveva fatto per rispondere a insulti a lei rivolti in una precedente parata antifascista. Minacce di morte, stupro, insulti di ogni genere si trovano sotto la foto di questa ragazza. E non si parla di 2 o 3 commenti da parte dei soliti idioti, ma 43mila. Puoi avere un autostima grandissima, ma non so come reagirei io se vedessi un mondo intero rivoltarmisi contro che mi odia e che mi incita al suicidio. Sicuro non mi farei quattro risate.

Quelli che risponderanno ‘se l’è cercata’, non ci provino nemmeno. E quelli che dicono ‘e ma voleva solo visibilità’, stiano muti. Vi immagino ad un evento pubblico, tipo partita di uno sport a caso, che gridate cori verso la squadra avversaria. Il giorno dopo, la pagina della squadra avversaria decide di postare una foto in cui siete con la maglietta della vostra squadra. Sopra di questa foto , il poeta, scrive: ‘bravo scemo, la tua squadra fa schifo’. Sotto questa foto commenti pesanti, come quelli che ci sono sotto la foto di Giulia.

Un ministro che invece di proteggere la propria patria dalla violenza, la istiga.

Ah, e gentil donna sono con chi voglio e chi se lo merita, mio caro.