Martedì 6 Gennaio alle ore 15:45 in Florida – in Italia erano le 21:45 e quasi tutti erano davanti alla tv a vedere Sanremo – dal famoso Kennedy Space Center della NASA a Cape Canaveral è partito il test del razzo Falcon Heavy.
Il Falcon Heavy è attualmente il razzo più grande e potente a disposizione – qualche giornale ha riportato erroneamente “di sempre” ma in realtà il record lo detiene ancora il Saturn V – costruito dall’azienda Space X dell’eccentrico miliardario sudafricano Elon Musk. Sebbene fosse solo il primo vero lancio a tutti gli effetti, si è concluso in maniera praticamente perfetta: due dei tre razzi di propulsione sono ritornati indietro atterrando simultaneamente, mentre quello principale ha avuto un guasto (non inaspettato) e non è riuscito a centrare la piattaforma d’atterraggio nell’oceano. Nei piani di Space X, il Falcon doveva portare il modulo principale, situato alle testa del razzo, fino all’orbita di Marte ma sono riusciti a “spingerlo” addirittura oltre. In questo modulo principale c’era (e c’è) una Tesla Roadster, macchina sportiva elettrica, con al posto di guida un manichino con la tuta spaziale di Space X. Sul cruscotto campeggia la scritta DON’T PANIC (citazione da “Guida galattica per autostoppisti”) e l’autoradio era fissa su “Life on Mars?” di Bowie (anche se all’inizio di pensava di usare “Spece Oddity”). Una bella serata per i Nerd.
Questo lancio è stato molto importante perchè ha dimostrato che oggi si possono fare lanci nello spazio abbattendo notevolmente i costi (un lancio del Falcon Heavy costa 90 milioni di dollari rispetto ai 350 di una qualsiasi altra compagnia spaziale) ma con capacità di carico ben maggiore. La tecnologia che riporta i razzi propulsori a terra permettendo il loro riuso è la chiave di volta che si spera possa riaccendere il fuoco delle esplorazioni spaziali.
Elon Musk, oltre ad essere un visionario, è anche uomo social e sa farsi molto bene pubblicità. La trovata della macchina ha fornito contemporaneamente: visibilità alla sua azienda di auto elettriche Tesla, visibilità all’impresa grazie ai video immediatamente virali della macchina stessa nello spazio, dati importanti sulla tenuta della tuta spaziale di Space X di nuova concezione e mostrato alle altre agenzie pubbliche e militari che il Falcon Heavy può portare in orbite “lontane” apparecchiature importanti e che funzionano anche dopo il lancio. In aggiunta ha dimostrato che la Terra non è piatta, anche se i complottismi non si fermeranno comunque. A questo proposito è interessante paragonare questo lancio a quello del razzo “fai-da-te” del terrapiattista Mad Mike Hughes che voleva dimostrare la non sfericità terrestre. Il Falcon Heavy è riuscito, quello di Mad Mike non si è nemmeno acceso.
In queste ore è inevitabilmente partito il dibattito sull’utilità di spendere dei soldi per imprese del genere. Tralasciando le semplificazioni, l’ignoranza, il populismo, ecc, sono imprese come queste che spingono la ricerca scientifica in campi che non penseremmo mai. E’ la passione (e i soldi) di persone come Musk e dei suoi collaboratori che fanno in modo che la tecnologia che utilizzano loro possa poi venire utilizzata anche da noi per migliorare la nostra vita. Pensiamo a quanti satelliti in orbita usiamo quotidianamente (navigatori, meteo, tv, ecc) o all’agricoltura idroponica.
Ieri sera è stato un bel momento per la scienza, per lo spazio e, si spera, per il nostro futuro.