La Montagna da sempre é l’anima del Giro d’Italia con i suoi campioni che hanno spianato le salite più arcigne entrando nella leggenda soprattutto perché le imprese più belle sono incorniciate da candidi muri di neve.
In otto giorni si é giunti in territorio dolomitico attraversando lo stivale dall’Abruzzo. Il Gran Sasso, l’altopiano di Campo Imperatore, il vento in faccia, uscire allo scoperto é da coraggiosi ma lottare contro un gruppo di corridori sin dal primo chilometro soprattutto contro i big della classifica generale quando la montagna sembra respingerti con tutti i suoi elementi naturali é IL CICLISMO. Filippo Masnada, dell’Androni Sidermec, interpreta questo sentimento sincero che traspare dalla fatica di un giovane che combatte contro vento portando verso la cima e con se le tante speranze e anche quelle di una squadra diretta da Gianni Savio che soprattutto crede nei giovani talenti regalando alla grande Corsa Rosa ad ogni tappa tante emozioni con le loro splendide fughe. Anche se non ha vinto Filippo Masnada é come lo avesse fatto, nonostante la dura legge del ciclismo reciti diversamente.
Giunti in Carnia, altra terra arcigna, il Giro é giunto ad Ovaro dove inizia il versante più duro della montagna più dura d’Europa, lo Zoncolan. É stato il solito, ma sempre unico, spettacolo: La montagna si trasforma in uno stadio naturale dove si consuma il duello più bello fino a questo punto, del Giro, lo scontro tra un Chris Froome ed i suoi fantasmi più o meno veri e Simon Yates in Maglia Rosa che doma il mostro della Carnia, lo Zoncolan, ma non il campione di casa Sky che tanto ha messo alla frusta Wout Poels, suo fido scudiero. Froome ha affrontato lo Zoncolan con il carattere di uno che ha dominato 4 Tour de France mentre tutti gli altri limitano i danni.
Yates, invece, rimane in maglia Rosa anche dopo lo Zoncolan guadagnando secondi preziosi, arrivando 2*, sui diretti avversari per poi dominare la tappa con arrivo a Sappada e colorando sempre più di Rosa la sua corsa giungendo al giorno di riposo che anticipa la cronometro di Trento con una consapevolezza che può battere anche un campione del mondo di specialità come Tom Doumulin rimanendo in Maglia Rosa anche nella terza settimana, quella decisiva e colma di montagne alpine piemontesi che da sempre hanno deciso le sorti del Giro