Tempo fa scrissi un articolo riguardante gli atti terroristici per mano dell’Isis in Francia e per l’occasione mi presi il permesso di citare una frase del celebre stand up comedian George Carlin: “Per me il terrorismo è eccitante. È eccitante. Penso che l’idea stessa di poter mettere una bomba in un mercato e uccidere centinaia di persone sia eccitante e stimolante e la vedo come una forma di spettacolo. Spettacolo, ecco cos’è!”.

Ora, facciamo un piccolo gioco. Sostituiamo la parola “terrorismo” con “contagio” e “mettere una bomba in un mercato” con “infettare intere città” ed ecco che la frase funziona perfettamente lo stesso, offrendo uno spaccato fedele della realtà mondiale ma soprattutto italiana di questi ultimi giorni.

Alle superiori ricordo che immaginavo spesso di ritrovarmi nella classica situazione da apocalisse zombie, tutto deserto, a combattere ogni giorno per la mia stessa sopravvivenza evitando qualsiasi tipo di contatto umano. La mia città (Carmagnola, in provincia di Torino), mi ha aiutato molto per la questione del “tutto deserto” e il mio caratteraccio per quella del “evitando qualsiasi tipo di contatto umano”, ma di zombie nessuna traccia.

Mai avrei pensato che lo zombie sarebbe poi diventato un virus del sol levante.

Questo meraviglioso 2020 è iniziato con i meme della Terza Guerra Mondiale, più desiderata che temuta. Ora, dopo solo due mesi, è stata spodestata dai meme sul coronavirus, un gran passo avanti visto che sono reali. E la motivazione del loro successo è sempre la stessa: siamo un branco di paranoici annoiati.

Se si mettono dei bambini super annoiati in una stanza e poi si lancia qualsiasi cosa in mezzo a loro, un giocattolo, una pistola o un virus, i bambini pur di togliersi dalla noia inizieranno ad impazzire, gasandosi con le loro stesse urla e perdendo il controllo in 0.3 secondi netti.

Noi siamo gli Usain Bolt della demenza.

L’immagine di un contagio globale è così affascinante per alcune persone che non vedevano l’ora di sentirsi un po’ Rick Grimes e mettere un po’ di pepe nelle loro patetiche vite indesiderate. I supermercati sono stati presi d’assalto, la gente si barrica in casa e poi, incredibilmente, le stesse persone che hanno deciso di seguire questa condotta allarmista sono le stesse che poi piangono davanti alle telecamera dicendo “questo non è vivere”. Beh, forse avresti dovuto mantenere i Nutella biscuits come bene di lusso supremo in Italia e non passare il testimone all’Amuchina comprandone un bancale per la tua stupida prole, innanzitutto.

Una percentuale infima di decessi viene trasformata in una gigantesca ghigliottina azionata da noi stessi. Le uniche persone che realmente devono temere questo virus sono quelle che già di per sé hanno problemi di salute o bassissime difese immunitarie. Ma questo all’informazione non importa mica. Dicono “non vogliamo creare allarmismi” e poi definiscono le comunità cinesi in Italia come i nuovi untori.

E pensare che per riuscire a superare questo problema basterebbe fare una cosa semplicissima, ascoltare. Ma ascoltare le persone giuste, non lo zio Carmelo che ti dice di non uscire di casa perché sennò muori, ma le persone competenti, gli scienziati, i medici, quei poveri minchioni che hanno studiato l’origine della merda con la quale vi riempite la bocca e dite “mmmh, che buona!”. Evitate i luoghi affollati ma non è necessario barricarsi in casa. Lavatevi, schifosi caproni. Mettetevi la mano davanti quando starnutite.

Basta così poco per essere intelligenti e seguire una condotta adatta alla situazione, ma serve ancor meno fatica per essere un idiota paranoico a cui serviva un motivo in più per lamentarsi sui social.

Per citare Matrix, forse non è il coronavirus, ma siamo noi il virus di noi stessi. Come li puoi definire una persona che aggredisce una donna cinese per strada per paura del contagio o un gruppo di ragazzi che malmenano un filippino perché ha gli occhi a mandorla? Sbagliati, ecco come. Degli errori. Una malattia.

Forse siamo davvero noi il virus e il coronavirus è AVG, Norton o qualsiasi altro antivirus installato da una qualche entità superiore che si è resa conto di aver diminuito troppo i neuroni dei propri Sims.

[immagine: Memografo]