Queste ultime due giornate di Champions hanno regalato emozioni a palate per tutti quelli che amano il calcio italiano e non. 

L’impresa della Roma è stata una partita d’altri tempi, con un Barcellona annichilito dai giallorossi che chiamati all’impresa storica hanno rimontato il passivo dell’andata rifilando 3 gol, e mandando in delirio tutti i tifosi presenti allo stadio e un’intera città con l’accorata soddisfazione anche per tutti i tifosi di altre squadre che hanno manifestato gioia e congratulazioni nei confronti di Di Francesco e i suoi ragazzi.

E l’impresa stava per ripetersi anche la sera successiva, quando la Juventus si presenta a Madrid con 3 gol da recuperare a seguito della sconfitta d’andata, ed all’ultimo minuto di recupero quando i bianconeri conducevano meritatamente per 3-0 e si preparavano ai tempi supplementari, Benatia salta sulla schiena di Vazquez, l’arbitro fischia il rigore, Ronaldo segna e la Juve esce, dopo una partita giocata comunque alla grande.

Avrei voluto (magari anche masticando amaro) parlare di questo, invece lo spettacolo vero si è avuto tra il fischio del rigore fino a tarda sera nel dopo partita.

Da Chiellini che in campo si rivolge a Varane urlandogli “you pay, you pay” per proporgli la nuova tariffa telefonica che ti fa parlare facile gratis in Italia, ma paghi un po’ di più all’estero, ad Andrea Agnelli che si impossessa dei microfoni nel post-gara, chiede la Var anche in Europa, e dice che gli arbitri sono affetti da sudditanza psicologica nei confronti delle grandi squadre straniere (aspetta questa cosa devo averla già sentita da qualche parte).

Ma la vetta altissima arriva alla fine, entra in scena Gigi Buffon che dopo l’assegnazione del rigore si è buttato come una furia sul direttore di gara, giocandosi (in questo caso comprensibilmente) tutte le bestemmie da qui al 2045, e venendo di conseguenza espulso.

Il Capitano bianconero, ed ex capitano della Nazionale inizia un discorso pastoral-filosofico: “Era sicuramente un’azione dubbia. E un’azione dubbia al 93′, dopo che all’andata non ci è stato dato un rigore sacrosanto al 95′, non puoi avere il cinismo per distruggere una squadra che ha messo tutto in campo. Non è questione di sapere arbitrare, deve anzitutto aver visto la partita d’andata, e magari al ritorno sei più sereno e fischi le cose eque”
“Non so se lo ha fatto per un suo vezzo e per mancanza di personalità, ma un essere umano non può decretare l’uscita di una squadra. Uno così al posto del cuore ha un bidone d’immondizia. Se non puoi stare in campo in una partita simile, te ne stai in tribuna con moglie e figlia a mangiare le patatine (chiaro spottone allo sponsor che lo ha ormai reso famoso n.d.r.) Non sapeva dove si trovava, non sapeva quali squadre si affrontassero, non conosceva i calciatori in campo, non sapeva un c …! Il Real ha meritato, ma l’arbitro doveva avere la sensibilità per capire il disastro che stava facendo. Non può permettersi di rovinare un’impresa epica”.

Dichiarazioni prese così in ordine sparso, con la chiusa che l’arbitro “Ha commesso un crimine all’umanità sportiva” (i caschi blu dell’Onu si son messi già tutti in allerta).

Caro Gigi io ti capisco, non sai quante volte mi son trovato io e tanti altri tifosi in Italia a perdere una partita all’ultimo minuto, o con un rigore dato un po’ così, uno di quei rigori che alle piccole squadre non si danno mai ma a quelle grandi sì. E quando queste cose capitano ci si incazza, uuuh ci si incazza come delle bestie, perché ti sembra un’ingiustizia aver dato l’anima e vedere tutto vanificato in un secondo, per un fischio, per un gol annullato o per un fuorigioco non fischiato.

Io quindi capisco la tua rabbia, la capisco eccome, capisco meno perché il direttore di gara Oliver avrebbe dovuto, prima di dirigere l’incontro, guardarsi la partita di andata a Torino, che cosa ne avrebbe dovuto capire? Non volevi mica dire che l’arbitro avrebbe dovuto farsi condizionare da eventi passati per favorire o meno una o l’altra squadra? Io non credo non sarebbe da te.

Ecco, visto quindi le tue dichiarazioni di ieri sera, sono comunque contento che tu sia finalmente giunto a certe conclusioni, che gli arbitri debbano giudicare con sensibilità e umanità nei confronti dei più deboli, e noi tifosi, che siamo piccoli cassonetti dell’immondizia, siamo certi che d’ora in avanti, quando la tua squadra si vedrà assegnare un rigore un po’ dubbio (avrebbero qualcosa da dirti i tifosi del Benevento di domenica scorsa, tra l’altro), o addirittura inesistente, o magari ti entra un pallone in porta e il guardialinee non se ne accorge (c’è qui vicino anche Muntari che ti saluta davvero un casino), tu possa andare dall’arbitro e ricordargli questi precetti di umanità e carità che renderanno certamente il nostro calcio migliore, e maggiormente considerato in Europa e nel mondo.

Un cassonetto differenziato per il rigore regalato.