Ne stiamo parlando tanto ma c’è bisogno di parlarne ancora. Il caso Weinstein ci sta facendo scoprire, letteralmente ogni giorno, nuovi casi e nuove situazioni. Non tutte legate solo a lui o all’ambiente cinematografico in generale.

Questa volta, voglio prendere la questione da un punto di vista generale, etico e fare un passo indietro. Tutti abbiamo condannato le molestie ma voglio considerare un ulteriore aspetto: il rapporto tra due persone con un diverso grado di potere all’interno dello stesso ambiente lavorativo. Sul lavoro nascono tantissime storie d’amore o anche di solo sesso, nessuno si scandalizza per questo. Però nei vari uffici, nei vari lavori esistono posizioni di potere che possono agevolare qualcuno e complicare la vita ad altri. Ecco, un eventuale rapporto amoroso – specifico consenziente – come andrebbe considerato?

La risposta può sembrare semplice e banale ma negli ultimi giorni mi ha dato da pensare. Se Weinstein non fosse stato così potente l’avrebbero denunciato subito. Ma prima ancora delle gravissime cose che ha fatto, avrebbe dovuto chiedersi se provarci con un attrice che stava producendo, non fosse deontologicamente sbagliato.

Cerco di chiarirmi ulteriormente: se una persona in una posizione di forza nel suo lavoro è attratto da un dipendente o collega di minor posizione (o viceversa), viene ricambiato e ne nasce una storia, è una cosa corretta? Chi stabilisce poi (magari dopo anni) che il capo non si è comunque approfittato di qualcuno che stava più in basso di lui (o viceversa)?

Lungi da me esser bacchettone ma personalmente i rapporti nei luoghi di lavoro andrebbero evitati e a maggior ragione quelli tra chi è in cima e chi no. Al cuore non si comanda ma nemmeno ad un eventuale clima del sospetto. Il problema è che il discorso si potrebbe applicare anche ad un rapporto di amicizia: quanti gesti tra amici sarebbero inopportuni in un qualsiasi altro contesto? E se una persona fa un complimento ad un’altra? Chi decide per ogni sfumatura cos’è inappropriato e quando?

L’escalation si può fermare solo ritrovando un maggior rigore deontologico, anche a scapito dei sentimenti. Il rispetto passa anche attraverso questo.