Questo fine settimana, a Verona, si terrà il Congresso Mondiale delle Famiglie. Se volete sapere di che cosa si tratta e conoscerne l’origine e l’evoluzione su ilPost potete trovare un articolo che fornisce risposte dettagliate a tutte le vostre domande.

Sintetizzando, il Congresso Mondiale delle Famiglie, è un evento finalizzato a radunare i movimenti antiabortisti, anti LGBTQI e antifemministi. E’ un convegno che riunisce esponenti dell’estrema destra, cattolici e non, frange integraliste ed è stato definito dal Southem Poverty Law Center come “un gruppo d’odio”. Si terrà a Verona (una delle capitali della Repubblica di Salò, Sede del comando generale della Gestapo e, in tempi più recenti, la prima città italiana ad approvare una mozione contro i gay) e vedrà protagonisti anche esponenti politici di Paesi in cui l’aborto è illegale e l’omosessualità viene perseguita.

All’evento prenderanno parte alcuni rappresentanti della politica italiana, come Matteo Salvini (divorziato e con una figlia nata da una convivenza) e Giorgia Meloni (convivente con una figlia nata al di fuori del matrimonio).
Tra i vari personaggi politici che presenzieranno all’evento vi sarà, ovviamente, il promotore dell’iniziativa: Lorenzo Fontana. Leghista e Ministro della Famiglia del governo giallo-verde, Fontana si è sempre espresso a tutela della famiglia (purchè sia bianca, cristiana ed eterosessuale) e ha sempre condannato l’eutanasia, un’abominevole pratica per sbarazzarsi delle persone più deboli che lui invece intende difendere, anche a costo di andare contro il loro libero arbitrio.

Chiaramente la difesa dei deboli ha senso solo quando si tratta di persone bianche, cristiane e eterosessuali, perché se il “debole” è un disperato che ha attraversato deserti, mare e torture è giusto che venga rispedito nei lager libici. E’ interessante notare come queste persone sventolino il crocifisso quando Papa Francesco si pronuncia contro l’aborto e voltino le spalle quando, lo stesso Santo Padre, sostiene l’accoglienza dei migranti.

Contrario all’aborto, Fontana ha detto in passato di voler incentivare le donne a procreare e, dopo l’accoglienza che in passato il pubblico femminile ha riservato alla campagna pro-fertilità della Lorenzin, sarà sicuramente interessante vedere le reazioni delle donne alle proposte di un uomo che vuole imporre loro gravidanze non volute. Stando alle parole del movimento femminista “Non una di meno” il congresso della famiglie è un evento che vuole ridurre le donne a “funzioni riproduttive e domestiche per condannarle a un destino biologico”.

Vorrei provare a fare una riflessione o comunque tentare almeno di mettere giú in queste righe un qualche tipo di ragionamento su questo evento. Ma è impossibile. Non c’è niente da dire, niente su cui creare dibattito. Il congresso nazionale delle famiglie è un raduno di integralisti e fomentatori di odio. E’ un convegno di fondamentalisti che ogni giorno lottano per rendere il mondo un posto peggiore. E’ il cammino di un movimento che vuole distruggere la libertà altrui, ignorando che si tratta della stessa libertà che consente a loro di condividere ed esporre i loro pensieri da fanatici primitivi costringendo noi ad ascoltarli. E se guardando i manifesti vi sembra che la loro comunicazione sia in realtà finalizzata a trasmettere allegria e serenità sappiate che quella non si chiama né dolcezza né bontà d’animo: si chiama propaganda (anche questo tema lo potete approfondire leggendo l’articolo de ilPost).

Un movimento che lotta per la famiglia dovrebbe mettere al centro la vita della famiglia: la tutela della maternità e della paternità, la tutela del nucleo famigliare in caso di perdita del lavoro dei genitori, sostenere e investire nella sanità pediatrica e non, investire sull’educazione e dare la possibilità di pagare gli studi ai figli, assicurare la disponibilità economica per consentire di fare una vacanza insieme o pagare un mutuo. E invece, i punti principali del programma del ministro della famiglia sono aborto ed eutanasia. Alla fine è come diceva Corrado Guzzanti quando interpretava Padre Pizarro “A noi, della vita, interessano soltanto due cose: la nascita e la morte. In mezzo ci sta un grandissimo chissenefrega”.