Nel weekend a Perugia si è tenuto l’annuale appuntamento con il Festival Internazionale del Giornalismo (abbreviato in “IJF”). Nel corso degli anni si è sempre arricchito di nuovi appuntamenti e dibattiti riuscendo nell’intento di avere un numero spropositato di eventi con una qualità tematica altissima. Pur essendo un festival che parla di giornalismo in tutte le sue forme e al netto di alcuni incontri un po’ “tecnici”, è estremamente godibile e interessante. Purtroppo è anche mal “pubblicizzato”.

Sicuramente paga il luogo comune per cui alla “gente” frega poco, soprattutto in epoca social. Però mi ha stupito come anche gli stessi giornalisti presenti – ovviamente mi riferisco a quelli come pubblico, non i relatori – non abbiano colto la palla al balzo per pubblicizzare i temi e gli incontri. E’ stato strano. Non è che non ci sia stata copertura in senso assoluto, ma ho visto molte foto di sale piene di gente, molti hastag ma nessun contenuto. Se avessero postato status o link relativi alla manifestazione, in misura della metà delle foto o video fatte a loro stessi che andavano a correre in una città diversa dal solito o agli animali randagi, avrebbero fatto un gesto importante.

Certo, i like sarebbero scesi notevolmente rispetto a scarpe da running e gatti sdraiati. Allo stesso tempo mi sarei aspettato molto materiale per l’evento del sabato sera, una “puntata” in teatro del programma di La7 “Propaganda Live”. Il programma è molto social e molto famoso, un’accoppiata vincente per le visual. Invece ho trovato molto snobismo, nonostante l’indiscutibile valore della produzione.

Ma anche questo è estremamente rappresentativo di un giornalismo che rispetto ai contenuti o ai temi, preferisce sì i numeri ma principalmente l’esposizione del sé. Ancor più rappresentativo se pensiamo che arriva a pochi giorni da un evento sportivo che ha messo in mostra articoli e scene avvilenti per la categoria: rosicate, falsità, racconti inventati e banconote sventolate. Tutto per raggiungere un pubblico “partigiano”, da una parte e dall’altra e farsi eleggere capopopolo.

Non tutto è perduto. Se gli argomenti del festival (e sono davvero tanti) vi interessano, potete recuperare tutti gli incontri sul sito ufficiale (https://www.festivaldelgiornalismo.com/). Per quanto possa piacervi poco l’informazione, qualcosa da vedere troverete.