Chi sono i personaggi che si sono distinti, in bene o in male, in questo travagliato 2014 che ormai ci stiamo per lasciare alle spalle? Lo staff di IdealMentre ha raccolto le sue nomination. Scopritele, se volete commentatele ed indicateci la vostra.

RenziShowMatteo Renzi

Non c’è bisogno di mettere la motivazione direi. Naturalmente l’accezione è negativa. Nemmeno il Silvio dei bei tempi ne raccontava di così grosse.

Francesco Pellegrino

 

 

 

Conchita-Wurst

Conchita Wurst

Motivo d’orgoglio per il suo paese, vergogna e rifiuto per altri. Personaggio senza peli sulla lingua, ma colmo in viso, che dice basta alla discriminazione. Proclamata dalla BBC una delle ‘100 donne del 2014’, trionfa e spopola con l’Eurovision di quest’anno. Donna barbuta, attrazione di polemiche pro e contro, non ha fatto altro che far parlare di sé. Conchita Wurst è il tramonto dell’Europa o l’alba della tolleranza? In ogni caso protagonista 2014.

Alessandra Mandarano

Mario_Balotelli_Euro_2012_TrainingMario Balotelli

Il 2014 resterà l’anno simbolo del declino dell’attaccante più sopravvalutato della storia calcistica mondiale. Incarnazione della tendenza, tutta italiana, di disperdere in maniera squisitamente masochistica e senza scuse un brillante talento e addossare la colpa agli altri per i ripetuti fallimenti. Nella sua discesa c’è molto di questo Paese. Da possibile uomo simbolo della rinascita della Nazionale a malinconico bidone da rifilare a qualche nuovo club in vena di follie. Magari italiano, ça va sans dire.

Attilio Celeghini

 

 

1390572389_sam-600x335Samantha Cristoforetti

Direttamente o indirettamente ha rappresentato le due facce dell’Italia: quella buona, capace, che sa competere a livello internazionale e che sa portare dei risultati (andare nello spazio appunto), nonostante la situazione, le classifiche, le crisi; quella cattiva, gretta e ignorante, dei media che le preferiscono una partita di calcio, degli internauti che commentano il suo aspetto fisico, essendo l’unica cosa che le loro menti possono considerare.

Luigi Mana

 

zanardiAlex Zanardi

Ogni volta che Alex Zanardi viene sottoposto a pressing mediatico emergono sempre e comunque le stesse tre qualità: la voglia di ripartire e reinventarsi, l’umiltà di ammettere di non essere un eroe ma una persona ben pubblicizzata, la costanza nel mantenere viva la voglia di apprezzare le piccole cose (come fare la pipì in piedi). Queste caratteristiche, che hanno fatto di Zanardi un’icona degli ultimi 15 anni, nel periodo storico che stiamo vivendo, raggiungono un peso ancora maggiore.  Nell’ottobre del 2014 qualcuno gridò al microfono: “Alessandro, you’re an Iron Man”. Non c’è frase più azzeccata.

Massimiliano Manzo

papaJorge Mario Bergoglio (Papa Francesco)

Ero in dubbio con un personaggio dello spettacolo come Robin Williams, deceduto ad agosto di quest’anno, ma solo il fatto che un Papa, in quest’epoca, riesca a far sorgere il dubbio tra chi scegliere, fa si che sia il mio prescelto. Sarà anche perché i giovani hanno bisogno di qualcuno a cui ispirarsi, qualche punto fermo, qualche esempio,qualcuno a cui dare fiducia, ed è per me molto strano trovarlo nel capo della chiesa cattolica, ma è ormai un riferimento, vero e sicuro.

Roberto Moschietto

 

 

Malala_yousafzai.Malala Yousafzai

Pakistana, classe 1997. Sopravvissuta ad un attacco da parte dei talebani. Studentessa e attivista per il riconoscimento del diritto all’istruzione come universale (da non dare per scontato). La più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace della storia, assegnatole nel 2014. Un esempio di coraggio.

Fiorella Marengo

 

Del GrandeGabriele Del Grande

Giornalista, fondatore di Fortress Europe e recentemente regista di Io sto con la sposa. Scelgo lui perchè se penso al 2014 non posso pensare alle morti del Mediterraneo, ai conflitti che hanno portato i migranti sulle nostre coste, ma anche al coraggio e al valore di Gabriele del Grande nel raccontarlo e documentarlo.

Silvia Becchis

 

 

 

ASSEMBLEA ELETTIVA FEDERCALCIOCarlo Tavecchio

Da perfetto sconosciuto è assurto a emblema della poca eleganza italiana. conformemente al modus operandi che contraddistingue il nostro bel paese

Alessio Cappello

 

 

beli titoloMarco Belinelli

Mi piace pensare che Marco possa essere il simbolo dei giovani italiani. Una generazione in difficoltà, che la fantomatica crisi sta mettendo alla prova tentando di fargli perdere speranza e fiducia nei propri mezzi. Una generazione che però ha la possibilità e le capacità per reagire, di dimostrare il proprio valore mettendo a tacere le tante critiche che vengono mosse.
Proprio come ha fatto Marco in questo 2014 vincendo il titolo NBA, primo italiano nella storia.

Simone Pecchio