refeCon l’avvicinarsi della fatidica data del 4 dicembre, giorno in cui è fissato il voto per il referendum costituzionale, cresce, soprattutto in rete, il dibattito. L’argomento è caldissimo e sta indubbiamente “spaccando” gli utenti, divisi tra chi voterà Sì, chi voterà No, chi è ancora indeciso e chi ha intenzione di astenersi. Un quadro decisamente frammentato e che testimonia anche quanta incertezza e disinformazione segni il cammino verso il voto. Noi di Idealmentre abbiamo provato a chiedere un parere a varie “categorie” di elettori, provando a capire quanto ne sappiano sull’argomento e le loro intenzioni di voto. Ad ognuno dei rappresentanti, rigorosamente anonimi, abbiamo rivolto le stesse domande, quattro in tutto. Pubblicheremo l’esito del nostro sondaggio a puntate. Questa è la quarta ed ultima.

PERSONA SIMPATIZZANTE PER CENTROSINISTRA

Pensi di aver compreso in maniera sufficiente il contenuto del referendum?
Si, forse non in maniera del tutto completa perché alcune parti sono molto complesse. Ma credo di essermi informato a sufficienza per poter esprimere un voto consapevole.

Qual è la cosa più importante che potrebbe cambiare in caso di vittoria del Sì?
Più che la riduzione dei parlamentari l’aspetto più importante in caso di vittoria del Sì è il superamento del bicameralismo perfetto. Questo può permettere più rapidità nell’approvare le leggi e garantire maggiore stabilità governativa, mettendoci in linea con gli altri paesi europei. C’è chi teme l’avvento del regime autoritario. Vero, non è da escludere. Ma vent’anni di Berlusconi li abbiamo avuti anche con la vecchia costituzione.

Qual è il rischio più grosso che il nostro Paese potrebbe correre in caso di vittoria del No?
Se vincesse il no le cose rimarrebbero invariate e non credo sia un bene. Forse questa nostra costituzione era perfetta per l’epoca post-fascista, ma ora i tempi sono cambiati. Pochi governi oggi arrivano a fine legislatura, nessuno perde e tutti vincono. Il bicameralismo perfetto funziona se le due camere si controllano l’una con l’altra, ma in Italia più che controllarsi puntano ad infastidirsi. E’ una buona occasione (non perfetta, ma comunque buona) per provare a cambiare le cose. Chissà quando ricapiterà.

Consideri questo referendum un voto all’operato del Governo Renzi?
No, non lo considero in questa maniera. Ma molte persone andranno a votare in quest’ottica, e l’errore è stato proprio di Renzi che ha sbagliato clamorosamente a personalizzare questo referendum.

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PERSONA NON INTERESSATA ALLA POLITICA

Pensi di aver compreso in maniera sufficiente il contenuto del referendum?
In realtà no, ma probabilmente ciò è anche dovuto a una scarsa ricerca da parte mia.

Qual è la cosa più importante che potrebbe cambiare in caso di vittoria del Sì?
Secondo me la cosa più importante che potrebbe cambiare sarebbe una maggiore stabilità del governo e una diminuzione dei tempi di approvazione delle leggi.

Qual è il rischio più grosso che il nostro Paese potrebbe correre in caso di vittoria del No?
Credo che il rischio più grosso sarebbe la caduta di fiducia nei confronti dell’attuale governo e, ovviamente, tutti i relativi problemi che sorgerebbero con l’Unione Europea.

Consideri questo referendum un voto all’operato del Governo Renzi?
Non dovrebbe essere un voto all’operato di Matteo Renzi, ma, come sempre, c’è il rischio che il voto rispecchi più l’opinione pubblica nei confronti del promotore del referendum anziché l’opinione sul referendum stesso.