Poteva mancare la nostra opinione – non richiesta – sul Sanremone? Ovviamente no. Ecco i pareri della redazione sui momenti TOP e FLOP delle prime tre serate del Festival. Siete d’accordo? #sanremo2020

TOP

Nonostante tutto, Sanremo è ancora qualcosa che unisce l’Italia. Si parla solo di questo (a meno che tu non sia Mediaset), tutti sono coinvolti, pure quelli che lo detestano. Ed è bello così, perché sentirsi uniti è bello. (Ale. Mas.)

Le canzoni di Rancore e Anastasio. Due pezzi giovani e freschi che portano qualcosa di diverso non solo all’Ariston ma anche nella scena rap italiana. Bravi. (Mas. Man.)

La gente indignata da qualsivoglia cosa (Achille Lauro, Elettra Lamborghini, i vestiti, i monologhi, i voti, ecc.). È sempre bello vedere la gente che si fa marcire il fegato per le cazzate. La serata delle cover è l’unica serata piacevole anche se molte cover fanno schifo (non sono musicista, non offendetevi). (Fed. Gar.)

L’emozione delle nuove proposte al loro esordio sul palco. E’ bello sapere che, nonostante sia così tanto chiacchierato, criticato e spesso bistrattato, il palco dell’Ariston sa ancora regalare emozioni forti soprattutto a chi lo calca per la prima volta.Spesso è una grandissima gratificazione per il lavoro e i sacrifici di anni e magari un possibile trampolino di lancio per la propria carriera (anche se si esce subito). (Sim. Pec.)

I millennials sul palco. A questo giro sono i veri protagonisti, al di là delle loro capacità canore, e hanno saputo rompere degli archetipi sociali piuttosto consistenti, sia nella forma e sia nel linguaggio. La serata delle cover è stata simpatica, ma esageratamente lunga. L’esibizione di Achille Lauro nelle vesti di Bowie, quella dei Pinguini tattici nucleari, quella di Elettra Lamborghini e Myss Keta. (Fab. Tur.)

Il monologo di Benigni. E’ stato pure coraggioso nella scelta. Non è stato comico, ma possiamo anche concederci il lusso di non ridere sguaiatamente per una volta o è chiedere troppo? (And. Tag.)

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FLOP

Il monologo di Diletta Leotta. Senza un senso o un filo logico che collegasse l’inizio alla fine. Ci ha provato ed é stato un disastro. Non so bene dove volesse arrivare, sicuramente è riuscita a dimostrare che, purtroppo, Amadeus aveva ragione (almeno sul suo conto) in quanto lei é stata selezionata più per la sua bellezza che per la sua bravura. Non ho visto Amadeus all’opera, ma finisce tra i flop sulla fiducia. Fa parte di quel gruppo di conduttori (tra cui Carlo Conti, Gerry Scotti e soprattutto Fabio Fazio) che andrebbero estirpati e licenziati dalla televisione. Ridateci Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. (Mas. Man.)

Confermo: il monologo di Diletta Leotta. Partire ammettendo che “è vero, son qui perché sono bella” mi ha stupito e sorpreso, è stata una scelta coraggiosa. Coraggio subito offuscato dal passaggio “non ho paura di invecchiare” . Sia chiaro, non ho assolutamente contro la chirurgia estetica, ma contro l’ipocrisia sì. (And. Tag.)

La gente indignata per qualsivoglia cosa. Perché è sempre bello ma ad una certa vedere migliaia di adulti con l’età cerebrale dei bimbi inizia ad essere pesante. E Benigni e i comici toscani: hanno rotto le palle. Hanno devastato la nostra cultura. (Fed. Gar.)

La comicità. Giuro che nessuna gag che ho visto in diretta o nei video mi ha strappato manco mezzo sorriso. Confermo che Fiorello in questa veste non mi convince e secondo me perde molto di efficacia rispetto ad altri ambiti (soprattutto la radio). Amadeus mai stato simpatico e le co-conduttrici fanno il possibile ma non è che si possono improvvisare pure spigliate e simpatiche. (Sim. Pec.)

Parte della gestione del festival in sé: comicità, ospiti e tempi, si poteva fare meglio. La differenza, rispetto a quelli più recenti di Baglioni, con Pierfrancesco Favino o Virginia Raffaele è evidente. In generale si fa guardare. Il monologo di Benigni: aveva anche senso, offriva un interessante spunto alla platea Boomer, ma Benigni è troppo anche per i più pazienti. Manca un momento vero e proprio di satira, sarcasmo o ironia. I tempi: far esibire dopo l’1:15 Achille Lauro e la Lamborghini è stato come non farli esibire. (Fab. Tur.)

Sanremo. Potremmo sentirci uniti con qualcosa di più alto culturalmente, certe cose mi fanno chiedere chi sia lo spettatore medio (anche se lo so benissimo). (Ale. Mas.)