Poteva mancare la nostra opinione – non richiesta – sul Sanremone? Ovviamente no. Ecco i pareri della redazione sui momenti TOP e FLOP del Festival. Siete d’accordo? Diteci la vostra! #sanremo2020

TOP

Lo screzio tra Bugo e Morgan con tanto di retroscena e circo (Red Ronnie che fa lo scoop scandalistico via cellulare, la giornalista che dice a Morgan che fa una cazzata ad ogni programma a cui partecipa, Bugo nascosto nello sgabuzzino mentre Amadeus lo cerca per strada, ecc). L’unico momento genuino e non scriptato di tutto il festival. (Fed. Gar.)

Amadeus. Ok, ok, ok: all’ex deejay viene da sempre associata l’etichetta di ‘medioman’, ‘yesman’, e così via. Il presentatore senza guizzi, quello che ‘dove lo metti sta’. Ma scusate, che cosa dovrebbe fare un presentatore a Sanremo? Presentare. Evitare di rubare la scena agli altri, azzeccare i congiuntivi, non dipendere dal gobbo. Ed è quello che Amadeus ha fatto. E in maniera impeccabile, va riconosciuto. Persino nei momenti di difficoltà e in mezzo agli scazzi vari. E poi: in giro avete visto i nuovi Corrado o Mike Bongiorno? Io, sinceramente no. E ancora: urge ricordare le accuse rivolte agli ultimi presentatori del Sanremone: Baglioni che invade ogni spazio con le sue canzoni; Fabio Fazio e Bonolis che vogliono intellettualizzare il Festival; Gianni Morandi che non sa condurre. (Att. Cel.)

Elettra Lamborghini che commenta la squalifica di Morgan e Bugo dicendo “No raga, allora vuol dire che ora l’ultima in classifica sono io” e tutto il trash che è stato portato sul palco in generale. Non era bello, non era di classe ed era assolutamente forzato in molti casi, faceva distogliere l’attenzione dall’obiettivo del festival, ovvero quello di valutare una canzone, ma un po’ ne avevamo bisogno. E i memers. Grazie a voi per esservi riuniti con l’unico scopo di regalarci meme di tutto rispetto e grazie Pinguini Tattici Nucleari perché con il video di “Ringo Star” mi avete conquistata, citare “Ritorno al futuro” è sempre cosa buona e giusta. (Sar. Mar.)

Achille Lauro. Brano non al top rispetto alla sua produzione, ma compie una performance artistic tuttotondo elevata: curate nel dettaglio – con la collaborazione di Gucci – e inserite in un percorso evocativo che l’ha portato dallo spogliarsi dei crismi sociali al ristabilire il potere di essere sé stesso. E poi il Trash. In assoluto il principale protagonista di questa edizione che ha liberato il festival stesso dalla solita ingessatura rendendolo ancora più social: dai topic trend ai meme. Il picco si è raggiunto con Morgan e Bugo. Interazioni massime e risultato di averlo reso molto gender fluid friendly. (Fab. Tur.)

Achille Lauro a livello di marketing, voce mediocre e canzone altrettanto, ma si è parlato solo di lui per i suoi abiti e look provocatori. La cosa preoccupante non è Lauro che fa cose già fatte 50 anni fa da artisti certamente più autorevoli e dotati di lui, ma che nell’anno domini 2020 in Italia possano ancora fare scandalo cose viste già mezzo secolo fa. (Igo. Sta.)

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FLOP

La lunghezza. La dilatazione pippobaudesca dei tempi non giova allo spettacolo, ai cantanti, ai poveri telemorenti davanti allo schermo. Chiudere il programma alle 2.30 di notte giova, ovviamente, allo share, il numerino magico con cui all’indomani si può urlare ai record di ascolti e esaltare gli inserzionisti pubblicitari. Ma dico: a cosa servono questi trucchetti, se durante la settimana gli altri canali alzano bandiera bianca e rinunciano totalmente alla controprogrammazione? Canale 5 ha mandato in onda, venerdì, il Festival della Papera. Una replica di Paperissima dell’anno di grazia 2001, condotto da Lorella Cuccarini e Marco Columbro all’apice del loro splendore! Chi mai lo avrebbe preferito a Sanremo, a parte il sottoscritto? (Att. Cel.)

Tutto ciò che riguarda le nuove proposte. Da come vengono “selezionati”, a come sono stati fatti esibire, ai giochi di potere delle case discografiche, ai premi dati come foglia di fico per coprire la vergogna del sistema di voto. I giovani musicisti meritano di meglio ma siamo un paese di Boomer, quindi ok. (Fed. Gar.)

La conduzione. Chiaramente era difficile essere all’altezza di Baglioni come direttore artistico, però potevano almeno provarci. A parte qualche ospite che si è salvato, pessimi tutti. Banalità su banalità, frasi fatte e forzate in continuazione, siparietti creati ad hoc di cui non avevamo assolutamente bisogno. (Sar. Mar.)

La conduzione di Amadeus mediocre ha costretto Fiorello a fare i salti morltali e spesso il santimbanco per tenere su la baracca. Peccato che Fiorello per quanto bravissimo a fare lo show man non è un comico o un cabarettista e i suoi monologhi erano spesso imbarazzanti, soprattutto perchè Amadeus non era nemmeno in grado di fargli da spalla nelle battute, rideva come uno scemo e basta. Un’altra cosa assurda sono i tempi della gara, assurdo vedere scendere il primo cantante dopo le 22, ed ancora più assurdo arrivare ampiamente dopo le 2 per concludere una serata. (Igo. Sta.)

Il vincitore. Come spesso accade tra l’opinione pubblica e le tendenze social il disallineamento è stato massimo. Diodato non è nemmeno in top 5, a brevissima distanza dall’essere fuori dalla top 10. L’eurovision è lontano. La direzione artistica. Gestione dei tempi troppo lunga. Troppi ospiti di medio livello, con poco tempo dedicato a quelli internazionali, come Dua Lipa. Satira, non pervenuta. Alcuni momenti davvero troppo “telefonati”. (Fab. Tur.)