Mahmood ha vinto il festival di Sanremo. La sua canzone può piacere o meno (a me, per esempio, non piace ma faccio poco testo) ma alla fine l’ha spuntata sui tenori de Il Volo e su Ultimo. La battuta migliore che ho letto a riguardo è: Mahmood pensava di arrivare ultimo, Ultimo sperava di arrivare Mahmood.
Non c’è vincitore di Sanremo senza polemiche assortite e, in questo caso, di polemiche ne abbiamo a secchiate. Lascio da parte quelle strettamente musicali, seppure interessanti, e mi concentro su quelle becere, quelle che piacciono all’utente medio di Facebook che è anche il pubblico medio di Sanremo (chi si somiglia si piglia).

Su Mahmood sono piovute infatti molte critiche (e insulti) perchè “immigrato”, “marocchino”, “meticcio”, “figlio di una risorsa”. In realtà Alessandro Mahmood (così si chiama) è figlio di madre italiana (sarda) e padre egiziano, nato e cresciuto in Italia a Milano. Basterebbe questo a far finire il discorso ma così non è e non sarà. Quello che sappiamo per certo (i social non mentono e tutto rimane cristallizzato) è che, a dare il via al grosso delle polemiche, è stato il ministro degli interni Salvini con un post in cui velatamente faceva venire il dubbio sull’italianità del cantante e della canzone, dichiarando anche che avrebbe preferito veder vincere Ultimo (per il quale si era già espresso diverse volte a favore).

Ma si sa, se Salvini augura la vittoria a qualcuno diventa una sentenza di sconfitta (vedi Ferrari, Milan, nazionale di calcio, ecc). Una volta che il ministro ha fatto quel post è partita una vera e propria campagna contro il cantante Mahmood. Campagna soprattutto social e che è stata alimentata, in maniera più o meno inconsapevole, anche da semplici detrattori della canzone, memers, rosiconi e fan delusi. Nel calderone del politicamente scorretto, come spesso accade, si diventa tutti razzisti. Perchè il problema di Mahmood è il colore della sua pelle, i suoi lineamenti, i suoi riferimenti all’Islam.

Perchè, stando alle “critiche” lette sui social, un italiano dalla pelle scura deve per forza essere un “kebabbaro, immigrato irregolare, con la madre troia scopa negri e il padre spacciatore” *. Deve PER FORZA aver vinto grazie a qualche favore sessuale (gli africani hanno tutti il cazzo grosso), grazie al complotto del PD (esiste ancora?) e per fare un dispetto personale a Salvini *. Ultimo, simpaticissimo e sportivissimo (vedere la reazione in sala stampa), e Il Volo, esponenti di un passato idilliaco per la canzone 100% italiana, hanno perso perchè “troppo italiani”.

Insomma, nel festival di Sanremo più moderno di sempre, con tutti(o quasi) i generi musicali rappresentati, con una serata di duetti musicalmente gradevoli, nell’edizione che tutti avevano lodato per innovazione (per quanto possibile), ci si indigna perchè non hanno vinto le canzoni più banali possibili, quelle che dal primo giorno si diceva avrebbero vinto. Quanto è bella l’Italia ma valla a capire.

#sanremo2019 #Mahmood

* le frasi contrassegnate sono commenti, apparsi sui social, reali e riportati testualmente